Profumi e sapori

Pubblicato il 7 maggio, 2011 alle 11:19 am da


Profumi e sapori

Dopo avere per settimane informato, Urbi et Orbi, la cittadinanza e il circondario di come, grazie al suo caro “amico” Oppi, segretario regionale dell’UDC nonché Assessore regionale all’ambiente, stesse risolvendo il problema dell’oramai insopportabile tanfo proveniente dall’impianto di compostaggio di Coldianu che da mesi ammorba Ozieri, Leo si è andato a ficcare in un bel pasticcio politico, risultato del suo continuo barcamenarsi ora di qua e ora di là.

Non potendosela più prendere con il suo caro Oppi si è dovuto cercare altri responsabili, ma stavolta fra le fila dei suoi amici, nel mentre che Ozieri è sempre più spesso attraversata, sia nelle principali vie del centro da camion che trasportano la spazzatura di altri comuni, che nella direttissima aerea “Olbia-Ozieri” da stormi di gabbiani che provengono giornalmente dalla costa gallurese e che vanno a fare colazione, pranzo, merenda e perfino cena, giorni festivi compresi, allo stesso impianto di smaltimento dell’umido!

La sparata contro l’Amministrazione provinciale sulla stampa di alcuni giorni fa, infatti, rappresenta un tentativo, neppure troppo velato, di scaricare le colpe della sua totale incapacità a gestire le cose dell’amministrazione comunale che vadano oltre la sistemazione di qualche amico o parente e mostrando, a pochi mesi dalla fine della legislatura, una nervosismo inaspettato che la dice lunga sulla sicurezza di una eventuale riconferma.

Intanto, proseguono anche nel palazzo municipale, le riunioni al vertice che, dati i pressanti impegni di Leo vengono talvolta presiedute dalla segretaria di staff, con briefing che si tengono solitamente il martedì e giovedì pomeriggio al piano terra in fondo al corridoio, a destra.

Proprio lì, fra uno scaffale e l’altro si decidono le sorti dei dipendenti comunali in particolare e la strategia politica della sinistra di lotta e di selezione pubblica in generale. Chi porta un vassoio già bello e pronto di “angelotti“  al sugo, chi gnocchetti della casa o, nella brutta stagione polenta al ragù, chi qualche dolcetto locale… Insomma si fa quel che si può. Una vera e propria mensa aziendale, a dirla tutta, anche se riservata ai pochi eletti che hanno accesso alle sacre stanze dello staff municipale, mensa nella quale fa di tanto in tanto capolino anche qualche “pezzo grosso” del primo piano.

E così, in attesa degli eventi, prosegue sempre più affannosamente la parabola di chi, dopo aver promesso di far risorgere Ozieri, si ritrova alla vigilia della celebrazione delle esequie politiche di una legislatura che, fra balli, feste, concerti e rotonde, un risultato almeno lo ha raggiunto: quello del cambiamento.

Si, ma dell’aria!!

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