Ora che le carte son scoperte e quanto partorito, seppur con taglio cesareo, dal governo quirinalbancario può essere valutato, molti si chiedono dov’è la genialità della manovra “lacrime e sangue” (lacrime loro, sangue nostro) prima invocata a gran voce da chi sperava che a pagare fossero gli altri e non loro. Come sempre invece toccherà ai soliti noti.
C’era bisogno di sospendere la democrazia e distogliere dai loro studi, dai loro consigli d’amministrazione, dalle loro banche, dalle loro autorità di sorveglianza, dalle loro logge tanti cervelli, patrimonio dell’umanità, quando anche l’ultimo dei “travet” diplomato all’Istituto Tecnico Commerciale sarebbe stato capace di fare altrettanto o di più?
Se il segreto per tacitare i mercati indispettiti e i padroni d’Europa e del Mondo è quello d’estorcere e prosciugare ancor più accanitamente le risorse degli italiani e portarli oltre che alla miseria ad uno scoramento rassegnato, è un segreto di Pulcinella, svelato e poi messo in pratica nell’Ottobre del 1917 a San Pietroburgo e di cui i paesi dell’Est hanno fatto esperienza.
La brillante soluzione è accorciare la cinghia e allungare l’età pensionabile? Perché allora fermarsi a 62 o 65 anni, quando si potrebbe arrivare a 80 o 85?
L’aumento del 60% degli estimi catastali sui quali si calcola l’ICI/IMU, aumentata anch’essa nell’aliquota, non potrebbe essere portato al 120 o 300 o 500%?
Forse la “moderazione” finora adottata sarà sbandierata alla prossima spremitura, dopo che quella presente avrà fallito. Perché che fallisca è indubitabile, essendo il nostro debito pubblico una voragine incolmabile solo con le manovre di torchiatura dell’esistente, senza una ripresa economica che faccia aumentare le capacità di spesa e il benessere dei cittadini. L’aumento della pressione fiscale, comunque spalmata, non fa altro che sottrarre risorse al sistema e deprimere la crescita e infine le entrate erariali che dovranno ulteriormente essere rimpinguate con una nuova stretta, in una rincorsa infinita. Di “lucro cessante e danno eveniente” parla persino l’art. 1223 del Codice Civile: questo è il binomio che ha ispirato la manovra dell’associazione Monti & Passera, col loro eloquio sobrio, forbito e vaselinato.
I “rappresentanti del popolo” delle tre aggregazioni parlamentari che non vedono, non sentono e non parlano, hanno paura di bruciarsi le dita e le prospettive future -son convinti che tutto sarà come prima e verranno rieletti…- e lasciano fare, nella speranza che Monti faccia il miracolo e poi si ritiri nell’eremo.
Ora si comincia a capire la scomposta pressione mediatica sulle debolezze di Berlusconi, la cui resa ed il seguente atteggiamento remissivo e addirittura collaborativo con chi stravolge quanto predicato per anni può essere spiegato solo con un persistente e viscerale terrore: Bossi ipotizza che nel crepuscolo di novembre, quando il titolo Mediset perse oltre il 12% in un giorno di Borsa, le Banche abbiano minacciato di chiedere a Berlusconi il rientro immediato delle esposizioni delle sue imprese. Così un leone, seppur spelacchiato, s’è trasformato in coniglio, da re della foresta a morbido peluche.
Dalle opposizioni si sono avute solo conferme, incapaci di mordere dopo aver tanto abbaiato: anche loro se la vedranno col loro elettorato.
Nessuno ha il coraggio di additare il “re nudo” della globalizzazione, peccato originale suggerito in Occidente dagli speculatori dell’Occidente e del quale ora subiamo gli effetti tossici. Si sono eliminate tutte le barriere, perché lor signori potessero più agevolmente dislocare i capitali e sfruttare il lavoro a basso costo.
Abbiamo delocalizzato le produzioni e regalato le conoscenze (il “know-how” tecnologico) e ora dobbiamo rassegnarci a vedere livellato globalmente il tenore di vita.
Chi avrà mai il coraggio di fare retromarcia (sempre che si sia a tempo) ed erigere dalle macerie una nuova muraglia cinese al rovescio? Dovrebbe essere la politica, a livello europeo, ma con personaggi un po’ più alti di Merckel e Sarkozy. I nostri poi, interpretano sempre lo stesso ruolo, scambiandosi a volte le parti: nani e ballerine.


Santippe
5 months ago
A proposito d’equità delle “misure” prese da Monti & C si legga
Libero.Non bastava la garanzia offerta a spese dei cittadini contro i “buffi” bancari, ma anche le Assicurazioni e gli immobili (commerciali) della Chiesa ! ! !
il ragioniere
5 months ago
Gli Usa, primari responsabili del ciclone finanziario che sta travolgendo l’Europa (da sempre debitori internazionali col dollaro-carta-straccia rifilato come moneta di riserva, poi coi debiti delle famiglie americane hot-dog, poi con i mutui sub-prime elargiti su immobili ipervalutati ed infine con i derivati moltiplicatori del debito) ci rifilano l’ennesima fregatura col divieto imposto dal
CFTC(Commodity Futures Trading Commission)[una Agenzia pseudoindipendente del Governo degli Stati Uniti che dovrebbe esercitaro il controllo sui "futures"] alle loroorganizzazioni d'investimentodi acquistare titoli di stato europei.Certo se l’euro smettesse d’esistere, il dollaro riavrebbe il monopolio…
Forse aveva ragione QUALCUNO a diffidare degli “stati domo-plutocratici”
Sator
5 months ago
Piero Sansonetti (di cui vi siete
già occupati), ex condirettore de l’Unità, ex direttore di Liberazione e ora direttore del settimanale Gli Altri, mostra d’essere altrettanto critico, da sinistra, verso l’attuale governo, le sue ricette ed il quadro politico, parlando addirittura diCOLPO DI STATO SOCIALE.Mai avrei immaginato di condividere l’opinione d’un tale “sinistro” personaggio, anche se da sempre gli riconoscevo l’onestà intellettuale e la capacità d’andare controcorrente.
Watson
4 months ago
Non tutti devono stringere la cinghia, almeno per quello che si legge:
vedi questo articolo....il ragioniere
4 months ago
Dal
sito DAGOSPIAabbiamo la conferma che la BCE foraggia le Banche commerciali ad un tasso ridicolo che poi viene gonfiato quando i fondi vengono girati agli Stati (praticamente senza rischio) e negati o a tassi da usura quando messi a disposizione delle imprese o dei privati. Tutto il “SISTEMA-EURO” è stato costruito dall’alta finanza in funzione della spremitura integrale dei cittadini da mungere…[...]Draghi potrà spiegare il regalo di Natale che la BCE ha fatto ieri alle banche europee aprendo i rubinetti del credito per 489 miliardi. La manovra consente a 523 banche europee e a 14 istituti italiani di attingere liquidità a un tasso dell’1%, una colossale iniezione che dovrebbe servire per rianimare e difendere il mondo del credito.
Numerosi osservatori ritengono che questo inatteso Babbo Natale sia la manifestazione più evidente della grave crisi di liquidità che attraversa le banche, mentre per altri la pioggia dei miliardi dovrebbe servire per aiutare le imprese e le famiglie.
In Banca d’Italia, (…) si respinge la tesi che i 116 miliardi distribuiti tra 14 banche italiane debbano servire soprattutto per comprare nuovi Btp alle terribili aste che lo Stato ha in programma tra gennaio e marzo. A dubitare di questo intento di tipo difensivo sono proprio alcune delle banche italiane che ieri sono state martellate dalle telefonate di via Nazionale che fremeva affinché istituti come IntesaSanPaolo, Unicredit e MontePaschi cogliessero i regali di Francoforte.
Adesso sarà curioso verificare con mano se davvero si tratta di un’iniezione vantaggiosa per le casse dello Stato, oppure andrà a beneficio di quei disgraziati imprenditori che si suicidano per le restrizioni del credito e l’aumento spropositato dei tassi di interesse.
Certo, a fronte dell’1% di interesse con cui Draghi ha distribuito per l’Europa quasi 500 miliardi promettendo di ripetere l’operazione tra pochi mesi, appare sconcertante l’impudenza con cui alcune banche italiane stanno inviando letterine natalizie in cui annunciano alle piccole imprese una lievitazione spropositata dei tassi. E se non ci credete prendetene una a caso, ad esempio Banca Sella, che ha portato all’11,40% i suoi tassi sullo scoperto delle aziende.