Se sostenessi oggi che sono entusiasta di Berlusconi, del suo comportamento e del suo operato, sarei un bugiardo tale da spodestare Pinocchio. Naturalmente il mio parere personale in materia è incasellabile automaticamente nell’archivio sconfinato del “chi se ne frega”, se non fosse che, a fiuto, pareri simili al mio cominciano a farsi frequenti e non tra i lettori di Repubblica e di Famiglia Cristiana o tra gli elettori del PD e di Mastro Lindo ma tra sostenitori del Berlusca e della sua personale combriccola.
Il “magone” per ora è inespresso, è ancora un pre-sentimento e solo il fatto che la concorrenza esponga merce più scadente salva la bottega.
Ma quanto durerà?
O ha ragione Pansa che per ragioni di salute pubblica e d’igiene personale invita al disarmo?
Mi son convinto da solo, anche senza necessità di conferme autoreferenziali, che il Berlusca non è un santo né aspira a diventarlo e mi sconvolge molto poco la sua frenetica ed appagante attività sessuale con dilettanti e professioniste. Ormai lui ne mena vanto, senza rendersi conto che trattasi di funzioni nelle quali anche gli asini se la cavano bene e forse meglio di lui.
Di conseguenza io (altra notizia per l’archivio di cui sopra…) sarei più orgoglioso se il Berlusca non si facesse cogliere in tante situazioni coi calzoni in mano, uscendo dall’armadio o da sotto il letto. Non sono influenzato dal giudizio di qualche ecclesiastico che mina la propria autorevolezza quando parla di morale agli altri senza vedere la trave nel proprio occhio (ed infatti la Chiesa ufficiale, che conosce le proprie pecore ma anche i pastori, con le loro debolezze, tace e aspetta), ma dispiace che una personalità che teoricamente avrebbe dovuto rivoltare e rinnovare l’Italia, venga messa all’angolo dalla cellulite di una signora in premenopausa.
O dalle caldane sciroccose di chiunque abbia la forza e le tonsille per fare la voce grossa, in risposta alla fascinosa raucedine celodurista del nord. Invece di reagire con un licenziamento in tronco, un qualunque sottosegretario micicchè ricatta la maggioranza, minaccia scissioni e viene accontentato.
“Berlusconi ha stabilito che il Sud deve permeare l’azione di tutto il governo. Questa rivendicazione un’utilità l’ha avuta: nascerà una cabina di regia che, col contributo di un gruppo di ministri e il coordinamento del premier, deciderà interventi e finanziamenti, evitando così quelli a pioggia”.
Infatti per evitare finanziamenti a pioggia si sono adottati quelli a cascata, quattro miliardi ma solo alla Sicilia, per tacitare compare Turiddu. Niente agli altri, chè minchioni sono…
Povero Cappellacci, buttato a mare senza saper nuotare e poveri noi sardi, sempre più “pocos y locos y male unidos”, nell’estenuante tentativo di salvare il salvabile.
Anche i nani e le ballerine strappano 60 milioni, incapaci di farsi pagare al botteghino e invece molto affezionati a Pantalone, piagnucolanti per la concorrenza estera che non necessita delle sovvenzioni per fare spettacoli di successo. Con i loro cachets milionari hanno bisogno di mungere l’esausto erario per partorire “boiate pazzesche” che nessuno andrà a vedere…
Ma troppe sarebbero le questioni nelle quali il Berlusca dovrebbe mostrare la virilità di cui si favoleggia e di cui, almeno per le cose pubbliche, non c’è traccia.
Ma siamo ad agosto, ed è un mese che non aiuta nella meditazione. Neanche noi siamo santi…


don Perignon
12 months ago
In un anno il cinema italiano ha perso il 27,30% degli spettatori, trasferitisi sui films americani!
ecco perchè i “nani e ballerine” pretendono -anche loro- d’essere sovvenzionati e foraggiati dallo Stato, con la scusa della “cultura”, come gli operai in cassa integrazione, i contadini siccitosi, gli imprenditori prenditori…