Siamo un popolo di minchioni e meritiamo si scomparire. Questa è purtroppo, nell’inconscio collettivo, la musica di sottofondo al nostro vivere quotidiano.
Come possiamo pretendere di mantenere il nostro modo di vivere, creatosi nei millenni per stratificazioni successive grazie a tutte le generazioni precedenti, se non siamo in grado, per vigliaccheria morale, di difendere il nostro mondo, imperfetto e perfettibile, la nostra casa –parva, sed apta mihi- piccola, ma adatta a me, i nostri figli, le nostre donne?
Ci stiamo sempre più rompendo i c…..ni del “politicamente corretto” e delle sue vestali, fiancheggiatori ed epigoni, e vorremmo andare oltre il malumore affiorante dei “vaffanculo day”, addomesticata e utile valvola di sfogo del sistema, scomparso dalle prime pagine dopo una sovraesposizione mediatica che pareva preannunciare una nuova presa del Palazzo d’Inverno. Si è rivelato invece la presa della Pastiglia, del sonnifero-tranquillante.
E’ un continuo, subdolo e inarrestabile attacco quello che subiamo.
L’episodio, NON SPORADICO, di Roma, dove una donna martedì sera è stata aggredita, percossa, violentata e poi abbandonata in un fossato nella zona di Tor di Quinto, ai margini di un quartiere residenziale della capitale. è l’ultima goccia in un vaso che non traboccherà mai da solo, finché qualcuno non si deciderà a dargli un calcio.
E’ vero, non bisogna far di ogni erba un fascio, ma qualcosa dobbiamo pur fare per sopravvivere, oppure siamo masochisti al punto che ci lasceremmo mangiare vivi dai lupi perché, poverini, essendo carnivori, qualcosa debbono mettere tra i denti. E noi obbligati a fare le pecore!
La voce si diffonde rapidamente: tutta la Corte dei Miracoli dell’Universo Mondo si dà convegno in Italia, il paese “dove il SI risuona”, purtoppo!
Al massimo, quando il tizzone s’avvicina al pertugio dell’ano emettiamo un NI, ma in falsetto, mai un bel NO rotondo e sonoro, troppo scorretto politicamente.
Certo anche i governi precedenti non sono stati draconiani, condizionati dal buonismo imperante, sempre però sulla pelle degli altri (in sardo: “in pedde anzena, corrias largas”), fatto di appelli e carità pelosa, sia politica che religiosa.
Il governo in carica aveva deciso di decidere un disegno di legge tutto da discutere, emendare, correggere, convertire ed eventualmente approvare in Senato, Camera e angolo cottura (non c’è fretta e non bisogna decidere sull’onda dell’emozione, che diamine!) di pannicelli caldi che prevede –voce del verbo pre-vedere, patrimonio della cartomanzia e delle sfere di cristallo- anche l’espulsione dei malandrini, se ci fossero stati motivi d’ordine pubblico, sia chiaro. Se i motivi fossero d’ordine privato, ciascuno per sé! Le scorte non solo solo statu-symbol, a qualcosa servono! Dietro pressione dell’opinione pubblica e col fiato sul collo di WaVé che, fiutando il vento, con gran paraculismo lo ha obbligato a sveltire, Sciupone l’emiliano ha poi optato per il decreto legge.
La gente, disperata, si aggrappa anche a questi fantasmi di tutela e approva (il 96,2 % è favorevole, in un sondaggio di oggi fatto dal Corriere della Sera, coraggioso “organo di stampa”). Qualcosa è meglio di niente.
Certo non sarà l’attuale Governo a ribaltare la consolidata tradizione (notoriamente la mortadella è senz’osso) di mandare le motovedette, nel ruolo di comitato d’accoglienza, a 100 miglia marine (cioè oltre 180 Km. terrestri, per chi si limita a navigare in Internet) dalle coste italiane per recuperare dei disperati, maccos malignos, (privilegiamo sa limba per dare un motivo, almeno uno, di consolazione all’assessore regionale alla cultura Mongiu), ma forniti di telefono satellitare, per ogni evenienza. Risparmieremmo un sacco di soldi -noi e loro- e di rischi -per tutti- se organizzassimo un regolare servizio di traghetti con passaggio gratuito, sulle rotte più gettonate. I rom non hanno neanche il problema di varcare il mare, anche se poi, arrivati qui, mostrano di sapersi barcamenare, insegnando il mestiere alle povere donne al seguito e ai giovani apprendisti.
Sono aumentati di 700.000 solo nell’ultimo anno e ormai siamo ai primi posti nella classifica europea dell’infiltrazione regolare e irregolare. Sono soddisfazioni! Perché negarlo?
Fuggono da posti infami, lo capiamo, ma solo e sempre da noi devono venire a chiedere pane e lavoro, ché (ormai l’abbiamo imparato a nostre spese) al companatico provvederanno con l’iniziativa privata? Fino a qualche anno fa si limitavano a leggercela la fortuna, sui bigliettini estratti dal pappagallo, ora ce la vogliono portare via con le maniere spicce. Non solo la borsa, anche la vita.


Pubblicato il 1 novembre, 2007 alle 2:40 pm da Chirone