Di fonderci insieme già l’ora suonò.

Pubblicato il 9 dicembre, 2008 alle 7:59 pm da


L’avvicinarsi del rinnovo del Consiglio Regionale, imminente, se Soru vuole, ma comunque vicinissimo, ha fatto portentosamente uscire dal letargo il pachiderma del centro-destra ozierese.

La malattia del sonno, per dir la verità, sembrerebbe molto diffusa tra i rappresentanti della coalizione di governo, assopiti nella pennichella postprandiale seguita alla vittoria-abbuffata di Berlusconi, che in cambio d’un posticino di seconda fila in Parlamento chiede solo che non si disturbi il manovratore: dormano pure tranquilli sino alla prossima fermata!

Ma ad Ozieri, dove s’è perso dopo nove anni di amministrazione, non sarebbe stato bene, anzi indispensabile, restare ben vigili, a sorvegliare il dolce dormire della sinistra, lieta di poter russare tranquillamente senza timore d’essere bruscamente riportata alla realtà dal pungolo della minoranza?

Ci fosse stato, come prospettato e atteso, lo strepito del rinnovamento formale e sostanziale dell’intera città da parte di Leonardo Ladu e dei suoi “ladones” avremmo capito la prudente e circospetta attesa di una responsabile opposizione, disponibile a collaborare per il bene della città. Invece niente, tutti sonnecchiano, gli uni appisolati in poltrona, gli altri addirittura in piedi e solo ora il passaggio del treno elettorale (col fascino dei suoi vagoni-letto…) fa aprire loro gli occhi.

Col brusco risveglio hanno dovuto prendere atto che alla prossima corsa il centrodestra parteciperà con un tandem, strano veicolo che prevede due pedalatori ma un solo guidatore. Già questa è una situazione spinosa, col rischio, più che di fusione, di annessione e diluizione di Alleanza Nazionale in Forza Italia (ne sanno qualcosa a sinistra, dove l’amalgama DS-Margherita l’hanno già sperimentata ma sulla bontà dei risultati hanno dubbi crescenti).

Per quanto insonnoliti, i finiani non vogliono esser vittime del silenzio-assenso adottato da FI che, in assenza di sollecitazioni, ha tutto l’interesse a far scivolare la situazione come meglio le conviene. E’ un tattica che sta dando risultati a Roma, dove pare che la massima preoccupazione dei “colonnelli” sia di prefigurare nella nuova struttura un ruolo di visibilità al subacqueo Fini, per quando emergerà dall’ombra istituzionale di Montecitorio. Qualunque altro problema è stato rimosso, conservato in formalina e affidato alla custodia di Berlusconi, che Dio lo conservi a lungo, molto a lungo…

Per AN ozierese, nel suo piccolo, il ruolo di comparsa, e per di più muta, è stato rifiutato prima da Doneddu che ha chiesto l’investitura di un rappresentante del territorio quale candidato unitario del nascente PdL, cosa già urticante per qualche ipotetico basista locale che forse aveva già messo nel conto di far saccheggiare ad altri la dispensa elettorale ozierese. Posizione ribadita da Saiu, presidente del Circolo di AN, e quindi ormai destinata a ricevere una risposta ufficiale dalla “promessa sposa”.
C’è sufficiente carne al fuoco per alimentare il “gossip” della dietrologia alla ricerca del “cui prodest”, un modo come un altro per occupare il tempo, considerato il numero limitato di poltrone e l’abbondanza di fondi-schiena.
Fossero così numerosi i cervelli…

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