Dagli amici mi guardi Dio…

Pubblicato il 11 febbraio, 2012 alle 7:21 pm da


Dagli amici mi guardi Dio…

Cominciano ad intravvedersi gli schieramenti che ad Ozieri prenderanno parte allo scontro  elettorale di maggio. Se non fosse un impegno importante a favore della cittadinanza –così almeno dovrebbe essere- bisognerebbe chiedersi “chi glielo fa fare” ad arrabattarsi e scontrarsi per ottenere poi una bella “gatta da pelare”, facendo buon viso come gli sfigati che ricevono il premio  “tapiro d’oro” dalle mani di Staffelli.

A sinistra il corpo d’armata è ormai deciso e, nonostante gli appelli e la disponibilità, difficilmente arriveranno rinforzi a rimpinguare l’affollatissima armata, col suo inno ufficiale:

Ci son due coccodrilli
ed un orango tango,
due piccoli serpenti
e un’aquila reale,
il gatto, il topo, l’elefante:
non manca più nessuno;
solo non si vedono i due leocorni.

Sotto le insegne di Leonardo Ladu  mancano all’appello solo  gli “Amici del Fave & Lardo” e la “Associazione dei Tamburini Sardi”.

Certo uno spazio per l’UDC lo avrebbero fatto volentieri, anche a costo di sacrificare qualche posizione acquisita e consolidata, non tanto per rafforzare le proprie truppe quanto per indebolire quelle avversarie.

Ma parrebbe che il richiamo del grande Centro, da costruire con il FLI e i Riformatori (che ancora devono dimostrare quanto valgono in termini elettorali), sia stato incomprimibile, essendo anche mancato, con la dissoluzione delle divisioni interne del PdL, l’alibi che avrebbe giustificato agli occhi del riluttante elettorato moderato ozierese la scelta di sinistra.

Ora sul versante del centrodestra inizia la pretattica ed il logorio di nervi per arrivare all’investitura del leader. A Nanni Terrosu, forte della consacrazione  congressuale del PdL, si vorrà contrapporre il “campione” del Centro, il cavaliere mascherato di cui tutti –persino lui stesso- fingono d’ignorare l’identità.

Sarà la fiera delle comparazioni, dei bizantinismi e delle sottigliezze dialettiche ma alla fine, se non si vorrà andare divisi, il solo criterio di scelta inappellabile potrebbero essere le primarie, viste però come il fumo negli occhi da chi per lunga tradizione preferisce le vittorie a tavolino. E il tempo stringe…

Condividi

Ulteriori articoli che ti potrebbero interessare