L’orto dei conti e dei colti

Pubblicato il 29 giugno, 2009 alle 2:21 pm da X-file


L’orto dei conti e dei colti

UT SEMENTEM FECERIS, ITA METES! (Cicerone)

Come hai seminato, così mieterai

Anche a noi piace soffermarci nella descrizione dei personaggi che di tanto in tanto ci si presentano nella cronaca quotidiana del nostro municipio, alla maniera del Manzoni per intenderci, senza per questo avere la pretesa di lavare i  panni in Arno, perché al massimo potremo arrivare a Calamone.

Ed allora, avendo trovato nell’ufficio di Leo, durante l’intervista concessaci (e la cui seconda parte i nostri tecnici stanno procedendo a sbobinare) il Segretario Generale nonché Direttore Generale e Dirigente degli uffici finanziari etc. etc, a questo punto abbiamo pensato di farne una breve e, a lui piacendo, simpatica descrizione, in attesa naturalmente di occuparci del bersaglio grosso, in tutti i sensi, e cioè della Segretaria Particolare Capo dello Staff, già pronta a scalzare la Madonna del Rimedio dal prestigioso ruolo di Protettrice degli ozieresi.

Il nostro era nato da pochi giorni, si dice intorno agli ultimi mesi dell’anno 1957 d.c., che i genitori e i vicini di casa ebbero come il presentimento che quel vispo pargoletto avesse qualcosa di strano. Frignava, altroché se frignava, ma al genitivo della prima declinazione, cioè a dire “uhaeaeae”.

Ad Olmedo tutti impararono subito a conoscerlo e ad affezionarsi a quel bimbetto che, appena in grado di muovere i primi passi iniziò a giocare a palla in piazza Nostra Signora di Talia, davanti al municipio. Quel palazzetto gli piaceva molto, e già grandicello una sera disse agli amichetti: “Da grande voglio fare il segretario comunale”.

Comunque che fosse sveglio ed intelligente lo si capì già all’asilo. A quattro anni conosceva la prima e la seconda declinazione, a cinque la terza e la quarta ed a sei anni, appena entrato alle elementari, aveva una perfetta conoscenza degli aggettivi della prima e seconda classe e della funzione dell’ablativo assoluto, oltre che saper fare di conto, cosa questa che gli è servita soprattutto per confondere le acque del bilancio comunale dopo la “dipartita” dell’ex assessora Polo.

I classici latini e greci non hanno mai avuto segreti, per il nostro Tonino, ed infatti nei corridoi municipali lo si vede di tanto in tanto passeggiare avanti e indietro, in un percorso che di solito va dall’ufficio della segretaria di staff al bagno dell’altra ala del palazzaccio, mentre a bassa voce e assorto recita alcuni brani delle Catilinarie di Cicerone, fatto questo che gli consente di rilassarsi e allontanarsi per alcuni minuti dalla soffocante presenza della stessa segretaria particolare che in cuor suo, e come anche i muri del comune sanno, non sopporta affatto!

Cresciuto a pane e diritto e allievo di alcuni dei “maestri” dell’amministrazione pubblica isolana, dopo aver esercitato il mestiere di segretario comunale ad Olmedo, suo paese natale, si è ritrovato ad essere catapultato ad Ozieri nel settembre del 2007, chiamato da Leo dopo una ricerca durata ben tre mesi, facendosi accompagnare da un curriculum autoreferenziale di tutto rispetto, come abbiamo già avuto modo di informare i nostri affezionati internauti e che fu a suo tempo diffuso, urbi et orbi , in tutti i locali pubblici di Ozieri tramite un tazebao allora preparato per l’occasione.

Malgrado tutte le innumerevoli qualità elencate nel sito del comune tuttavia, fra le quali l’avere addirittura frequentato il corso per segretari comunali, ancora oggi molti suoi colleghi, malignamente si intende, si chiedono il perché un tale genio della pubblica amministrazione possa essere rimasto segregato ad Olmedo per due lustri!

Sia come sia, la sua prima uscita pubblica cittadina la ebbe, coram populo,  il pomeriggio del 16 settembre del 2007, alla processione della Madonna del Rimedio, ed è da quel giorno che decidemmo di ribattezzarlo il Pio Tonino o, per dirla alla maniera tardo imperiale romana, Tonino il Pio anche se, a dire il vero quella sera insieme a lui ebbero il battesimo della processione alcuni noti miscredenti della sinistra cittadina fra cui Lo Smilzo, Carmelino e la Bice, tutti richiamati all’ordine da Leo che, su processioni e messe cantate non vuole sentire ragioni.

La prima emergenza che si trovò ad affrontare, appena entrato nel palazzaccio di via Veneto, fu quella di recuperare un supporto adeguato all’iperattivo staff politico, cosa non facile nell’ambaradan lasciato da Cubetto, ma il nostro non si perse d’animo ed infatti, predisporre il Piano Strategico ed individuare la segretaria particolare fu un tutt’uno.

Da allora la macchina comunale, revisionata e lucidata a nuovo, fila che è una bellezza, con il personale che sprizza felicità, finalmente “valorizzato” dopo anni di appiattimento professionale, per non parlare delle  tre ex pestifere, anche loro oramai felicemente integrate ed allineate con i sinistri comunali!
A presto

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