Largo ai giovani

Pubblicato il 9 luglio, 2010 alle 9:21 am da


Largo ai giovani

I  GRANDI   FORUM   DE   “IL CANTARO”

In assenza del nostro specialista in interviste X-File, occupato in un corso d’aggiornamento nella base segreta del FBI a Sacramento in California (la stessa dove sono riusciti per la prima volta ad impoverire anche l’uranio) sono stato incaricato d’intervistare una stella di prima grandezza nel panorama politico locale, Vanni Fadda, riapparso ad illuminare i colli fatali di Ozieri, che già lo hanno visto, indimenticato ed indimenticabile, sindaco di Ozieri una decina d’anni fa.
L’incontro, lungamente fattoci sospirare per i suoi molteplici impegni, s’è svolto al tavolino di un bar, sulla pubblica via, per tener conto della richiesta di riservatezza e tutela della privacy pretesa dall’intervistato, che non ci tiene ad apparire.
Davanti ai bicchieri e alle patatine Crocchias, provocatoriamente abbiamo posto la prima domanda:

  • Dottor Fadda, tra due anni al massimo si vota e ormai una ricandidatura del sindaco uscente viene esclusa , sia dall’interessato che dal suo entourage, e d’altra parte il centrodestra è in evidente affanno. Nonostante la concorrenza di qualche giovane rampante, ritiene di poter ambire ad una candidatura vincente alla testa di una coalizione di centrodestra come nel ’98? O le previsioni le farà un polpo, come per il campionato mondiale?

Ma quale polpo!!! io sono un capodoglio!!! Ambire a una candidatura? Ma guardi che la cosa è scontata. Io non solo sarò candidato, ma sicuramente vincente e sicuramente sindaco. E sarà solo l’inizio…

  • Aspira ad altro?

Certo: dopo un paio d’anni da sindaco farò il senatore… A quel punto non ci sono limiti. In fondo i sardi al Quirinale sono di casa.

  • Eh… mira in alto! d’accordo che è rientrato ad Ozieri con grande clamore, riuscendo anche a confessare un canonico emerito della cattedrale, ma non vorrà farci credere d’essere apparso alla Madonna…

Giovanotto, lei non ponga limiti! Ha visto come abbiamo vinto alle provinciali, starcciando tutti?

  • Veramente il suo candidato m’è sembrato deluso del risultato.

E’ un novellino in politica. Con me è solo un satellite… aahhh…  attorno al sole… aahhh…!

  • Va bene, ha fatto un’entrata in scena che neanche Wanda Osiris quando scendeva le scale…

Non mi parli di scale. Ne ho dovuto salire per  arrivare al Consorzio di Bonifica e arrotondare la pensioncina. Anche se non lo faccio per i soldi ma per rendere un servizio alla città  Lo so io “come è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale” come dice Ariosto

  • Non era Dante?

Quello dei tabacchi?  Macchè!!!   Noohh, Ariosto, le dico!   Conosco personalmente i discendenti che adesso si occupano di aromi, cannella, paprika, origano…

  • Sarà, io non ho studiato.

Mai stato all’Università?

  • Be’… una volta, quand’ero al Corriere…

della Sera?

  • No, Bartolini, quello dei pacchi. Da giovane lavoravo lì e ho consegnato un libro alla facoltà di Leggi. Non mi piaceva studiare e dopo ripetuta per quattro volte la prima media mi hanno ritirato.

Anch’io ho dovuto lavorare e da giovane ho anche imballato il fieno. Ma poi, gli studi… Ero appassionato di Diritto Privato e Difesa Personale.

  • E la politica? Com’è che, dopo vari giri s’è trovato tra i Riformatori?

Io tra i Riformatori ci sono sempre stato, una vocazione naturale. Pensi che persino alla visita di leva sono stato riformato, ufficialmente per i piedi piatti.

  • E in realta?

Ma mi volevano arruolare come soldato semplice, invece che come tenente colonello, come volevo io. E poi, in confidenza,  i capelli: pretendevano di raparmi, per fare il CAR.  E allora… RAM –ridotte attitudini militari- grazie a qualche buona parola.

  • In effetti un po’ la prendono in giro per la sua chioma…

C’è molta invidia. E’ la mia croce e delizia… Mi dà il fascino, sa… con le donne… ma mi costa un patrimonio in shampoo e messa in piega. Inoltre mi ha penalizzato con Berlusconi.

  • Cioè?

Lo sanno tutti che la capigliatura è il suo punto debole, il suo complesso insieme con l’altezza. Nonostante il trapianto, diffida di chiunque abbia un pelo naturale e lungo. L’unico pelo che sopporta è quello sullo stomaco… Bella questa, ma non la scriva, non si sa mai. Altrimenti il Senato…

  • Quindi con Berlusconi c’è stato qualche approccio?

Molto di più: gli approcci piacciono ad entrambi, se ravvicinati poi… Quando doveva scegliere il candidato alla Presidenza della Regione, aveva pensato immediatamente a me, che gli ero stato vivamente raccomandato da Massimo (Fantola, ndr), ma poi, proprio per una questione di capelli, ha preferito Cappellacci, più calvo di una palla di biliardo, pulito fuori e bell’e dentro, come dice Cristina Chiabotto (bbonaaa…!!) e come ripete Flavio Carboni… Anche questa non la scriva.

  • Per tornare ad Ozieri, cosa propone per risollevarne le sorti?

Ozieri ha bisogno di una rivoluzione copernicana, di Galileo, non di Leonardo (da Vinci, ndr). Partendo dalle cose semplici e sfruttando la vocazione del territorio. Ad esempio l’allevamento delle bufale, per il quale Ozieri è fisiologicamente portata. Leonardo (Ladu, ndr) ci ha provato, bufale tante,  ma, pur avendo le doti, non s’è applicato. Altro che frigomacello… Viceversa in un processo escatologico di programmazione assistita, in rebus tacticis coniugando sapientemente le intelligenze e le competenze, poche e di scarsa qualità, si arriverebbe ad un Complex Learning per la PMI sufficiente a rivitalizzare il tessuto economico sfilacciato e alle prese con problemi endemici, ma che rischianno d’essere epidemici, di fast download. In parole più chiare occorre aspirare ad una universalità nell’intendere, nell’approvare, un ardito realismo,  col risultato complessivo di un sospirare nichilistico che in praxi arrivi  a quell’ens rarissimum personificato dall’homo faber. Con Leonardo possono esserci solo compagni “de profescione” per dirla in latino.  Avrei bisogno di concorrenti di ben altra levatura, magari una donna, per mostrare tutto di me! Altre Crocchias!

  • Prego?

Dicevo al cameriere…   Mi sono spiegato? Occorre anche pensare in grande! Io, con Sgarbi, ho riportato il “Discendimento” del Maestro di Ozieri.  Lo sa cosa hanno detto in Giunta quegli ignoranti? Che il discendimento del maestro di Ozieri era facile, difficile era farlo risalire!  Ma poi è inutile, quello che conta è l’uomo, come diceva Diogene, quello della botte piena e della moglie ubriaca.

Con questa affermazione che rafforza il fumus di studi classici, l’intervista praticamente è terminata, perché per un’altra oretta -e altri tre sacchetti di Crocchias- il discorso è scivolato su alcune considerazioni molto personali sul mondo femminile, classificato sulla base di valutazioni estetiche, anagrafiche ma soprattutto di attitudine specifica e funzionale, che si va purtroppo perdendo, marrazzo boia! Il tutto provocato dal passaggio… provocatorio bisogna dire, di una figlia con relativa madre, entrambe con jeans a vita bassa che lasciavano poco spazio alla fantasia e all’introspezione e scatenavano un’ evidente tempesta ormonale con lampi d’euforia e tuoni d’ilarità.

Passato l’uragano, ricomposta la chioma, l’intervistato si alzava, dava una rinfrescata alla piega dei calzoni color orange e dopo essersi lungamente e minuziosamente frugato dappertutto ed essersi scusato umilmente per aver dimenticato il portafogli, mi salutava cordialmente e mi lasciava col conto da pagare.

Ventiquattro euro, per la precisione, Crocchias comprese. Il cameriere, mosso a pietà e per consolarmi mi dava, gratis, la notizia che la predilezione del nostro per le patatine di quella marca nasce dal fatto che sono prodotte dal fratello di Soru e che questa sarebbe una tattica da ex democristiano riformato per tenersi buono un avversario di oggi e, chissà, alleato di domani.

Perché non ho voluto studiare?

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