Alla stazione c’erano tutti dal commissario al sagrestano…

Pubblicato il 22 gennaio, 2008 alle 6:17 pm da


sig-anelli.jpgOra è palese che la ferita nella Sinistra ozierese può essere ormai definita un’ulcera, senza alcuna tendenza alla cicatrizzazione. Tolte le bende, che più che proteggere servivano a nascondere, e scrostata la pomata pietosamente stesa, affiorano gli essudati e dal fondo sporge la testa qualche bigatino. Lesione cronica, datante anni, ci sarà necessità del bisturi, cosa non piacevole per cui a qualcuno stan saltando i nervi. E’ storia di almeno quindici anni, quando il PCI e la DC ad Ozieri riuscirono entrambi ad eleggere un consigliere regionale e il comunista d’allora Leonardo Ladu, lasciato il sindacato, traslocò a Cagliari. Non si ricordano grandi opere, se non quelle di misericordia corporale, doverose per ogni eletto ma il suo avanzare evidentemente suscitò la diffidenza della concorrenza interna. Fatto il bis gli venne impedito il tris e nonostante i grassi premi di consolazione la frattura non si consolidò. Le ripicche nel 1998 massacrarono Marongiu, sindaco uscente, messo in lista e non eletto, con Ladu, in sua vece come candidato sindaco, espressione ed ospite di un Circolo creato apposta quale “refugium peccatorum”. Oggi dal calderone del PD sono usciti voltando a sinistra, Attili e accoliti, che sanno tutto ma non possono dire nulla, o quasi, e colgono ogni occasione per nuocere all’avversario o almeno punzecchiarlo, ampiamente ricambiati. Un inedito ed innocuo gruppo consiliare della Sinistra Democratica, viene definito “sedicente”, con un aggettivo che ci riporta alle Brigate Rosse, niente di meno.
Peccato che siano legati a filo doppio dalle reciproche e speculari esigenze elettorali, che li costringono a tenersi stretto il consenso, anche minimo, ma gli accenni a questo proposito, con la nostalgia per il voto di preferenza e minacciando un mancato sostegno ad Attili al prossimo rinnovo del parlamento, fatti pubblicamente da Angelo Pala (“il Cognato” che sta a Ladu come Pillitteri stava a Craxi) lasciano intendere l’asprezza dei rapporti. O si fiancheggia il sindaco senza mettersi sopra o contro (cosa? come dicono in Supramonte: chi sa, parli!) o verrà ufficializzato e certificato che Attili non ha la verità in tasca (era un sospetto che già avevamo). Segue l’invito perentorio a non occuparsi affatto di questo territorio, neanche fossimo a Corleone o a Forcella.
La proposta di un percorso stradale della nuova Olbia-Sassari alternativo a quello prospettato dai progettisti, più baricentrico rispetto ad Ozieri, è solo un motivo occasionale del contrasto, anche se quello di voler allontanare da Ozieri qualunque strada, ferrata o asfaltata, sembra un chiodo fisso di Attili e del suo entourage. Ma sotto c’è dell’altro e le gomitate continueranno, per l’Ippodromo e la sua gestione, per il Frigomacello, il suo salvataggio e la sua gestione, per il dislocamento sempre più fantomatico di un Reparto Militare, la sua ubicazione, la gestione dei meriti (o demeriti, con i Parisi che oggi ci sono e domani no) e dell’indotto, etc.

Non questioni ideologiche o scelte amministrative ma più prosaicamente gestione del potere. La politica è anche questo e certo se il Centrodestra fosse messo un po’ meglio in salute, ci sarebbero delle grandi novità.

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