Ospedale = malato

Pubblicato il 16 luglio, 2009 alle 6:30 pm da


Ospedale = malato

Dopo che i buoi hanno abbandonato la stalla, e da anni, la classe politica ozierese ha un sussulto di realismo ed è costretta a constatare che la Sanità non abita più in città, letteralmente.

Perché da qualche lustro s’è persa l’autonomia decisionale e ad Ozieri non è restato che eseguire gli ordini malamente impartiti sulla base di priorità che non prevedono concorrenti al baricentro sassarese (dove c’è anche poco da stare allegri…) .

E perché l’ospedale, il punto di riferimento anche della sanità “territoriale”, da decenni ormai vede i medici, e molti loro collaboratori, fare i pendolari, con una dedizione alla struttura formalmente inappuntabile ma priva dell’attaccamento viscerale che negli anni della sua “belle époque” lo avevano reso di grande affidabilità.

Forse è nella logica del tempo e dell’evoluzione delle cose l’oggettivo ridimensionamento che ha subito l’appassito “fiore all’occhiello” della città avviata a tornare paesone; forse è solo una malinconica distorta visione campanilistica della struttura che continua comunque ad essere utile. Ma non c’è dubbio che una certa nostalgia affiora a ricordare quanti pazienti provenienti da altre realtà urbane più grandi confidavano su quell’ospedale, in un posto in cui mai nessuno si sarebbe sognato di venire se non spinto dalla necessità.

Ora, come tante altre volte nel passato quindicennio, si riaprono le polemiche su (co)responsabilità politiche della decadenza iniziata con le buone intenzioni della razionalizzazione degli assetti assistenziali regionali e finita con i legami politici e personale tra i vertici che impedivano la visione oggettiva del ridensionamento e permettevano a direttori generali della ASL e assessori regionali di disporre a piacimento, col tocco finale da parte della mai rimpianta e sempre assente assessore Dirindin.

Essendo gli intrecci variegati come colore politico il risultato è stato il grigiore uniforme.
Ora si tenta di recuperare invocando da un lato un’azione comune e univoca di rivendicazione e tutela e dall’altro cercando responsabilità più o meno gravi dell’uno o dell’altro.
A far fuoco per prima è stata l’UDC cittadina, con controfuoco della maggioranza, per la verità bifronte tra Becugna e Pala, e risposta odierna del PdL, di cui riportiamo parzialmente un comunicato stampa che cortesemente ci è stato recapitato:

“La scorrettezza istituzionale della maggioranza cittadina e la disinvoltura con la quale tenta di ripartire responsabilità direttamente riconducibili al suo operato non è tollerabile. I temi che quella coalizione lamenta oggi sui quotidiani richiama gli effetti che in qualche misura avevamo previsto… […] Le enormi responsabilità del sindaco Ladu, che alla fine dello scorso anno, con la giunta Soru in piena attività, aveva minimizzato se non ignorato la richiesta avanzata pubblicamente in consiglio comunale […] di effettuare una verifica sulla situazione della ASL…[…] Ci sono volute le elezioni regionali e il cambio del vertice cagliaritano per convincere la maggioranza di centro sinistra che le cose non andavano bene. Infatti, è solo dopo un altra esplicita manifestazione di preoccupazione, espressa dallo stesso presidente della commissione sanità ed all’insistenza dal gruppo del PDL, di attivare un percorso di verifica, che sono state convocate le audizioni e le riunioni per accertare le reali condizioni della struttura sanitaria locale. […] La giunta guidata da Ladu, ci propose tempo fa un accordo con i vertici ASL che veniva considerato la risoluzione di tutti i mali dell’ospedale di Ozieri. Dopo due anni di totale assenza di confronto su questo tema, ora la maggioranza si sveglia dal torpore e cerca di scrollarsi le responsabilità del fallimento della loro proposta politica in materia sanitaria. […] ora il Sindaco Ladu non riesce neanche a far rispettare i patti sottoscritti dalla direzione della ASL con il Consiglio Comunale. Noi siamo ancora disposti a confrontarci, ma questa volta solo in una sede pubblica come il consiglio comunale.”

Purtroppo le schermaglie locali, con i loro torti e le ragioni, non modificheranno la situazione e anzi accentueranno la percezione del brusio indistinto ed incomprensibile per le orecchie dell’assessore Liori, l’unico che volendo potrebbe se non capovolgere almeno correggere, nell’interesse di tutti, una rotta ormai segnata.

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