“E l’attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D’Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D’Amelio numero diciannove dov’è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!
Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l’ha detto nessuno. Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose. E questa è l’occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D’Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata.”
Queste sono le parole conclusive di Gioacchino Genchi, il consulente tecnico che per vent’anni ha intercettato per conto dei Pubblici Ministeri le telefonate di centinaia o migliaia di persone, in un’intervista televisiva diffusa dal blog di Beppe Grillo, che l’ha fatta sovrastare dalla dicitura: “Questa è un’intervista che non si può commentare”, anche se l’indomani …ha rotto il silenzio, accusando l’omertà dei grandi giornali.
L’insieme ha l’apparenza di una difesa estremamente determinata, tanto da sconfinare in un atto d’accusa di tipo “preventivo” rivolto a chi ha orecchie per intendere.
La lunga catena dei misteri d’Italia s’arricchisce di un altro anello, speriamo non insanguinato.


Billy
2 years ago
Come previsto vi segnalo che qualche reazione c’è stata, prima di Di Pietro e poi di Renato Farina.
N.B. Il dr. Genchi era un funzionario di polizia in aspettativa sindacale che però utilizzava il suo tempo svolgendo il lavoro di consulente (retribuito, ovviamente)…
Billy
2 years ago
Gioacchino Genchi, poliziotto e consulente per varie procure e dell’ex-pm di Catanzaro Luigi de Magistris, è stato sospeso dal servizio in polizia.
Lo ha annunciato lui stesso con un post pubblicato sul suo blog in serata, precisando che con il “provvedimento di sospensione dal servizio mi sono stati ritirati il tesserino, la pistola e le manette”.
“Il senso dello Stato ed il rispetto che ho per le istituzioni mi impongono di tacere e subire in silenzio”, spiega Genchi sul blog, aggiungendo di volersi difendere nelle sedi “istituzionali senza mai perdere la mia fiducia nella giustizia e nelle istituzioni”.
Dieci giorni fa, i carabinieri avevano perquisito l’abitazione e gli uffici a Palermo di Genchi su disposizione della procura di Roma, che lo ha indagato per abuso d’ufficio e violazione della legge sulla privacy.
Genchi, vicequestore di polizia che è rimasto in aspettativa per 15 anni fino a poche settimane fa, è stato consulente di molte procure e di de Magistris nelle inchieste Why not e Poseidone e lo scorso 30 gennaio è stato ascoltato dal Comitato parlamentare sui servizi segreti su un suo presunto archivio di dati sensibili.
Per le due inchieste di De Magistris e su sua delega, Genchi ha messo insieme 1.042 tabulati, un milione di contatti, 578.000 schede anagrafiche. I “controllati” sarebbero 390.000 tra cui premier, ministri, politici, vertici dei servizi.
L’archivio creato da Genchi su ordine del pm non contiene intercettazioni ma solo analisi di tabulati telefonici.
REUTERS DEL 23 marzo 2009
Domenico M.
2 years ago
Detta cosi sembra quasi (e nell’intenzione anche senza il quasi) che questo Genchi sia un delinquente abituale, o un apprendista stregone sfuggito al controllo.
Peccato che per completezza d’informazione l’articolo della blasonata agenzia Reuters non abbia anche detto chi è il presidente del Comitato parlamentare sui servizi segreti!!!! Perchè a dire il nome e a fare due conti (tipo quelli della serva) si scoprono cose inquientanti e, se non peccaminose, almeno discutibili ! Andiamo per ordine:il nome di tale Presidente è stato fatto in alcune intercettazioni che riguardavano l’imprenditore Romeo (che dovrebbe essere ancora oggi ospite delle patrie galere, per i motivi che molti hanno appreso dal can can che ne è scaturito nelle scorse settimane).Tale nome pare sia poi comparso anche in altre intercettazioni, non solo per “accomodare” appalti ma anche per fornire contributi economici ad un determinato partito.
Tale nome essendo di un parlamentare (come prescrive la nostra legislazione, che poi cosi sovietica non è) stava per essere richiesta l’autorizzazione a procedere alla Camera di appartenenza.A quel punto è saltato tutto: viene revocata l’indagine a De Magistris, ma non solo, viene anche esposto alla gogna mediatica e per rendere la cosa più credibile gli affiancano il suo compagno di merende, Genchi!!
E tutti vissero felici e contenti!!!
Per dovere di completezza, mia adesso, devo dire che il nome in questione è quello di Francesco Rutelli, il quale è un deputato ed è anche esponente della Margherita, non solo, ma anche Presidente di quella commissione che ha interrogato Genchi!!!
Ovvero l’imputato interroga il suo accusatore!!
Non si può dire certo che in Italia ci manchi il senso dell’umorismo…. e nemmeno quello del ridicolo.