Ieri, 21 agosto, cadeva il 44° anniversario della morte del “Migliore” come i comunisti chiamavano Palmiro Togliatti, tra la stima e l’adulazione.
Il tempo ha fatto il suo corso e ha ridimensionato il mito, facendo affiorare le parti nascoste del personaggio che nel 1930 al XVI Congresso del Partito comunista dell’URSS, quando in Italia governava Mussolini ed il PNF, proclamava:
«È per me motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere dieci volte più del migliore italiano».
Nel 1943 un dirigente comunista scriveva a Togliatti, che come cittadino sovietico e con lo pseudonimo di Ercole Ercoli collaborava ai massimi livelli con Stalin, chiedendogli di intercedere presso le autorità sovietiche per evitare la morte dei prigionieri di guerra italiani in Russia. Togliatti rispose che:
“la nostra posizione di principio rispetto agli eserciti che hanno invaso l’Unione Sovietica è stata definita da Stalin, e non vi è più niente da dire. Nella pratica, però, se un buon numero di prigionieri morirà, in conseguenza delle dure condizioni di fatto, non ci trovo assolutamente niente da ridire. Il fatto che per migliaia e migliaia di famiglie la guerra di Mussolini, e soprattutto la spedizione contro la Russia, si concludano con una tragedia, con un lutto personale, è il migliore, e il più efficace degli antidoti. .. T’ho già detto: io non sostengo affatto che i prigionieri di guerra si debbano sopprimere, tanto più che possiamo servircene per ottenere certi risultati in un altro modo, ma nelle durezze oggettive che possono provocare la fine di molti di loro, non riesco a vedere altro che la concreta espressione di quella giustizia che il vecchio Hegel diceva essere immanente in tutta la storia.”
Grandi furono le polemiche alla pubblicazione della lettera, nel 1992, con minime puntualizzazioni successive.
Oggi nessuno ricorda più nè la lettera nè Togliatti, considerato che ieri alla tomba al Verano, per rendergli omaggio, era presente solo una sparuta delegazione dei Comunisti italiani.


Pubblicato il 22 agosto, 2008 alle 6:29 pm da Rinoceronte