TRE DIRIGENTI E MEZZO E UN SINDACO (PER NON PARLAR DEL DIRETTORE)

Pubblicato il 28 maggio, 2008 alle 11:53 am da


Professioniste devono sicuramente esserlo, non solo per chi le conosce ma anche perchè sono riuscite a compiere, pur nella terremotata pubblica amministrazione, tutti i gradini della carriera dal più basso (applicate di segreteria) al più ambito (dirigenti). A dire il vero una sembra un po’ “antipatica”, un’altra alquanto “arcigna”, la terza persino “carina”. Ma potrebbe trattarsi solo di apparenze!
Le colombelle in questione sono le tre “pestifere” dirigenti comunali (il mezzo lo lasciamo per il momento da parte) che stanno facendo perdere il sonno a Leo e alla sua sinistra amministrazione.
Le nostre pimpanti funzionarie il salto di qualità lo fecero alcuni anni fa, e precisamente durante l’ultimo scorcio dell’amministrazione a guida Vanni Fadda. Vincitrici di un pubblico concorso a dirigenti comunali (cioè a dire praticamente inamovibili, a rischio di pesanti ripercussioni legali e finanziarie per gli attuali autisti del vapore comunale), le nostre sono coloro che sovrintendono al funzionamento di tutta la macchina amministrativa municipale.
Che a Leo la cosa non andasse, lo si era capito già dalle prime settimane dell’attuale legislatura, poiché probabilmente non sopportava di doversi tenere dirigenti non nominati da lui, e in possesso di quelle lauree che una volta rilasciavano le università italiane, e che oggi spediscono a domicilio per posta celere, ma sopratutto che davano ad intendere di essere “poco malleabili” nella gestione degli atti amministrativi di loro competenza.

Per cercare di parare il colpo, tuttavia, Leo pensò bene di dotarsi di un nuovo segretario e direttore generale, “strappandolo” ad uno dei comuni capofila del nord Sardegna (più o meno come il Milan cerca oggi di strappare Ronaldinho al Barcellona). Tutto questo per tentare di imbrigliare, almeno in parte, le tre simpaticone, ed aggiungendo persino una “segretaria a capo dello staff”, con l’intento di riequilibrare una situazione pesantemente in bilico a suo danno, più un nucleo di valutazione che, se non è a sua immagine e somiglianza, poco ci manca!
Quanto al direttore, arrivato ad Ozieri i primi di settembre dello scorso anno accompagnato da un curriculum autoreferenziale di tutto rispetto, a questo punto si trova a doversi barcamenare fra l’incudine di Leo e il martello delle tre “pierine” e abbiamo l’impressione che, alla fine, a uscirne “malconcio” sarà proprio lui!

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