In quel grand’ospedale ch’è diventato il mondo, dove tutti hanno bisogno di cure anche se fingono un’ottima salute per non spaventare i familiari, tra i lungodegenti è ospitata anche l’Italia, piena d’acciacchi e di scompensi, d’insufficienze e di dolori, ingessata e anemica. Ha necessità di cure, lo vedon tutti, ma curare un male ne aggrava un altro, è troppo debilitata per reggere terapie d’urto, sulle quali, tra l’altro, neanche i medici son d’accordo.
…mandò subito a chiamare i medici più famosi del vicinato.
E i medici arrivarono subito, uno dopo l’altro: arrivò, cioè, un Corvo, una Civetta e un Grillo-parlante.
“Vorrei sapere da lor signori”, disse la Fata, rivolgendosi ai tre medici riuniti intorno al letto di Pinocchio, “vorrei sapere da lor signori se questo disgraziato burattino sia morto o vivo!…”
A quest’invito, il Corvo, facendosi avanti per il primo, tastò il polso a Pinocchio: poi gli tastò il naso, poi il dito mignolo dei piedi: e quand’ebbe tastato ben bene, pronunziò solennemente queste parole:
“A mio credere il burattino è bell’e morto: ma se per disgrazia non fosse morto, allora sarebbe indizio sicuro che è sempre vivo!”
“Mi dispiace, disse la Civetta, di dover contraddire il Corvo, mio illustre amico e collega: per me, invece, il burattino è sempre vivo; ma se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno che è morto davvero!”
“E lei non dice nulla?” domandò la Fata al Grillo-parlante.
“Io dico che il medico prudente quando non sa quello che dice, la miglior cosa che possa fare, è quella di stare zitto. Del resto quel burattino lì non m’è fisonomia nuova: io lo conosco da un pezzo!…”
Stessa musica fin dai tempi di Collodi, persino per i burattini di legno. Draghi, il governatore, ha parlato:
“L’azione di sostegno alla domanda è limitata dal debito pubblico del passato. Gli interventi attuati finora hanno soprattutto utilizzato risorse già stanziate per altri impieghi”.
Ma si può aumentare ancora il debito pubblico?
Questo è il nocciolo della questione, il problema dei problemi.
Se non ci fosse, sarebbe stupido o sadico non seguire i suggerimenti che piovono: sussidi ai disoccupati, tagli alle tasse, sostegno alle imprese, investimenti sulla sicurezza, stanziamenti per le opere pubbliche, aiuti alla ricerca, all’istruzione, agli immigrati, alle forze armate, alla sanità, agli enti locali, alla cultura e ad ogni voce del ricco vocabolario italiano.
Altro che coperta corta, siamo davanti al cappotto di Totò che, dato in pegno, avrebbe soddisfatto tutte le necessità e con requisiti di qualità: Altrimenti, desisti! ordinava perentorio al compare, sotto i morsi della fame.
Chi si dà da fare per rappezzare qualcosa, come il ministro Brunetta, a volte eccede nell’entusiasmo ed ottiene risposte a tono ma anche stonate. Aveva detto:
«Bisogna mandare i poliziotti per le strade. Ma non è facile farlo: non si può mandare in strada il poliziotto “panzone” che non ha fatto altro che il passacarte, perché in strada se lo mangiano. Bisogna cambiare il concetto stesso di sicurezza, deve essere fatta da chi la sa fare. Perché il passaporto bisogna farlo in questura? Il burocrate faccia il burocrate, i poliziotti con la pistola e il manganello vadano in giro per le strade, nelle automobili e in elicottero. Questa deve essere la sicurezza. Invece gran parte del nostro capitale umano impiegato nei sistemi di sicurezza è utilizzato per produrre carte e quindi burocrazia».
Reagiscono sindacati di Polizia ed opposizione:
- «editti populistici mal si adattano a un ministro della Repubblica»
- «Poliziotti e carabinieri italiani non sono né panzoni né passacarte ma svolgono indagini»
- «I poliziotti, dopo aver sopportato i tagli che il governo ha operato nei confronti delle forze di polizia devono sopportare anche il ministro Brunetta, che invece di ringraziarli li sbeffeggia»
Non manca qualche sbavatura giornalistica:
“Ma lui, col suo fisico, si è mai guardato? Un ministro all’altezza della situazione con debiti fisici di statura”
considerato che, dopo vistosi, Brunetta ha deciso di non fare lo scaricatore di porto o l’indossatore. Costretti ad ammettere:
“Forse il ministro Brunetta ha equivocato mettendo superficialmente sullo stesso piano poliziotti e vigili urbani, fra i quali, specie a Roma, non mancano gli «imboscati».
Usando il cervello, almeno quello di dimensioni normali, Brunetta ha risposto:
«Nessuna volontà di offendere nessuno.Chiedo scusa ai bravissimi poliziotti con la pancia, nessuna offesa nei loro confronti, ma solo la constatazione che un eccesso di impegno burocratico delle forze dell’ordine ha spesso snaturato la missione principale del sistema sicurezza che è quella di stare per la strada per la sicurezza dei cittadini. Chiedo scusa non dovevo dire “panzoni”, ma dicendo “panzoni” tutti mi hanno capito tranne gli ipocriti.Questo è un paese di ipocriti. Quando uno dice cose che tutti pensano, senza volere offendere nessuno ma volendo avere più efficienza, più qualificazione, più servizi per i dipendenti pubblici e più servizi per i cittadini, apriti cielo.»
Ma poi si ritrova l’equilibrio e da la Stampa scopriamo:
“Quarantamila uomini in servizio a Roma. Un esercito: tra Polizia, Carabinieri e Finanza fa una persona ogni cinquanta abitanti. Un record, nessuna città potrebbe considerarsi altrettanto protetta. Già, potrebbe, meglio usare il condizionale, perché poi a spulciare circolari interne, ordini di servizio e fogli presenze si scopre che sulle strade di uomini ne finisce uno su otto: appena cinquemila (il 12,5 per cento).
Ma allora ha ragione il ministro Brunetta? Ci sono troppi poliziotti “pancioni” seduti dietro le scrivanie? Se parli con i poliziotti e i carabinieri che ogni giorno lavorano a Roma, ti accorgi che su una cosa sono d’accordo con Brunetta: troppi uomini lavorano negli uffici. Ma sulle cause no, ritorcono l’accusa contro il governo. L’attuale, il precedente, tutti, di destra e di sinistra. […]A Roma le auto delle forze dell’ordine destinate al pattugliamento della città sono circa un terzo di quelle per scorte e accompagnamenti. […]
Certo, pancioni ce ne saranno, ma andando a scorrere gli elenchi di chi non lavora sulla strada non si trovano soltanto uomini a fine carriera, demotivati e stanchi. Anzi, secondo i dati forniti dai sindacati, almeno diecimila tra agenti, carabinieri e finanzieri sarebbero giovani.
Di questi addirittura quattromila sarebbero destinati a compiti di scorta, accompagnamento di dirigenti vari e piantonamento. Basta poco, poi, per scoprire che centinaia di agenti appena arruolati finiscono direttamente in un ufficio. Peggio, ci sono alcuni che riescono perfino ad arrivare ai ruoli apicali della carriera senza aver mai messo il naso fuori del palazzo. […]oltre il 60 per cento degli uomini sarebbero destinati agli uffici centrali dei corpi di appartenenza. […]
10mila uomini sono impiegati in via continuativa in “servizi burocratici” per i cittadini (passaporti, permessi di soggiorno, autorizzazioni di polizia) o nella gestione amministrativa.
In passato ci sono state guerre durate cent’anni. Questa è una di quelle.


il Ragioniere
2 years ago
“Una mortalità eccessiva che colpisca per asfissia finanziaria anche aziende che avrebbero il potenziale per tornare a prosperare dopo la crisi è un grave rischio per la nostra economia.” ha detto Draghi ai banchieri presenti che fingevano di non sentire.
Nel 2009 il PIL (prodotto interno lordo) calerà del 5%, dopo il calo dell’1% nel 2008, e gli investimenti scenderanno del 12% nel settore industriale e del 20% nel manifatturiero; l’8% delle aziende si è vista rifiutare dalle banca un finanziamento e oltre il 10%, ha ricevuto domanda di rimborso anticipato del vecchio prestito.
In questo scenario fosco la Banca d’Italia, di proprietà delle altre grandi banche private, ha avuto nel 2008 un utile di 175 milioni di euro, contro i 95 del 2007, registrando il miglior bilancio degli ultimi decenni.
Come mai?
Minori oneri fiscali (327 milioni di imposte rispetto ai 1.610 pagati nel 2007) che per compensazione sono stati sborsati dai cittadini e dalle imprese, torchiati e licenziati i primi e torchiate e strangolate… dal fisco e dalle banche le seconde.
Così gli azionisti di Bankitalia avranno ottimi dividendi pur avendo i loro singoli bilanci in rosso.
Draghi quindi ha poco da “insegnare” ed i giornali dovrebbero guardare di più alla sostanza delle cose, senza farsi impressionare dai velluti e dagli ermellini.
A meno che non debbano servire altri interessi…