
I’ son Beatrice che ti faccio andare;
Il verso, dal II Canto dell’Inferno dantesco, è stato usato negli anni del Can Can e del Charleston, quando la Pubblicità non era Progresso ma s’accontentava di chiamarsi Reclame, come uno slogan che invogliava il pubblico all’acquisto d’un prodotto al quale s’era imposto il nome Beatrice. Con poco rispetto per la Musa ispiratrice del Poeta immortale e per il suo poetare, il prodotto in questione, di cui si voleva incrementare la vendita, era un molto prosaico lassativo.
Ma lo stesso verso, senza allusioni o metafore e tantomeno intenzioni offensive, può letteralmente sintetizzare il proposito dell’assessora Chessa chiaramente teso alla riconquista di qualche consenso nel mondo giovanile manifestatosi ostile all’importazione dei rifiuti rifiutati dai campani e accettati a braccia troppo aperte dalla coalizione che amministra Ozieri. La gioventù del luogo, certo traviata da ragionamenti reazionari e suggestionata dal tanfo delle ecoballe, è arrivata alla contestazione di piazza, quasi sempre finora esclusiva della sinistra, sconvolgendo consolidate credenze. Occorreva recuperare consenso e immagine e, essendo controproducente fare il contropelo a dei giovanotti non più imberbi, col rischio d’essere mandati aff… se presi alle cattive, s’è pensato d’adottare, con astuzia leggiadra e furbizia tipicamente femminile, la vecchia tattica di Numa Pompilio: se non puoi vincerli, comprali.
Lisciando il pelo per il verso giusto, mescolando la solidarietà e la salvaguardia dell’ambiente (degli altri), con un contorno di sensibilità postpuberale s’è confezionato un manicaretto allettante che finirà per adescare (questo è il verbo giusto da usare) i birichini. Trattasi poi di un piatto digeribilissimo, da gustare in tutta tranquillità: una gita a Napoli, tutto compreso, vitto, alloggio, lavatura e stiratura, paga il Comune!
Chi potrà rifiutare una visita guidata tra i cumuli napoletani e le solfatare di Pozzuoli? Se si è fortunati si potrà avere anche la visione (sollevandosi in punta di piedi) di Bassolino. O magari ascoltare dal vivo santa Rosa e tornare convertiti (spera Beatrice).
Ragazzi aprofittate, paga tutto il Comune, che è bene amministrato e ha soldi da buttare. In fondo, come dicono a sinistra, si tratta di “fare i froci col culo degli altri”.


Pupo
4 years ago
Poverina, quante critiche alla nostra Bice, solo perché ha avuto la bella idea di portare un po di studenti ozieresi a fare una gita fra i rifiuti napoletani. “Serve a farli maturare”, dicono dalle parti del municipio, non sia mai che da grandi votino Berlusconi.
E così la nostra assessora di peso, in tutti i sensi, porta i ragazzi del Monte Acuto a studiare dal vivo i risultati della buona amministrazione Bassolin-Iervoliniana di sinistra!
Per quanto riguarda i costi poi, ma che volete che sia qualche migliaio di euro in più a carico dei cittadini ozieresi, d’altra parte questi amministratori comunali sono gli stessi che in campagna elettorale dicevano “Vuoi vedere che Ozieri cambia davvero”?.
(Ma su questo ci ritorneremo).