Fra i numerosi tranelli perpetrati dagli enti pubblici di assistenza a danno dei cittadini in difficoltà, ed in particolare dei loro parenti, notevole importanza riveste la questione relativa all’integrazione economica delle rette di ricovero presso strutture assistenziali o socio-sanitarie: case di riposo, RSA, istituti per soggetti con handicap, comunità alloggio, etc.
Infatti, adottando il sistema dell’integrazione della retta di ricovero, sia i Comuni che gli altri enti che sono deputati alle gestione dei servizi socio-assistenziali, scaricano furbescamente sui soggetti interessati e sui loro parenti non solo i compiti attribuiti dalle leggi agli stessi Comuni, ma sopratutto una parte non indifferente delle relative spese, ben sapendo che la richiesta di integrazione delle rette da parte degli enti pubblici è, per i cittadini (compresi i nostri) un imbroglio.
Infatti i Comuni sono obbligati ad assistere sia i soggetti con handicap che gli anziani in gravi difficoltà socio-economiche, categorie di persone, come ben si può vedere, totalmente privi di potere contrattuale nei confronti dell’ente pubblico, così come gli stessi parenti, troppo spesso ricattabili mediante la minaccia della dimissione del loro congiunto.
Da alcuni giorni anche i nostri solerti amministratori cittadini, con in testa Leo e il suo assessore ai Servizi Sociali, hanno deciso di portare le rette della casa di riposo comunale a 1400 euro mensili (quasi 17.000 mila euro l’anno per intenderci), una bella sommetta per i poveri ospiti di villa Campus, che dovrà essere corrisposta dagli stessi o dai loro parenti, vicini o lontani che siano.
“La solidarietà non si dichiara, si pratica”, ha precisato il nostro Leo che infatti della solidarietà è un esperto. Basta ricordare di quando solidarizzò con Bassolino e Iervolino, su richiesta dell’ex tirannosoru, tentando di rifilare a Coldianu alcune tonnellate di monnezza campana.
A questo punto è chiaro che i nostri simpatici amministratori fanno finta di dimenticare che l’art. 25 della legge 328/2000 garantisce l’assistenza (quasi) gratuita per i soggetti piu’ deboli in caso di ricovero in case di riposo.
Tuttavia da tempo in molti Comuni si va diffondendo la prassi che, a fronte di ricoveri di soggetti anziani non autosufficienti o disabili gravi, la quota di retta a carico dell’utente viene calcolata non solo sulla base del loro reddito, come prevede la legge, ma anche del reddito dei loro familiari, ai quali viene poi richiesto il pagamento. Una prassi che di fatto mette in ginocchio intere famiglie, costrette a pagare cifre esorbitanti, poiché com’è facile intuire, dalle nostre parti i paperoni non sono agli angoli della strada e non tutti i cittadini godono di indennità politiche e pensioni varie.
Ebbene, numerose sono le sentenze dei vari TAR regionali, e non ultimo persino il Consiglio di Stato che ha recentemente condannato il comune di Firenze (Ordinanza 2594/08), uno dei più accaniti nel richiedere il pagamento delle rette ai parenti, a restituire ben 28 milioni di euro per il periodo 2001-2008, mentre per il 2009 dovrà erogare ogni anno 5,4 milioni di euro invece di 1,5 milioni messi a disposizione fino ad oggi.
Ora ci provano anche i nostri indefessi amministratori che, dopo aver promesso adeguamenti economici ai dipendenti ed assunzioni a mezza città, si ritrovano con la classica cassa vuota, ma prontissimi a rifilarci una ulteriore stagione di patacche sonore, feste, mostre, fiere, sagre e tric trac!


Salvatore Satta
2 years ago
Forse è una guerra tra poveri, ma era evidente che l’assunzione dei soci delle cooperative nella PROMETEUS srl (a socio unico: il Comune)avrebbe aumentato i costi di gestione di tutti i servizi dati dal Comune.
Ladu ha fatto campagna acquisti tra i “lavoratori” e ora presenta il conto ai pensionati e a quelli che hanno i bambini all’asilo nido.
Per ora non ha toccato la nettezza urbana perchè farebbe male a troppa gente, ma arriverà anche li.
Nanni
2 years ago
Ma è uno scandalo, e tutto deliberato dalla Giunta e con il bene placido dell’opposizione; ma quelli dell’opposizione, se così si può chiamare, esistono? Sono dei fantasmi? Non riescono nemmeno a leggere le delibere, è ovvio che così Leonardo abbia via libera.