Il presidente Berlusconi, seduto sul cratere del vulcano, sente odore di bruciato, perché fiuta il vento, come sostengono gli amici, o perché gli sta andando a fuoco la coda di paglia, come dicono gli avversari.
Fatto sta che, un po’ per mettere le mani avanti e non cadere “a bocc’a terra”, un po’ per lanciare avvisi ai naviganti, parla insistentemente e con tono preoccupato di complotto ai suoi danni.
Ne ha esperienza diretta se, come dice Cossiga, (che si dichiara certo delle trame per mettere un non eletto al posto di Berlusconi fatto fuori dal governo) “già Scalfaro diede il governo a un non eletto, rimangiandosi la promessa delle elezioni”.
Anche Gianpaolo Pansa, un un articolo dedicato a Fini e al suo revisionismo “ad alta velocità” che ha avuto modo di manifestarsi anche in occasione della commemorazione della morte di Enrico Berlinguer, parla incidentalmente delle sorti del governo, dandolo per agonizzante come cosa evidente agli occhi di tutti e ipotizzando scenari post-mortem:
“Vorrei ricordare al presidente della Camera che riscrivere la storia è sempre possibile. Ma che bisogna stare molto attenti nel farlo. Il revisionismo piace a me quanto a lui. Tuttavia, per praticarlo senza il rischio di scivolare, occorre misurare bene il passo. E avere solide basi culturali.
Non m’illudo che Fini segua il mio consiglio. Lui si muove secondo un progetto politico preciso: liberarsi di Silvio Berlusconi, ormai considerato un morto che cammina. Al di là di questa prima mossa, tutto è ancora da decidere. Un governo tecnico al posto di quello attuale? Un governo di unità nazionale, guidato dal presidente della Camera? Non lo so. Quando un big della casta partitica riscrive la storia a proprio uso e consumo, può accadere davvero di tutto.”
Ancora più avanti nel vendere la pelle dell’orso prima d’averlo ucciso è D’alema, tanto ansioso di rivedersi messo al centro dei giochi da chiamare addirittura alle armi le truppe per ora demoralizzate e disperse del PD:
“L’opposizione sia pronta in caso di scosse.Nella vicenda italiana potranno avvenire delle scosse, anche perché Berlusconi non è uomo che accetti il declino politico e umano, animato com’è da un mito dell’eterna giovinezza, miti sempre pericolosi… Scosse significa momenti di conflitto, difficoltà anche imprevedibili. Del resto, le scosse sono così, imprevedibili. Questo richiede che l’opposizione sia in grado di assumersi le proprie responsabilità e anche che sia nella pienezza delle sue funzioni.”
dice a Lucia Annunziata, dimostrando di poter prevedere le scosse… imprevedibili.
“Non c’è alcun complotto. C’è la condizione di un presidente del Consiglio che unisce, a una notevole arroganza e violenza verbale, una grande debolezza sostanziale, cioè incapacità di governare il paese, e anche di immagine, specialmente sulla scena internazionale. E’chiaro che la tentazione di dare la colpa a qualche oscuro complotto diventa la scorciatoia, anziché fare i conti con le ragioni di questa debolezza, che sono nella fragilità e nei comportamenti del presidente del Consiglio.
Non c’è dubbio che Berlusconi si riferisce al suo mondo: noi siamo all’opposizione ed è certo che noi non difendiamo la sua maggioranza. Teme quelli intorno a lui. Nel centrodestra c’è un malessere evidente” e a comandare è “la guardia pretoriana, che è Bossi” […] una condizione tipica da fine impero, “quando le guardie pretoriane hanno sempre più potere dei senatori”.
Tre sono le ipotesi che si possono fare:
1. Gli addetti ai lavori più esperti dell’ambiente politico sanno o intravvedono molte più cose in arrivo di quante ufficialmente non traspaiano e si danno appuntamento al dopo-referendum e ancor di più al vertice del G8, dove “qualcosa” succederà;
2. Si tratta esclusivamente di patologia psichiatrica che porta a confondere la fantasia, fortemente e da troppo lungo tempo irrealizzata, con la dura realtà;
3. Può essere un banale e comunissimo caso di pertinenza andrologica: l’eiaculatio precox, ultimo e senile capitolo della serie “Ha da venì, Baffone…”.


Sator
1 year ago
Non avete capito nulla: D’Alema non è un veggente, è un salvatore della partria, statista tra gli statisti, come lo definisce Lucia Annunziata, sua amica e ammiratrice da sempre:
«Io penso che Massimo, in fondo, abbia riassunto un pensiero abbastanza diffuso all’interno del centrosinistra. La sensazione che la stagione di Berlusconi stia entrando in un grave momento di debolezza… da cui potrebbe scaturire, o deflagrare, fai tu, una crisi più ampia. Istituzionale. […] Io sospetto l’ar¬rivo di altri scandali, di altre foto spiacevoli… temo storie torbide… credo che l’immagine internazionale di Berlusconi, già complicata nei rapporti con l’amministrazione Obama, nel volgere di un tempo non lunghissimo, possa risultare ulteriormente danneggiata. […] D’Alema, se posso aggiungere, è anzi più sottile: e dice che quando il Cavaliere parla di complotto, parla ai suoi. Gli spiega la scena dell’accerchiamento. Arrivano in difesa Calderoli e Cicchitto, certo. Annusano, anche loro, il pericolo. […] No, io dico che la situazione è molto in evoluzione.[…] Si profilasse davvero una crisi grave, strategica, istituzionale per il Paese… beh, io penso che D’Alema non esiterebbe a tornare in campo. Ma oltre il Pd. Sarebbe pronto a rimettersi in gioco da statista tra gli statisti…».
C’è poco da ironizzare, meno male che Maxim c’è…
Watson
1 year ago
D’Alema prevedeva le scosse, ma non ha azzeccato il luogo, come per l’Abruzzo.
Appena ha aperto bocca nel PD è successo il terremoto, con Uolter che, risvegliatosi, ha ripreso ad eruttare, allarmato per il progetto del partito rimesso in discussione dagli avversari di SuDario che aveva esortato a stare buoni sino al ballottaggio ed ha aperto lui invece il fuoco. D’Alema e Bersani subito sulla graticole e Rutelli che cerca l’uscita di sicurezza; Rosi Bindi che non sa a chi darsi…
Il più sveglio s’è mostrato Antonello Soro, che sui tarocchi letti da D’Alema ha detto:
“Io lo interpreto come un’esortazione ad accelerare nella costruzione di un’alternativa al Governo, visto che sembra iniziata per Berlusconi una traiettoria declinante. Anche se nessuno è in grado di dire se durerà tutta la legislatura o se ci saranno precipitazioni a breve”.
La Palisse non avrebbe potuto fare meglio: in effetti anche Berlusconi ha i secoli contati.