SANGUE E ARENA

Pubblicato il 23 aprile, 2008 alle 6:39 pm da


gladiatori-rid.jpgGli spettatori che 2000 anni fa affollavano l’Anfiteatro Flavio, più conosciuto come Colosseo, pare si divertissero molto nell’assistere ai giochi e alle lotte cruente tra gladiatori o tra uomini e bestie feroci che gli Imperatori romani organizzavano per rabbonire la plebe e blandirne i meno nobili istinti. Più il sangue scorreva, più il successo era assicurato e il destino del soccombente era segnato dal pollice verso o recto sia della folla che della follia dell’imperatore.

Son passati i secoli, son cambiati i gusti e anche i codici, per cui è alquanto demodè duellare all’ultimo sangue, ma se fosse stato possibile si sarebbero rinverditi gli antichi fasti, lunedì sera, ad Ozieri, in Consiglio comunale. Tra il sindaco in carica e quello detronizzato son corse parole di fuoco, tali da mettere a disagio gli astanti, ormai disabituati all’arena.
Sarà perché preferiamo (per debole costituzione ed insufficienza toracica con ridotte attitudini militari) il fioretto alla clava, ma non abbiamo apprezzato il combattimento, né da una parte né dall’altra. Troppo livore accumulato, tale da sovrastare e far dimenticare l’oggetto del contendere ed il civile confronto.

Quando la critica diventa contumelia e quando la risposta, pur “cercata e trovata”, mira all’annichilimento della controparte si esce dall’attualità e ci si avvia verso il passato, dandosi appuntamento all’alba dietro il convento delle Carmelitane Scalze, con due padrini e il medico.
“A sbagliare, ce n’è per tutti” sosteneva un mio zio, debole in italiano ma forte in educazione fisica e che, al contrario di me, aveva fatto il militare, procurandosi qualche ferita ed il buonsenso. E, se lo ripetono tutti, ci dobbiamo creder anche noi, che quanto a orgoglio e pregiudizio non siamo secondi a nessuno.

Consideriamola l’ultima partita (brutta), finita formalmente in parità, di un campionato che non prevede gironi di ritorno. Per una volta rivolgiamoci alle cose belle di Napoli, alla pizza, alla musica e alla sua filosofia… esistenziale:

“ Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdammoce ‘o passato…”

E tra l’altro noi, con Napoli, siamo quasi gemellati!

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