Tirannosorus Rex è preoccupato. Non è ancora il corpo spaziale di 10 chilometri di diametro che colpì la penisola dello Yucatán 65 milioni di anni fa, scavando un cratere del diametro di oltre 170 chilometri e facendo estinguere i dinosauri, ma una pioggia di meteoriti si sta abbattendo sul suo areale, dove spadroneggiava. Tutto è iniziato con qualche scintilla e una innocua pioggia di stelle cadenti. Qualche assessore è stato liquidato ma qualche altro ha reagito e ha mandato lui; certe operazioni disinvolte hanno incuriosito Mauro Pili e anche la Magistratura, per troppa Pubblicità, pare (?!?). Poi la Coalizione s’è dimostrata sempre più insofferente delle sue alzate di testa e anche Gian Valerio Sanna, Siro Marroccu e Massimo Dadea hanno avuto difficoltà oggettive a far quadrato, essendo solo in tre.
A questi mal di pancia ha fatto seguito l’ufficializzazione del malumore dell’apparato e della base alle primarie del PD, perse nonostante le dimissioni minacciate in caso di sconfitta. Promessa rimangiata , con contorsioni e triplo salto mortale all’indietro, dopo essersi dovuto proclamare “vincitore morale”. Contento lui, contento Chicco.
Una settimana dopo, ecco il referendum sulla Legge Statutaria, scritta su misura per il Re del Jurassic Park, subìta dal Consiglio Regionale e bocciata a grande maggioranza dai pochi elettori che avevano intuito -o visto in sogno- che si doveva votare. Quorum non valido? Io proclamo la legge lo stesso, aveva perentoriamente spergiurato il capo. Proclamo un c…o! La Corte d’Appello, riottosa alle modifiche architettate per la sua composizione -che caro!- dal Tiscalisauro e autocompostasi more solito, vuol sapere cosa ne pensa la Corte Costituzionale, nella forma e nel merito. Per far dispetto al Comitato del No, LUI, rinvenuto, si adegua e non proclama, disinvolto. Infine, ultima nel tempo ma non per importanza, la sentenza-meteorite del TAR, che giudica contra legem alcune parti della Legge Paesaggistica, alterando quel capolavoro d’ingegneria normativa che, persino secondo i più autorevoli opinionisti de La Nuova Sardegna -non so se mi spiego-, suscitava l’invidia dei paesi dell’altro mondo.
In questo mondo, tanto, tanto cattivo e pieno di vecchi democratici neonati, ci si sta invece organizzando per ingabbiarlo e buttare poi la chiave. Vivrà a Sanluri, nel suo habitat naturale, protetto e controllato a vista da Legambiente, dove, per la gioia di grandi e piccini, potrà essere ammirato. Idonea cartellonistica stradale [riammessa anch'essa dal TAR, per fargli dispetto] convoglierà le folle stupite e affascinate.
Purtroppo sembra non esistano alternative. Prima che muia di morte naturale passeranno secoli e troppo aleatoria è la possibilità che un meteorite lo centri in pieno. E se poi, resasi conto del pericolo, l’assessore Mongiu gli si gettasse addosso per fargi scudo col proprio corpo? Meglio la gabbia, ne converrà anche LUI.


Pubblicato il 1 novembre, 2007 alle 4:38 pm da Chirone