Tu vuo’ ch’io rinovelli disperato dolor che ‘l cor mi preme

Pubblicato il 14 dicembre, 2011 alle 1:52 pm da


Tu vuo’ ch’io rinovelli disperato dolor che ‘l cor mi preme

La micro politica ozierese è in catalessi, ovverossia in stato di morte apparente. Qualcosa ancora si muove, con gesti non coordinati, per un riflesso automatico, con polemiche “d’ufficio” sui soliti rimpalli di buona/cattiva gestione e di piccolo/grande clientelismo. Ma di scelte, discussioni e diatribe, insomma di cose grosse (per quanto possano esserlo quelle ozieresi) non si parla.

La coalizione di maggioranza punta sul moto inerziale che, a suo parere, la spingerà sino a primavera senza che le forze quanto mai sparse dell’opposizione possano rallentarne  la marcia. Ad oggi le uniche preoccupazioni vengono da qualche mugugno della componente vendoliana della brigata Attili, sempre animata da spirito di rivalsa verso la componente “ortodossa” stretta attorno a Ladu & family, ma, impossibilitata a gesti concreti di dissenso, placata dalla gestione –allargabile…- del “potere”.

Molto più aleatorio il fastidio che può derivare dall’iRS, di recente apparso, con grandi ambizioni, sui colli fatali di Ozieri e che, agitandosi molto come tutti i novizi, potrebbe strappare qualche centinaio di voti alla sinistra.

Forse per tamponare questa ipotetica piccola falla il sindaco fa sorrisi di circostanza a qualche rappresentante locale dell’UDC, da sempre brillante allievo del classico “Conte Ugolino della Gherardesca” e del suo eterno motto “poscia, più che ‘l dolor, poté ‘l digiuno”.

Tradotto in prosa, il partito di Casini, seguendo indirizzi nazionali e manovre regionali, potrebbe mollare gli ormeggi del centrodestra, dare un calcio al FLI e ai progetti di grande centro, ed approdare nel mare magnum (senza allusioni…) del centrosinistra. L’operazione provoca qualche malumore ai vertici e tanti scricchiolii alla base che, pur abituata a turarsi il naso, non vorrebbe rischiare l’asfissia.

Certo col fiato sospeso, in questa eventualità, resta il PdL, che già di suo è asmatico, perso nell’attendismo messianico di un “Unto del Signore” consacrato da un congresso cittadino che si dice si farà… A babbo morto.

In apnea son costretti a stare anche gli altri possibili alleati, volenterosi ma imbrigliati.

In fondo non tutto è perduto. Si sarà pronti, prontissimi, per le amministrative del 2017, quando sicuramente Leonardo dovrà andare a casa.

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