Col suo linguaggio colorito Bossi ha colpito Berlusconi in modo duro:
“Ha paura di far cadere il governo Monti, è una mezza cartuccia!”.
Ha sferrato un gancio al fegato al suo vecchio alleato che come un pugile suonato, privato del titolo, si aggira a bordo ring e non sa, non vuole, non può decidere.
Nel frattempo il malumore cresce nel suo elettorato che non riesce a spiegarsi perché, pur dichiarando a parole la loro ostilità alle devastanti misure adottate e alla stessa esistenza del governo Monti, i berluscones continuino ad accordargli la fiducia. I sondaggi rispecchiano la liquefazione della base elettorale e confermano il disfacimento dell’armata.
L’immobilità favorisce i quaquaraquà malpancisti e disfattisti della tarda estate 2011 –sardi e ittiresi compresi- sempre alla ricerca dell’elisir di lunga vita democristiana.
Anche qualche appello alla mobilitazione, altrettanto colorito, da parte di “pasionarie” finisce per far danno, in un accostamento di situazioni e personaggi che sarebbe meglio lasciare nel dimenticatoio.
Oggi, purtroppo o, a seconda dei punti di vista, per fortuna, il Berlusconi leader decisionista, affascinante e ammaliatore non esiste più.
La grinta è scomparsa, la mezza cartuccia è ormai sparata: era un boss, ora è solo un bossolo.
Come milioni di altri che ancora non se ne rendono conto.


Pubblicato il 27 gennaio, 2012 alle 7:00 pm da Piombino
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