S.M. la “fainè”

Pubblicato il 18 giugno, 2009 alle 4:58 pm da


S.M. la “fainè”

In molte città d’Italia domenica ci saranno i ballottaggi tra i due candidati più votati per il Comune o la Provincia ed il vincitore spesso lo sarà per pochi voti. Comprensibile quindi la lotta per accaparrarsi il consenso di chi non ha più un suo candidato direttamente coinvolto.

E’ il momento dei furbi e dei pierfurby, che infatti vanno e tornano dall’una all’altra coalizione (“questa o quella, per me pari sono…”) seguendo la consuetudine dei due forni, con ogni fornaio sospettoso della concorrenza e disposto anche a truccare la bilancia pur d’attirare il cliente.

La bottega di sinistra, in quest’affare, ha sempre avuto buon gioco…

«Non credo che un solo elettore dell’Udc seguirà questo orientamento. Sarebbe conflittuale con loro storia votare e rivolgo un appello a dare il voto al candidato del centrodestra che è il candidato della libertà e di chi da sempre è stato contro l’ideologia comunista»

sostiene il Cavaliere che almeno uno lo ha convinto: Emanuele Filiberto di Savoia.

Combattente e reduce, fresco di candidatura UDC, con annessa trombatura alle europee, ed ora schierato in appoggio a candidati del centrodestra proclama:

«Innanzitutto perché credo in una forza di centro moderata ma vicina al Pdl»

ma anche per non rinnegare le tradizioni del casato.

Proprio in considerazione di queste, memori di qualche voltafaccia, ci permettiamo di chiedere da quale dei due forni è uscita la teglia di farinata di ceci (detta volgarmente “fainè” nel nord-ovest della Sardegna) che mostra di gustare in compagnia di Claudia Porchietto, candidata del PdL alla Provincia di Torino?

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