Mal Comune…

Pubblicato il 10 dicembre, 2011 alle 11:30 am da


Mal Comune…

 

I disastri amministrativi e finanziari del nostro Leo e della sua arlecchina coalizione sono inesorabilmente sfociati nell’ufficializzazione del clamoroso buco a carico della società partecipata comunale Prometeo, trasformata dal nostro in un carrozzone che a suo tempo “Il Cantaro” aveva solitariamente denunciato, purtroppo anche con il silenzio complice di una parte della minoranza, forse ancora affascinata dalle passate capacità affabulatorie del fumoso capitano del vascello municipale.

Eppure che le cose finanziarie comunali non andassero per il verso giusto, e sopratutto che qualcuno giocasse pericolosamente con i numeri, lo si era capito molto bene, già due anni e mezzo fa,  con le dimissioni dell’allora assessora Maria Giovanna Polo da noi talvolta ma sempre bonariamente presa in giro e che, conoscendo la sua irreprensibilità, non si era probabilmente prestata ai giochi di prestigio di Leo e di qualche a suo tempo stretto collaboratore.

Intanto, mentre continuano i baccanali della spensierata combriccola comunale extra-large, vera e propria associazione culinaria locale che, sotto le ali protettrici del nostro impareggiabile Leo ricorda  la parassitaria nobiltà parigina ai tempi di Luigi e Maria Antonietta, l’opposizione pidiellina non trova di meglio che occuparsi di tessere e congressi, anzichè prendere iniziative concrete per costituire, insieme ai centristi e alle altre componenti del centro-destra vogliose di rivincita, un progetto politico serio che inizi a minare le fondamenta del castello voltaico-clientelare costruito in questi anni dai sinistri comunali.

Non aspettano altro, infatti, i possibili alleati del terzo polo se non di essere coinvolti nella costruzione di un progetto politico serio che, ai nomi faccia precedere i programmi, alle candidature faccia precedere le proposte. Al contrario il PDL prosegue nell’opera di autoflagellazione e di logoramento al proprio interno, con un gioco al massacro che rischia di vanificare quanto di buono era stato costruito in cinque anni di opposizione.

Non di meno anche dalle parti dell’UDC della evanescente neo direttrice sembrerebbero (il condizionale è più che mai d’obbligo) non essere particolarmente interessati alla contesa pur se, da voci di corridoio una parte (piuttosto larga, nel senso fisico del termine) starebbe pensando di buttarsi solitariamente “a sinistra”, come si suol dire, forse convinta di essere ben gradita!

A questi amici oggi più che mai ballerini diamo un consiglio, che proviene da un detto sardo che forse non tutti conoscono:

Chie sighit duos leperes, non de sighit manc’unu! (Chi insegue due lepri non ne insegue nessuna).

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