Sui Carboni ardenti…

Pubblicato il 11 luglio, 2010 alle 11:43 am da Chirone


Sui Carboni ardenti…

Dei normali cittadini di provincia (estrema periferia dell’  …impero) come me non possono conoscere fatti e persone fuori della loro portata, se non per sentito dire o riferiti dalla stampa. Negli ultimi mesi grandi articolesse sono state dedicate alla “cricca” e a tutto il marcio che c’è in… Danimarca o meglio in Italia.

Presi da frenesia nel rimescolare nel bidone della spazzatura si è poi passati a setacciare (giudiziariamente e giornalisticamente) l’attività del “faccendiere” per antonomasia, il Flavio Carboni di Torralba, capitano di ventura di lungo corso, appestato contagioso che trascina nei guai e nelle pesti chiunque lo avvicini.

Leggiamo su un articolo-intervista con forti connotazioni di profezia de La Nuova Sardegna del 26 maggio scorso e che merita d’essere riletto alla luce degli sviluppi attuali che trascinano nel vortice anche il Presidente della Regione Sardegna Cappellacci:

È stato accusato della morte del banchiere Roberto Calvi e del delitto Rosone e il suo nome è stato legato al boss mafioso Pippo Calò, alla banda della Magliana e alla P2. Ma lui commenta: «Finora sono stato assolto 29 volte».

Secondo la Procura di Roma, insieme ai due complici arrestati, uno ex assessore socialista al Comune di Napoli e l’altro geometra ed ex giudice tributario, con l’ausilio di Denis Verdini, coordinatore del PdL, avrebbe costituito in tutta segretezza, cosa considerata come un reato in base alla “legge Anselmi”  «un’associazione per delinquere volta a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale».

Riferisce il Corriere della Sera:

Secondo l’accusa i rapporti tra i «sodali», Verdini compreso, «sono usati in evidente funzione di pressione esterna», e poco importa che molte iniziative non siano andate in porto: per la legge «è sufficiente che il gruppo persegua uno scopo di interferenza istituzionale, mentre non è necessario che esso sia raggiunto». E il quadro indiziario raccolto desta «un forte e giustificato allarme sociale e istituzionale» anche se nella maggior parte dei casi, aggiunge il giudice, «fortunatamente le istituzioni pubbliche hanno dimostrato di restare impenetrabili ai concreti tentativi di condizionamento illecito».

La vicenda è preoccupante, secondo me e per quel che può valere l’opinione di “un uomo qualunque”, non tanto per l’attività concreta o millantata della “banda”, chè di “associazioni” simili e per simili scopi ritengo ce ne siano state e ce ne saranno a bizzeffe, quanto per il fatto che si possa credere che un simile sodalizio, degno de “I soliti ignoti” e del loro modo di operare “s c i… s c i entificosia in grado veramente di condizionare le massime istituzioni dello Stato, ad iniziare dalla Corte Costituzionale o dalla Suprema Corte di Cassazione.

Se abbiamo, o ipotizziamo di avere, organi decisionali di così alto livello tanto fragili e permeabili, siamo molto, molto malconci.

A meno che Carboni, dopo aver fatto 29 non riesca a fare 30.

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