Strane coincidenze legano talvolta fatti e situazioni, anche distanti tra loro nel tempo e nello spazio. A Tramatza, dove si è svolta una riunione al coltello del neonato Partito Democratico sardo, e nella quale si è ulteriormente confermato il proposito degli ex DS e Margherita di voler scendere dalla tigre Soru, pericolosamente cavalcata, con l’intendimento anzi di metterla/o in gabbia, il Governatore, buon conoscitore degli appetiti degli avversari, ha però nuovamente rimarcato:
Questo non è il Partito Democratico, ma il partito dei consorzi industriali. Il 23 per cento dei consorzi industriali italiani sta in Sardegna: la riforma è ormai inderogabile. Ne stiamo parlando da tre anni e mezzo, dopo averla inserita nel programma di governo, e non l’abbiamo ancora attuata .
A stimolare ancor di più i nervi scoperti delle nomenklature e centri di potere ha contribuito l’assessore all’Industria Concetta Rau:
Oggi un direttore di un consorzio industriale può costare più di 300mila euro all’anno. I costi complessivi sono spaventosi: 2,3 milioni di euro per i direttori generali; i compensi degli ammininistratori e dei sindaci sono di poco inferiori ai 3 milioni di euro, per non parlare della proliferazione delle 47 società controllate, collegate e partecipate con i loro ingenti costi per i vari consigli d’amministrazione, collegi dei revisori e via elencando. […] oggi gli enti che gestiscono le aree industriali non sono in grado di sostenere le politiche regionali di sviluppo industriale né di garantire un utilizzo efficace delle loro risorse, né di favorire l’attrazione di insediamenti produttivi in modo rapido, competitivo e trasparente.
Una tale controversia suscita grande interesse anche a Chilivani, dove, almeno nominalmente, esiste un Consorzio Industriale ZIR (Zona Industriale d’Interesse Regionale), che ultimamente parrebbe aver stipulato una tregua con l’Amministrazione Comunale ozierese, dopo anni di ringhiosi rapporti con le Giunte di Centro-destra. Il Sindaco Ladu ha evidentemente trovato una assonanza-sintonia col Presidente del Consorzio. Su cosa? Ai posteri….
La Presidenza di tale Ente è appaltata da decenni all’Avv. Salvatore Luridiana, che in origine era disceso al piano dalla natia Pattada in rappresentanza di quel Comune, di cui era stato prima Sindaco e poi amministratore. In seguito l’incarico fu perpetuato dalla trasmigrazione della rappresentanza di altri Enti regionali consorziati, i quali tutti, magari grazie all’intercessione di un senatore con ascendenze pattadesi, prima democristiano di diritto e poi di fatto, ritennero di riporre la loro fiducia nella ormai consolidata esperienza del nostro, capace sempre e comunque di coagulare maggioranze assembleari composite e variegate, finalizzate alla sua rielezione.
Il modus con-vivendi et cooperandi Comune-Consorzio viene visto anche con un occhio di riguardo dal Cav. del Lavoro Romano Fanti, patron di CONVESA e di Eco Serdiana e di tanto altro, ma soprattutto socio di Chilivani Ambiente, società mista pubblico-privato che gestisce la discarica di Coldianu e ha in programma altri investimenti in ambito ecologico-ambientale e trattamento dei rifiuti, area economico-affaristica che Ladu guarda con interesse.
Anche la CONVESA o meglio il suo stabilimento di Chilivani ormai inoperoso, con i 12 ettari di area industriale che lo circondano, sono tenuti sotto la lente d’osservazione in Comune, per quando finirà la commedia con Trenitalia, sulla pelle dei lavoratori, e sarà disponibile per altri utilizzi.
Ma dove sono le coincidenze di cui si parlava all’inizio? Le parole-chiave sono due: Chilivani e Luridiana.
Circola tuttora la leggenda che il nome della Stazione ozierese delle Ferrovie Reali Sarde (poi dello Stato) sia stato imposto dal progettista e costruttore Benjamin Piercy, in onore di una bellissima principessa indiana, di nome Kilivan, venuta in Sardegna e precisamente ad Ozieri al suo seguito, in qualità di esotico souvenir, ed in affiancamento della moglie legittima Sarah Davies, dalla quale sir Piercy ebbe nove figli e che fu invece domiciliata tra Badde Salighes e Cagliari, nel palazzo del barone Rossi in Castello.
Piercy fu figura mitica di capitalista illuminato, fondatore di imperi industriali e agricoli, amico di Garibaldi e padrino di suo figlio Ricciotti, ma non portò ad Ozieri principesse indiane, anticipando un episodio del Giro del mondo in ottanta giorni.
Romanzo che invece suggerì la leggenda di Kilivan a Pietro Luridiana, medico di gran fama e successo di Cagliari, con l’hobby della scrittura, che nel 1930 diede alle stampe il romanzo Satyagraha narrandovi appunto la leggenda romantica dell’indiana Kilivan e del suo toponimo sardo.
Di Chilivani si parla però molto prima della venuta di Piercy –addirittura sembrerebbe nel Condaghe di santa Maria di Bonarcado- per cui a noi rimane soltanto la leggenda ed il legame, meno romantico e più concreto, tra il Consorzio Industriale di Kilivan e Luridiana (Salvatore, non Pietro).



Roberto
4 years ago
Caspita, interessantissima questa vicenda della principessa indiana, io non la sapevo.
Sfortunatamente con quei delinquenti alla Regione ci possiamo aggrappere solo alle favole.