Tutto preso dalla vicenda D’AdDario, Franceschini si fa coraggio e vede vittorie dove non ci sono.
”E anzi ci sono indizi pesanti che continuano a parlare in senso contrario, e si chiamano, tanto per fare de¬gli esempi, Sassuolo, Orvieto o Prato, città in cui fino a qualche tempo fa non si sape¬va esattamente che cosa fosse la destra e che adesso dalla destra sono governate.” commenta il Corriere.
Anche l’Unità fa la conta delle truppe ancora schierate sulle montagne russe ma sempre più evanescenti, indecise se scendere o salire:
“Le cifre, non ancora certificate, parlano di circa 450mila adesioni . […] a un anno dal via e a meno di un mese dalla chiusura ai fini congressuali (solo chi si iscrive entro il 21 luglio potrà votare al congresso d’autunno), il bilancio è decisamente al di sotto delle aspettative. […] la somma tra gli iscritti ai Ds e quelli alla Margherita nell’anno dei congressi di scioglimento (615 mila più 450 mila) faceva apparire quota un milione non proprio una chimera.”
Ma chi freddamente analizza la situazione post-elettorale, come Luca Ricolfi sulla Stampa, emette una sentenza non molto incoraggiante per il “nuovo” Franceschini.
“Declino della destra? Se non lo avessi visto e ascoltato lunedì sera dal vivo, mentre lo diceva in tv, non ci avrei creduto. Avrei pensato che i giornali avevano frainteso le dichiarazioni del segretario del Partito democratico, o le avevano forzate un po’, come troppo spesso accade. E invece no, Franceschini aveva detto proprio così: queste elezioni sono andate bene, «è iniziato il declino della destra».
Allora vediamole le cifre di questo declino della destra. Per ora il quadro è completo solo per le 62 Province e i 30 Comuni capoluogo (più lunga e complessa l’analisi dei risultati dei Comuni minori). Per capire dove tira il vento della politica c’è un sistema molto semplice: contare in quanti casi c’è stato un cambiamento di colore politico, e confrontare il numero di amministrazioni conquistate dai due schieramenti, ossia i passaggi da destra a sinistra e viceversa.
Ebbene l’esito non potrebbe essere più chiaro: su 32 amministrazioni che hanno cambiato colore non ve n’è neanche una che sia passata da destra a sinistra, perché tutte – ossia 32 su 32 – sono passate da sinistra a destra.
Né si può dire che esista un’area del paese in cui la sinistra abbia tenuto […] Il risultato è che ora il centro-destra, tradizionalmente forte nelle elezioni politiche e debole in quelle amministrative, governa oltre il 50% delle Province e dei Comuni capoluogo in cui si è votato, mentre prima ne governava meno del 16%. Simmetricamente, il centrosinistra scende dall’84% al 48% e oggi governa in meno della metà delle realtà in cui si è votato.
Naturalmente può darsi benissimo che il consenso alla destra sia in declino, e che le prossime elezioni le vinca la sinistra, specie se si dovesse votare fra quattro anni e nel frattempo il governo non fosse riuscito a combinare granché, o Berlusconi – travolto dai suoi scandali e dai suoi guai giudiziari – fosse stato costretto a un’uscita di scena poco onorevole.
E tuttavia per vedere nei risultati di questa tornata amministrativa i segni del declino del centrodestra mi pare ci voglia una fantasia decisamente fervida. Se fossi un dirigente del Pd, rifletterei semmai su questa circostanza: la disfatta per 32 a zero che il centrosinistra ha subito in questa tornata amministrativa non si è consumata in un momento politicamente felice per il centrodestra, bensì in un momento di difficoltà e debolezza.
Debolezza per le vicende del premier (processo Mills, caso Noemi, caso Patrizia), che secondo i sondaggi hanno allontanato una parte dell’elettorato, soprattutto cattolico. […] Se il centrosinistra ha perso, e perso così sonoramente, nonostante l’avversario fosse in un momento di difficoltà, quel che viene da chiedersi non è se sia iniziato il declino del centrodestra ma, tutto all’opposto, se stia continuando quello del centrosinistra. La mia impressione è che la risposta sia affermativa, e che gli anni che abbiamo davanti saranno molto duri per il partito di Franceschini.”


Pubblicato il 24 giugno, 2009 alle 12:28 pm da La Redazione