Re nato morto

Pubblicato il 20 febbraio, 2009 alle 1:59 pm da Terenzio


Re nato morto

Con la caduta di Soru affiorano i malumori repressi e le speranze nascoste anche in contesti ignorati dal grande pubblico, come la poderosa  -3.500 dipendenti- macchina della burocrazia regionale, generalmente vista come un santuario affollato di privilegiati, nelle cui folte schiere tanti giovani di talento vorrebbero intrupparsi.

Anche lì invece scopriamo adesso, da uno sfogo collettivo pubblicato su l’Unione Sarda, si viveva il disagio d’essere sottomessi al caratteraccio di colui che tante volte abbiamo chiamato il Tirannosorus Rex:

«Il clima di terrore è finito. Ora possiamo parlare apertamente, senza timori di ritorsioni o provvedimenti disciplinari. Speriamo di lavorare tutti, senza più discriminazioni e paure. Ci eravamo dimenticati della normalità, dell’educazione e della correttezza. Per quattro anni abbiamo vissuto una situazione esasperante con la Regione divisa in due. Da una parte i dipendenti, considerati in massa fannulloni e incompetenti, e dall’altra i convenzionati assunti dall’arrivo di Soru e piazzati in ogni posto che conta.[…] l’esautoramento totale dei dipendenti, dall’impiegato sino in alto. Tutti a eseguire in fretta e furia gli ordini che arrivavano ogni giorno dalla Giunta. Noi regionali uscivamo dall’ufficio con l’angoscia, il lavoro ci coinvolgeva nella vita privata.[…] Da quattro anni sono praticamente disoccupato.Avevo fatto la campagna elettore per Mauro Pili e quando sono tornato in ufficio non avevo più niente di cui occuparmi, circondato da consulenti esterni e senza più pratiche assegnate».

Consulenti numerosi, strapagati e beneficiati per chiamata fiduciaria e diretta, senza concorso pubblico, come appunto s’addice a chi voleva essere Soru al comando e oggi finalmente ridimensionato a lucertolone claudicante, confinato tra la fauna locale, precedendo nella caduta il segretario nazionale Veltroni del quale si diceva successore.
Ma non ancora rassegnato, pericoloso per i colpi di coda che, nel suo sito, promette o minaccia ai suoi seguaci:

“Il mio impegno politico prosegue: resterò in Consiglio regionale per un’opposizione attenta e lavorerò con determinazione a difendere il prezioso lavoro di questi cinque anni e i valori in esso contenuti.
Lavorerò inoltre insieme a tutti voi alla nascita di un vero Partito Democratico sardo, realmente aperto alla partecipazione e radicato in tutti i paesi. […] Ricominceremo a incontrarci paese per paese, apriremo luoghi di incontro e di discussione affinché nessuno si senta solo, inascoltato e inutile, e perchè le idee condivise appartengano al sentire comune di chi vuole fare politica attiva, i cui temi devono essere approfonditi. Perché la partecipazione si allarghi ai più ampi strati della società e il cambiamento già iniziato in questi anni non si fermi, ma sia difeso e sempre più diffuso.”

Abbiamo quindi ancora qualche speranza di rivederlo all’opera. Buon proseguimento. Il successore di Veltroni è avvisato: gli stia alla larga, se vuole sopravvivere.

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