Sparo a scopo intimidatorio! E io non m’intimido!

Pubblicato il 20 maggio, 2009 alle 2:43 pm da


Sparo a scopo intimidatorio! E io non m’intimido!

Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza di condanna dell’avvocato inglese Mills, la guerra giudiziaria di Berlusconi continua e non terminerà che con la sua morte (ma neanche questo è certo), fatta d’assalti, agguati e più spesso d’assedi interminabili con intimazioni di resa.

Le ragioni delle parti -il nocciolo del problema è qui: manca il superpartes- sono ampiamente riportate sui mass media e finiscono per neutralizzarsi a vicenda, parendo che tutti abbiano ragione.

La sintesi assoluta della vicenda l’ha espressa -involontariamente- il capogruppo dell’IdV:

“Fossimo in un paese civile, Berlusconi sarebbe costretto a dimettersi dalla pressione dell’opposizione, della stampa e dell’opinione pubblica. Essere un corruttore di testimoni è un reato abietto. Chiunque fosse anche solo sfiorato dal sospetto di aver commesso un reato così grave dovrebbe andarsene”.

Sono totalmente d’accordo, se non fosse per quel condizionale dell’inizio: fossimo in un paese civile…

Ma dato per certo che non lo siamo, come pretendere comportamenti normali quando tutto è anormale?

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