Turista fai da te

Pubblicato il 31 ottobre, 2007 alle 4:01 pm da


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Pare che ci sia da essere veramente felici ad Ozieri, che finalmente e per davvero è una città turistica, vocazione che ha sempre avuto fin da quando in Città c’erano solo prinzipales e servi-pastori. Il recente annuncio del semi-assessore Fae a riguardo ci ha sollevati da un peso – che dire centenario! – millenario! Già all’epoca dei Punici, se non del Neolitico, avevamo questa aspirazione. Ozieri ha quelle risorse e andavano finalmente sfruttate, a scapito di tutto il resto.

Ora, scherzi a parte, se ci rendessimo conto che l’unica variazione
demografica che si verifica ad Ozieri d’estate non è quella dei turisti che arrivano, ma degli ozieresi che se ne vanno, riusciremmo a focalizzare la nostra attenzione sulla vera realtà di cui chi sta al governo comunale deve tener conto.

Infatti, a meno che il capitano Ladu ed il suo equipaggio non vogliano portarci il mare, che ci spieghino (e, con loro, tutti quelli che parlano di turismo) dov’è la competitività di Ozieri con le altre realtà sarde.
Non siamo una città marittima, appunto, ma non siamo nemmeno una città storica come Tharros; abbiamo un paio dei 7000 Nuraghi ancora in piedi nell’isola (azz!), una fontana, una casa del periodo
spagnolo (ma non l’”abbiamo” perchè è giustamente di proprietà di un privato che ci vive), un convento, un fantomatico pittore
rinascimentale, un paio di chiese e una sagra mediocre rispetto a
quelle dei paesini della zona.
Sì, per il resto la città è pure bella, ma visto che i ristoranti
sono vuoti e gli alberghi idem, PERCHE’ DIAVOLO UN TURISTA DEVE FERMARSI AD OZIERI?

Bene che vada ci può fare una capatina una mattinata o un pomeriggio, perchè non ha voglia di farsi un’unica tirata di un’ora e mezza di viaggio per andare da Alghero ad Olbia. Magari il suo navigatore satellitare gli ha detto che c’è una certa Ozieri che ha circa 11.000 anime e quindi forse può fermarsi a mangiare qualcosa o a comprarsi le sigarette.
Poi passa in piazza Garibaldi, vede una bagno pubblico con su scritto “Tourist Info Point” e nota che al posto della carta igienica gli danno dei depliant e, leggendoli, si chiede se una bella passeggiata sotto il sole cocente delle 2 del pomeriggio sia l’ideale prima di ripartire per la costa. Di corsa però, perché se no si perde una giornata di mare o l’indomani si è troppo stanchi per andare a fare la gita ad Orgosolo a mangiare il maialetto.
Di fronte a questi fatti inoppugnabili, la soluzione è già stata
trovata: 150 posti letto in più perché si dice (ma questo è un
sentimento bipartisan) che dei fantomatici tour operator “ormai”
lavorano con due pullman GT alla volta. Premesso che è una piccolo
centro veramente turistico), ma anche fosse, i turisti “si fermano”
dove c’è davvero qualcosa da vedere, dove ci sono cose che non si
trovano altrove.

Nel frattempo, mentre ce la meniamo con questi giochetti
intellettuali, mentre i musei hanno orari balordi, la sagra fa ridere
e a trovare i tour operator manco ci si va, scandalosamente ci sono dei ragazzi di Ozieri che per trovare un istituto professionale che
si confaccia alla realtà cittadina, ad esempio dove insegnano
veramente l’arte casearia a partitre dalle basi, devono andare fino a Orzivecchi (provincia di Brescia!) dove c’è L’”Istituto professionale per l’agricoltura e l’ambiente” Vincenzo Dandolo. Ebbene sì, mentre si propone un istituto alberghiero che non serve ad una cicca, perché ci vogliamo tutti operatori turistici, ragazzi nostri concittadini come Claudio Spanu (che ringrazio per le informazioni!) vanno a Brescia. Poi magari si rendono conto che lì sanno come si fanno le cose e non tornano più.

Che fare? Svegliarsi con quello che già abbiamo, per esempio
potenziando l’istituto agrario locale; e magari poi saremo in grado di offrire qualcosa di veramente valido ai turisti…

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