Pronto, chi racconta ecoballe?

Pubblicato il 9 gennaio, 2008 alle 7:12 pm da


asino-naufrago.jpg

Il tizzone è arrivato troppo vicino al pertugio del culo e il Governo prova a risolvere “manu militari” la questione rifiuti che ci scredita in tutto il mondo. Prodi, non avendo la dignità di sparire né il coraggio di mandare in discarica il proconsole Bassolino, sodale politico e pericoloso marito di una senatrice, si affida all’ex superpoliziotto De Gennaro, ora supercommissario, affiancandogli, come vicario, il generale di divisione Giannini, attuale comandante del Comando Logistico Sud Italia. Il ricorso all’Esercito, per il personale e i siti da mettere a disposizione, è massiccio e disperato per un “concorso qualificato nelle situazioni di straordinaria necessità e urgenza” e Arturo Parisi ha confermato la disponibilità. Le operazioni saranno gestite da Giannini, un vero esperto di organizzazione logistica. E già stasera l’esercito italiano convoglierà sulla Campania 5 ruspe e 100 camion ‘Astra’ di movimento-terra. Dopo i Guastatori si creerà una nuova specialità d’arma, i Pulitori, pronti a morire non in battaglia ma nei mondezzai, non per l’iprite ma per il fetore. I 20.000 netturbini napoletani ringraziano per lo stipendio ricevuto senza dover “faticare”.
Prodi lavora ai fianchi, come solo lui sa fare, anche Province e Regioni pressandole a dare un “contributo volontario” per accogliere i rifiuti campani in eccesso ed aiutare la Regione ad uscire dall’emergenza.
A queste cattive notizie dal fronte napoletano, s’aggiungono le pessime dal fronte arretrato (in tutti i sensi) sardo-ozierese. Soru al telefono con Mortadella dice sì ai rifiuti campani, Morittu invoca la solidarietà dei sardi verso i napoletani, alcuni sindaci, fra cui Ladu di Ozieri, hanno già dato un assenso di massima. Tutti e tre affermano di non aver ricevuto pressioni dall’Ufficio Sinistri Centrale, come Pinocchio con Geppetto e come l’ultimo degli appuntati quando all’altro capo del filo c’è il questore. Agiscono per bontà innata, non per logiche di schieramento e, accampando scuse non richieste, fanno vedere il lungo naso: “Si tratta di non dire un no ideologico, a priori” spergiura l’ozierese. Tenta di travestirsi per uno che si spezza ma non si piega: “Se siamo disposti a aiutare la Campania a uscire dall’emergenza non vogliamo però distruggere il nostro territorio, perciò quando qualcuno dalla Regione si farà sentire chiederemo di sapere quantità, tempi, sostanze trasportate” ma “se Soru e Morittu lo chiederanno, le porte della discarica del territorio si apriranno per far passare i Tir provenienti dal Napoletano. [...] evitare guerre fra istituzioni. Facciamo parte di una nazione e quindi dobbiamo rifiutare la logica localistica. Non possiamo isolarci con il resto del mondo, anche perché siamo impegnati con il governo e la regione su partite importanti che riguardano lo sviluppo del nostro territorio.”
Frase sibillina [ibis redibis non ...] che sa di “do ut des” ma che dimostra che i tanto strombazzati rapporti istituzionali sono utilizzati, trascurando il galateo, per rattoppare un onirico programma amministrativo tutto basato sulla benevolenza “delli superiori”. Programma che per i primi sei mesi è rimasto tra le nuvole e che nessuno nel Centrodestra ha chiesto di “vedere” scoprendo il bluff. Il sindaco di Ozieri cioè “deve” essere d’accordo con Regione e Governo, se vuole ottenere qualcosa che possa poi contrabbandare come un suo successo. Prima il dovere e poi il piacere, prima la “monnezza” e poi il Frigomacello, prima i militari tratteranno le ecoballe (nome azzeccatissimo) e poi si tratterranno ad Ozieri (vedremo ! !).
Anche se Ladu fosse costretto a far buon viso a cattivo gioco è un gioco “da villano” per alcuni motivi:
• non si tratta di un’emergenza, dell’eruzione del Vesuvio o di un terremoto, per cui sarebbe lodevole la solidarietà, ma di una presa per i fondelli che dura da 14 anni, prima “marciandoci” e poi facendo le barriccate.
• di quale solidarietà hanno goduto gli ozieresi per il loro Ospedale degradato o per l’Incremento Ippico dissolto o per il Consorzio di Bonifica disintegrato? E sorvoliamo sulle colpe e complicità. Non possiamo più dare letteralmente il sangue perchè non c’è più un Centro Trasfusionale, come si può pretendere che lo diamo metaforicamente?
• qualcuno ha pagato per i disastri compiuti e gli sprechi (per l’ultima perla clicca qui) o ha mostrato pentimento, dignità o voglia d’espiazione o al contrario, pur ammesse le colpe, non ha sfacciatamente proclamato l’indisponibilità a farsi da parte? E per salvare le terga a costoro dovremmo incasinarci noi?
• il Soru, paladino di bellezza, tutore delle coste, protettore del paesaggio, avversario del turismo inquinante diventa cieco e anosmico di fronte ai rifiuti d’importazione? Sardegna fatti bella, concorrente d’Ischia e Capri, ma come, con i rifiuti che anche loro ci scaricheranno addosso?

Il Dittatore della Regione e i suoi leccapiedi hanno arrogantemente e scientemente boicottato l’insediamento universitario ozierese, piccolo tentativo di farci uscire dall’emarginazione culturale, considerandoci indegni d’un contributo elargito invece a tutti gli altri. L’unico riguardo che hanno avuto è stato di non essere mai stati “corpore praesenti” nelle sedi istituzionali ozieresi, risparmiandoci così la visione della loro faccia di …cartone. Si ricordano della nostra esistenza solo per rifilarci la loro sporcizia!  Quando si stava peggio c’era un detto: “Pinta la legna e portala in Sardegna” a significare ch’eravamo tanto minchioni da prendere per buono tutto ciò che proveniva dal continente, come i selvaggi con le collanine. Ora che stiamo meglio evidentemente abbiamo scalato la graduatoria della minchioneria.

Condividi

Ulteriori articoli che ti potrebbero interessare