Clamorosa intervista del segretario del PD Franceschini a la Repubblica:
“Il sistema istituzionale italiano è troppo lento, non funziona più in questo mondo così veloce. […] Io penso al presidente della Repubblica come in Francia, ma si può discutere anche di una figura più simile al Sindaco d’Italia […] metta in grado chi vince le elezioni di governare davvero come in Francia. […] questo sistema istituzionale è una palla al piede per la competitività del Paese.
[…] L’Italia può diventare uno dei paesi vincenti nella globalizzazione se saprà far fruttare i suoi innumerevoli talenti. Naturalmente ha bisogno di un sistema istituzionale che sia veloce come quello degli altri paesi che competono con noi. L’opposto di ciò che noi trasmettiamo adesso, cioè lentezza. Un sistema in cui è quasi tutto bloccato, in cui ci vogliono due anni per una decisione che un altro paese adotta in tre mesi. Quindi dovrebbe essere interesse di tutti mettere le cose a posto e poi giocare la partita per chi vince. Perché è chiaro che con questo sistema chiunque vinca, centrosinistra o centrodestra, troverà una serie di ostacoli pazzeschi che ne rallenterà l’azione. […] insomma un rafforzamento del ruolo di guida del Paese attraverso l’elezione diretta, bilanciato da un Parlamento forte con poteri veri, mi sembra una cosa su cui dobbiamo avere la capacità di non rimanere legati agli atteggiamenti degli anni passati. O noi incanaliamo questa domanda in un meccanismo democratico, oppure io temo che arriverà l’ondata: che la domanda dell’uomo forte, che la spinta dell’antipolitica diventino difficili da controllare.”
Dopo averla letta e riletta sul monitor del computer ho pensato ad un colpo di sole, conseguenza dell’uscita senza copricapo il 1° maggio.
Il colpo di sole mio, non di Franceschini, perché alla fine ho scoperto la data dell’intervista, pubblicata il 2 gennaio 2008 e presumibilmente concessa il giorno precedente, quando forse erano presenti i postumi della sbornia di fine anno…
Di Franceschini, questa volta…


ozierese
2 years ago
Franceschini non perde occasione per dimostrare quello che è. qualcuno lo definisce stupi..Dario ma io preferisco non infierire su questa nullità messa lì a parare i colpi di un ITALIA nuova e più seria che non ha più niente a che vedere con i governi fatti di accozzaglie di 16 partitini accomunati esclusivamente dall’ antiberlusconismo e dal rimborso elettorale che viene elargito a spese dello stato (nostre). ciò che ha detto non fà certo parte della dottrina sinistra di cui lui dovrebbe essere il garante ma tant’è ….
Watson
2 years ago
Ohibò ! ! ! !
Gli operai votano a destra. Non è una novità assoluta: il “sorpasso” era già avvenuto alle elezioni dello scorso anno quando per il 31,6 per cento scelsero il Pdl e per il 28,3 il Pd. Ma adesso la situazione – stando almeno all’ultimo sondaggio Ipsos pubblicato oggi dal Sole 24 ore – è diventata drammatica. Il voto operaio di destra “doppia” infatti quello democratico: 43,4 per cento contro il 22,4.
Dai rilevamenti Ipsos c’è più di un motivo di allarme per il Pd e il centrosinistra. Pdl e Lega supererebbero assieme la soglia del 50 per cento: 40 per il partito del premier, 10,3 per quello di Bossi. Il Partito Democratico si attesterebbe al 26,2 per cento, Di Pietro al 9, l’Udc sale a 6 per cento, mentre il duello nella sinistra radicale vedrebbe avanti Rifondazione-Pdci col 3,5 rispetto al 2,5 di Sinistra e Libertà.
Tra le categorie sociali, il Pd “mantiene” solo gli studenti (33,3 per cento, contro il 31,3 del Pdl) e gli impiegati e insegnanti (29,2 contro il 28,8). Per quanto riguarda il sesso la maggioranza dei suoi elettori sono donne, così come accade – e ancora più marcatamente – per il Pdl. Il partito di Berlusconi è in maggioranza tra le professioni elevate, i lavoratori autonomi (addirittura il 57,2 contro il 15,1), le casalinghe (50 a 20,2) e addirittura tra pensionati (38,7 a 33,4) e disoccupati (39,8 a 19,3).
L’Unità