ASSESSORE, NON VOGLIAMO PANE, MA MUSICA PER LE NOSTRE ORECCHIE

Pubblicato il 8 luglio, 2008 alle 8:06 pm da


Non sono niente

Non sarò mai niente

Non posso volere d’essere niente

A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo….

Fernando Pessoa

img_966-1.jpgHa impiegato appena un mese, il neo sindaco di Roma Gianni Alemanno, per stabilire il buco di bilancio (10 miliardi di euro) lasciato in eredità dal suo predecessore Veltroni. Un passivo stratosferico per anni tenuto nascosto e che getta una pesante ombra sulle capacità politico-amministrative del leader del PD. Lo stesso assessore alla Cultura della nuova amministrazione capitolina Umberto Croppi, intanto, ha fatto un esordio talmente smagliante, di una profondità filosofica inconsueta nella classe politica nazionale, dicendo semplicemente: ”Non abbiamo una lira”. Meglio di così non poteva dire, affermazione più chiara di questa era impossibile. Non c’è una lira, ragazzi. Croppi si riferiva all’Estate Romana 2008, ed infatti per quest’anno ci saranno meno concerti, meno spettacoli culturali, meno veline da fotografare nelle piazze della Capitale. Niente di tragico ed irreparabile, intendiamoci, perchè il dramma non sono le mancate manifestazioni estive ma le cifre del debito del comune di Roma.

Che dire? Magari ce ne fossero di assessori così in giro per l’Italia. Come avremmo voluto ascoltare le stesse parole dal nostro smilzo assessore comunale alla Cultura: “Non c’è una lira”, soprattutto dopo che, con la delibera di G.C. N°158 del 28.05.2008 la stessa amministrazione cittadina, ma con un anno di ritardo, ha stabilito che il deficit comunale attuale è di circa 1.900.000 euro (naturalmente tutta colpa degli altri!).
Ebbene, niente di nuovo, tutto previsto e già detto e scritto. E’ infatti sufficiente andarsi a rileggere l’intervento del 1° Marzo dal titolo “Audace colpo dei soliti noti” nel quale la redazione informava di come gli attuali inquilini di via Veneto avrebbero di lì a breve certificato il loro fallimento politico-gestionale, portando per la prima volta il comune a non rispettare il patto di stabilità, un po’ come Soru fa oggi a Cagliari. A dire il vero un errore lo abbiamo commesso, poiché pensavamo che il deficit causato dall’attuale sinistra amministrazione si sarebbe fermato ad appena 1.200.000 euro mentre invece si avvicina ai 2.000.000 di euro.

Ma ai nostri spendaccioni amministratori tutto questo non sembra interessare, poiché hanno comunque deciso di allietare le serate estive ozieresi con una bella iniezione di musica d’importazione, e per fare questo nel sinistro comune si sono resi conto che 90mila euro, per sole tre serate, non erano sufficienti. Così hanno pensato bene di arrotondare la modica cifra a 140mila, cioè circa 280 milioni di vecchie lirette. Il tutto condito da ulteriori decine di migliaia di euro per le manifestazioni di contorno all’evento clou dei primi di Agosto per il quale, a sentire gli addetti ai lavori, pare siano previste circa “100mila presenze”, o giù di lì.

Sic transit Gloria mundi!

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