Pannicelli caldi, aspirina o trapianto?

Pubblicato il 24 ottobre, 2007 alle 12:01 pm da


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La famigerata quarta settimana, che mentre regnava Silvio Berlusconi  molti “lavoratori” avevano difficoltà a raggiungere e superare indenni, per miracolo non presenta più problemi da quando impera il culatello di Romano Prodi: tutto risolto. E’ aumentato il potere d’acquisto o si è dilatata la faccia da c..o dei quaquaraquà asserviti e pagati dal Potere vero, fatto di banchieri compiacenti, giornalisti di regime, burocrati strapagati, lecchini e portaborse. La CASTA, come viene stracitata in Italia, overossia la Nomenklatura, come da sempre dovrebbe essere chiamata in un regime sovietico nel quale stiamo finendo, con la sua miseria e la sua grigia rassegnazione.

La miscela Visco-Padoa sta fecendo Schioppa-re l’Italia, risucchiando le ultime risorse a disposizione dei cittadini, forse anche non dichiarate al Fisco, (in Sardegna, secondo l’Agenzia delle Entrate sarebbe evaso il 54,71 % dell’imponibile, in Calabria addirittura il 93,89 %) ma comunque capaci di creare circolazione monetaria e far girare l’economia. Se aggiungiamo gli effetti della globalizzazione, con l’apertura dei mercati alle merci, al capitale e al lavoro, liberi di circolare ovunque e senza barriere, è evidente che, per il principio dei vasi comunicanti, tutto finirà per essere livellato, compresi i salari ed il tenore di vita. Prepariamoci ad adeguarci alle condizioni di vita delle favelas sudamericane, di Calcutta o di Lagos.

Con curiosità e commiserazione ma anche con un certo compiacimento per la nostra buona sorte, abbiamo guardato, un po’ distrattamente, i reportages televisivi su queste realtà, mentre a tavola ci passavamo gli stuzzicadenti. Ma ora ci sono segni che anche l’Occidente viene trascinato nel gorgo della miseria globale, fino ad attualizzare le teorie economiche dei primordi della rivoluzione industriale e del capitalismo, le quali facevano coincidere il “salario naturale” con la mera sussistenza del lavoratore, nella convinzione che la “mano invisibile” del mercato, in maniera automatica anche se non indolore, riequilibrasse il sistema economico, senza interventi esterni di regolazione e senza l’intervento di una volontà superiore -lo Stato- capace di correggerne le distorsioni ed espressione di una visione nazionale degli interessi collettivi.

Un tale intervento, spesso usato in modo distorto, ha fatto gridare al dirigismo e al protezionismo, veri peccati mortali per gli economisti. I quali però oggi non hanno la soluzione per i nostri mali, ma solo per i loro, che sanno curare benissimo parassitando le grandi banche d’affari internazionali o i ministeri e gli enti governativi dell’Occidente, Italia compresa o forse capofila.

Tutto ciò si conosce da secoli. E queste problematiche costituivano l’assillante e perenne dibattito della Sinistra, quando erano a stomaco vuoto. Ma ormai l’etichetta “di sinistra” se l’ha appiccicata addosso la Casta al Potere, vero lasciapassare per il suo incontrollabile esercizio. Trent’anni fa la classe operaia aspirava al paradiso, ora le sue mosche cocchiere possiedono gli yacht e puntano all’acquisizione delle Banche, Bertinotti folleggia tra una festa romana e l’altra e Della Valle ospita il Politburo.

Mentre i salari più bassi sono falcidiati dalle spese fisse mensili e obbligatorie. L’affitto o il mutuo, le spese condominiali, le assicurazioni auto assorbono il 75% del reddito disponibile.
Ancora nel i960, queste spese grosse e improcrastinabili assorbivano il 22 % del potere d’acquisto dei “poveri“, nel 2006 (solo un anno fa!) il 45 %.

I pensionati al minimo e qualche massaia, nelle grandi città, si approvvigionano di qualche alimento rovistando nei mondezzai dei Mercati Generali e le fila davanti alle sedi della Caritas s’ingrossano.

Il decadimento culturale è palpabile e non solo perchè la Scuola fa schifo ma anche perchè i giovani sono demotivati: diventa inutile farsi il mazzo sui libri se poi il lavoro non c’è e comunque viene dislocato all’estero. In India sono migliaia gli ingegneri che lavorano, a due soldi, per le multinazionali occidentali. Le prossime generazioni saranno meno colte ed educate, senza competenze tecnologiche, più socialmente instabili. Le condizioni materiali si possono immaginare, rivedendo i filmati sulle favelas di cui abbiamo parlato.

Ma, sempre e comunque, per tanti -troppi- nostri connazionali “meglio Prodi di Berlusconi”, in gran parte plagiati dal dogma dell’evasione fiscale, risolta la quale tutto andrà bene, secondo V.V., facendoci uscire dal sottosviluppo cronico.

Ma veramente la sinistra è convinta che possano essere Mortadella & C. a trovare, non dico la soluzione, ma un minimo palliativo a questo “pasticciaccio brutto”che rischia di finire in tragedia? Oppure la ricetta la custodisce Veltroni, proponendoci “notti bianche” e rifilandoci giorni neri?

 

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