di Rinoceronte
Il riassetto territoriale, con l’aggregazione della relativamente macro-area del Logudoro, Goceano e Meilogu è auspicabile comunque, per far sentire seppur flebilmente, la voce dei più dimenticati della Provincia, sia a Sassari che a Cagliari. Ma anche qui senza illusioni. Goceano e Meilogu non hanno la vocazione al vassallaggio e sanno che nella spartizione delle briciole si distribuiscono… briciole. Inoltre, realisticamente, Sassari ha già le sue rogne ed aree di crisi e deve difendere sè stessa dagli appetiti del cagliaritano, unica area della Sardegna in sviluppo grazie all’iniezione costante di risorse decise dall’apparato politico-burocratico regionale.
Cagliari prospera succhiando sostanze nutritive al resto della Sardegna, come un cancro cresce inesorabilmente portando alla cachessia tutto l’organismo. E’ illusorio immaginare di poter usufruire dell’alimentazione artificiale delle risorse, in concorrenza col Capo di Sotto, chiedendo la conservazione di Uffici pubblici, Enti strumentali, Organismi Consortili, etc.
Piaccia o no, potremo contare solo sulle nostre forze e prima ce ne convinceremo meglio sarà. Ne avremo la controprova quando si calerà la richiesta del riassetto territoriale e delle competenze in ambito sanitario o di programmazione di sviluppo industriale o di modifica dei tracciati stradali della Sassari-Olbia. La risposta sarà uguale a quella ottenuta per il Consorzio di Bonifica e per l’Istituro Incremento Ippico: razionalizzazione e accorpamento e cioè, sul pratico, trasferimento centripeto di competenze e posti di lavoro.
La maggioranza comunale acquisterà credibilità quando avrà il coraggio di rigettare le decisioni punitive messe in atto dai suoi rappresentanti a Cagliari, in termini politicamente autolesionisti ma di specchiata onestà intellettuale verso i propri concittadini.
Conviene quindi concentrare gli sforzi su obiettivi non minori ma più a portata di mano, già individuati dal Sindaco e sui quali per motivi diversi Ozieri non ha concorrenza:
- la gestione dei rifiuti, sfruttando al meglio un male necessario, e creando un indotto produttivo con la separazione ed il successivo trattamento, per quanto possibile in loco, dei componenti. Qui la lungimiranza è indispensabile per salvaguardare la vocazione agro-alimentare del territorio e farla convivere con la presenza ingombrante delle scorie. L’accesso a Coldianu implica l’attraversamento di Ozieri o la tortuosità della 128 bis. Occorre ipotizzare un altro sito. Ci permettiamo di suggerire l’utilizzo, almeno in parte, della vasta area e degli inutilizzati capannoni del Centro Intermodale di Chilivani. C’è il vantaggio della linea ferroviaria e del collegamento stradale, migliorabile con l’allargamento e riclassificazione dell’attuale strada vicinale che ripercorre il tracciato della vecchia ferrovia a scartamento ridotto da Punta Zamaglia a Chilivani.
- il recupero del frigomacello, quale ultimo anello della filiera dell’allevamento, ricompattata e riorganizzata…. corporativamente (absit iniuria verbo). Impresa titanica, stante la precondizione di dover vincere la diffidenza degli allevatori, che sono la quintessenza dell’ individualismo, essendo allo stesso tempo uomini della campagna, imprenditori e per di più sardi! Inoltre occorre reperire ingenti risorse umane e finanziarie, considerata l’obsolescenza degli impianti e le difficoltà del mercato. Auguri.
- la gestione dell’ippodromo, solo apparentemente più semplice. E’ una risorsa preziosa e finora, colpevolmente, non sfruttata adeguatamente dagli ozieresi. Se si concretizzeranno le promesse abbozzate già alla precedente amministrazione e pare confermate all’attuale, può nascerne un grande giro, in grado di trascinare un indotto capace di risolvere anche il problema della ricettività e dell’accoglienza turistica, altro vero punto debole della Città.
Tralasciamo le conferme in continuità di quanto iniziato dai predecessori e i programmi delle cose scontate, doverose ma incapaci di provocare la defibrillazione del cuore di Ozieri.
In definitiva, se la Giunta Ladu dovesse riuscire a realizzare gli ultimi tre punti che abbiamo analizzato, con la creazione di un centinaio di nuovi posti di lavoro, non saremo noi, per partito preso, ad andargli contro. Ma sempre pronti anche a criticarlo, per ciò che non condividiamo.


junior
4 years ago
Ma prima di pensare a recuperare macelli non sarebbe meglio evitare di farne altri? Ogni azienda di trasformazione, comprese quelle dell’industria alimentare, per funzionare bene deve reggersi su due regole fondamentali: disponibilità di materia prima a costi convenienti e massa critica sufficiente per vendere il prodotto finito.
Un frigomacello non può reggersi solo sulla macellazione degli agnelli che è troppo legata alla stagionalità del prodotto (evidente il fallimento dell’agnello IGP sardo). I bovini da carne non appartengono alla nostra tradizione a differenza di Francia e Inghilterra. La carne di suino è indirizzata principalmente alla trasformazione che è molto più organizzata in regioni come l’Emilia-Romagna. Senza contare che già un privato nel territorio ha una struttura di macellazione adeguata alle esigenze del mercato del territorio. Non abbiamo bisogno di altre cattedrali nel deserto. Oggi una nuova struttura di macellazione, che non ha niente a che vedere con il centro di AMMASSO CARNI voluto allora dall’AIMA per calmierare il mercato, potrebbe nascere solo collegata a un centro di ingrasso che si concentri su una tipologia di specie alternativa agli ovini.
Ma ci stanno già pensando altri!!!!!!!!
junior
4 years ago
Eureka !!!!!!!!!! Il consigliere delegato, assessore in pectore, FAE ha scoperto, anche grazie a un sondaggio che ha fatto uso di modernissime tecniche statistiche (interviste a turisti già in visita a Ozieri), che le zone interne sono una ricchezza per il territorio isolano.
GRAZIE per averci illuminato.
P.S. Ma un turista che ha già scelto Ozieri come meta turistica può, secondo il consigliere delegato, assessore in pectore, FAE rispondere in modo difforme dalla scelta già di fatto operata? Non c’è bisogno di chiederlo a Mannhaimer.
doc
4 years ago
In riferimento al problema dei rifiuti, mi dovete spiegare per quale motivo in Sardegna, con circa 1.600.000 abitanti distribuiti in un territorio vasto, con una produzione di rifiuti che è minore di qualsiasi grossa citta del continente, ci dovremmo trovare di fronte ad una situazione di emergenza.
Il tutto si potrebbe vedere dal punto di vista dello “AFFFARE”. Ma siamo consapevoli di che situazione si creerà istituendo un’industria dei rifiuti a Ozieri?