Gli arcani minori

Pubblicato il 18 febbraio, 2009 alle 4:07 pm da


Gli arcani minori

I risultati elettorali nascondono sempre delle incognite che né exit-poll né sondaggi riescono a rivelare, insondabili essendo gli umori di ogni elettore che rarissimamente vota con logica aristotelica. Quando poi si mescolano insieme gli ingredienti è quasi impossibile risalire ad essi..

L’analisi del voto quindi è un’arte esoterica stretta parente dell’astrologia e della lettura dei tarocchi.

Ma qualcosa occorre tentare per capire cosa attraversa le viscere dell’elettorato e aggiustare il tiro. Tanti i rebus da sciogliere:

  • Soru era il candidato da battere e abbattere, il simbolo che aveva assunto su di sé l’opera omnia dell’attività regionale, nel bene e nel male, personalizzando la contesa e andando contro avversari e alleati.

o Perché ha ottenuto allora molti più consensi della sua coalizione, che col voto disgiunto avrebbe potuto strangolare il capataz? O il sostegno gli è pervenuto dal popolo della destra, che la logica vorrebbe invece essersi coagulato proprio per marciare contro di lui?

  • Soru, col suo operato, ha oggettivamente penalizzato il Capo di Sopra, privilegiando altre aree e soprattutto Cagliari ed il Medio Campidano, e ha arrogantemente estromesso, da quello che ormai è il suo partito, tre boss sassaresi come Giò Giagu, Silvio Lai e Giacomo Spissu.

o Perché allora Sassari-città lo ha premiato, quando la logica avrebbe voluto che gliela facesse pagare, e l’umiliata trimurti di sinistra non ha voluto –o potuto?- esercitare la vendetta ?

  • Ad Ozieri il centrodestra, maggioritario come bacino di consenso elettorale, è arrivato all’appuntamento diviso e quindi ininfluente nelle decisioni, senza una guida lungimirante che pensasse al territorio e non solo alla sua botteguccia. Troppe le anomalie comportamentali, con il risultato fortunosamente salvato dagli elettori che, a fiuto e praticamente senza guida politica, hanno riconosciuto la strada di casa.

o Perché il Pdl, sotto la cui bandiera erano schierate sia FI che AN non è riuscito -o peggio non ha voluto- ad ottenere una candidatura locale espressione della condivisa, a parole, confluenza in un’unica formazione? I due partiti, a detta loro moribondi, come ultime volontà hanno seguito logiche di parte:

  • FI non esponendo al rischio in battaglia i vertici locali (e provinciali…) del partito e rifugiandosi su una candidatura di servizio, vero agnello sacrificale, lanciata allo sbaraglio per tappare squarci organizzativi da Titanic. Come nelle battaglie dell’Isonzo, gli ufficiali al riparo in trincea e la truppa all’assalto… e per aggravante, grande impegno a sostegno d’un concorrente non locale.
  • AN, penalizzata al centro da miopi ed egoistiche logiche da “cartello” accentratore anticoncorrenza, riserva di caccia per incursioni forestiere. Per tentare di coagulare il voto, s’è dovuta spalmare su candidati d’importazione, in pratica sbriciolandosi e riportando numeri da pallottoliere.

o L’UDC, anch’esso sotto Cappellacci, ha reclutato un’oriunda di classe che ha fatto dei bei passaggi ma non ha segnato il gol della vittoria, affondata nelle sabbie mobili del voto disgiunto, troppo a sproposito evocato. Non ci dispiace che Ozieri abbia conservato un ottimo medico.

o Ad Ozieri circa il 20% delle schede per il centrodestra erano prive dell’indicazione di preferenza per un candidato, probabilmente non per indecisione dell’elettore ma per deficienza informativa da parte delle strutture partitiche.

  • Il PD ozierese ha tenuto le posizioni e la sua giovane candidata locale s’è battuta egregiamente, anche se in arretramento rispetto ai risultati del passato quando correva il segretario pattadese dell’allora DS ed era viva e vegeta la Margherita, con un suo candidato.
  • Risultato forse inferiori a quelli sperati per i due candidati de La Sinistra e di PRC, che hanno scientemente fatto opera di testimonianza.

In definitiva i problemi maggiori sono a destra, dove l’eccessivo frazionismo e le troppe ambizioni personali da parte di una dirigenza non sempre all’altezza hanno per l’ennesima volta penalizzato un territorio che avrebbe estremo bisogno di un tutore di prima grandezza e non per interposta persona.

Con tale insufficienza organica anche la debole azione politico-amministrativa della sinistra può barcamenarsi e continuare la navigazione.

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