Silvio Berlusconi, rilanciando l’idea di separare la carriera dei pm da quella dei giudici, propone anche di sottoporre il pubblico ministero a dei test periodici che ne attestino la sanità mentale.
Il ministro della Giustizia, Luigi Scotti, ritiene la proposta
“inutile, soprattutto alla luce delle rigide regole introdotte dall’ordinamento giudiziario. Il meccanismo che abbiamo introdotto – Governo e Parlamento – assicura un costante monitoraggio di tutti i comportamenti dei magistrati ed una verifica puntuale e stringente, ripetuta a cadenze periodiche, delle loro attitudini con la concreta possibilità di sanzionare un’eventuale mancanza di equilibrio nell’esercizio della giurisdizione. [...] Mi sembra che certe idee suggestive rischino di creare un clima di confusione e di sfiducia che sicuramente non fa bene alla vita delle istituzioni e del Paese”.
Premesso che, come l’on. Fini, occorre riconoscere che
“a molti magistrati bisognerebbe dare una medaglia. Sono moltissimi, infatti, quelli che lavorano in silenzio, al servizio del cittadino”
il ministro della Giustizia dovrebbe spiegare (tralasciando gli innumerevoli errori giudiziari e i comportamenti eclatanti, per i quali comunque i magistrati sono gli unici a non pagare) perché il Csm non ha ritenuto di prendere provvedimenti nei confronti del magistrato di Gela, Edi Pinatto, che ci ha messo 8 anni per scrivere una sentenza che condannava alcuni boss mafiosi e il ritardo ha consentito la loro scarcerazione.
Altro che clima di sfiducia nelle istituzioni…


Pupo
4 years ago
Berlusconi la deve smettere di attaccare la magistratura, prima di tutto perché ne fanno parte gli stessi giudici che lo hanno sempre assolto, secondo perché non è affatto vero che i PM siano tutti di sinistra, anzi una elevata percentuale sta proprio dall’altra parte, a destra.
Non è comunque una novità che ci siano molti magistrati assolutamente inadeguati al ruolo, così come ci sono molti medici, avvocati, presidenti di regione, onorevoli e… sindaci!