Il vecchietto, dove lo metto?

Pubblicato il 10 settembre, 2008 alle 7:23 pm da


“Lo sforzo congiunto per una effettiva integrazione delle politiche socio sanitarie inizia a dare i frutti sperati. Positivi riscontri in tale senso emergono dalla conferenza di servizi tenutasi a fine luglio a Ozieri fra i vertici della ASL n. 1 e gli Enti Locali del territorio.”
Inizia così il resoconto che il Presidente del Consiglio comunale stende sul sito web del Comune di Ozieri e dal quale si apprende, seppur con un ritardo di 45 giorni, che, oltre le magnifiche sorti e progressive che illustrano il patinato catalogo socio-sanitario ozierese, è presente qualche piccola ombra o almeno così a noi pare.
Perché en passant e con non chalance viene comunicato e scopriamo che, per la gioia di grandi e piccini –eccettuati gli anziani, soprattutto se non autosufficienti- in tale abboccamento si è manifestata:

“Totale unità di intenti in relazione all’utilizzo della Casa Protetta di Donnighedda come sede per il Dipartimento di Prevenzione Territoriale. Il Dr. Pettinato [responsabile per la Prevenzione Sanitaria della ASL ndr] ha assicurato che entro il 2008 verranno trasferiti nella struttura messa a disposizione dal Comune di Ozieri i Servizi relativi alla Igiene e Sanità Pubblica, Sanità animale, Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche, Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro. A detta del Dr. Sgarangella, responsabile ASL per la prevenzione veterinaria, sarebbero assai interessanti per il territorio ozierese le prospettive di tale riorganizzazione”.

In pratica, se non capiamo male, c’è voluto “sforzo congiunto” di Comune e ASL per annullare l’esistenza virtuale e finora solo sulla carta, della Casa Protetta per anziani, inaugurata dall’amministrazione precedente 18 mesi fa e destinata a soccorrere i più disgraziati tra loro, quelli “non autosufficienti”, incapaci d’accudire a se stessi e di peso schiacciante per i familiari.

Difficile che i diretti interessati possano protestare, molto più facile per il Comune liberarsi dell’incombenza, gravosa in termini economici ed organizzativi e quindi ecco la bella pensata: due piccioni con una fava, ribaltando la logora massima civilistica del “danno eveniente- lucro cessante”: non si spende ma anzi si guadagna, sempre che sia stato previsto un canone per l’affitto (??) della struttura, finanziata almeno in parte (e con finalità ben precise) dalla Regione, che ancora la elenca tra le strutture assistenziali.
La giunta di sinistra, a parole sensibilissima alle tematiche sociali (toccatemi tutto, ma non il mio…), preferisce fare altre scelte e ritiene che gli scivoli anti-barriera-architettonica e i servizi igienici strutturati per disabili possano essere comodamente e meglio utilizzati dagli igienisti e dai veterinari piuttosto che dai vecchietti in pannolone e sondino d’alimentazione.

E le loro famiglie? Abbiano ancora un po’ di pazienza: non dovrebbe tardare la legge sull’eutanasia.

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