Nel corso della trasmissione «Che tempo che fa» condotta da Fabio Fazio su Rai3 Marco Travaglio ha accusato il presidente del Senato Renato Schifani di essere stato pericolosamente vicino ad ambienti sospettati di contaminazione mafiosa ed immediata è esplosa la polemica. Si tratta in effetti di accuse vecchiotte, fragili per le possibili influenze politiche e già apparse su “l’Espresso” del 13 agosto 2002, riaffiorate sul “Sole 24 Ore” del 30 aprile 2008 e persino riprese su questo blog, il 1 maggio 2008.
Spiega Travaglio: “Ho solo citato un fatto scritto già nel mio libro e in quello di Lirio Abbate, giornalista dell’Ansa minacciato dalla mafia e cioè che Schifani aveva avuto rapporti con persone poi condannate per mafia. È agli atti societari della Sicula Brokers fondata da lui, Enrico La Loggia, Mino Mandalà, condannato come boss mafioso, e Benny D’Agostino, condannato per concorso esterno. O si chiede conto a Schifani di questo o non si celebra Abbate come giornalista antimafia.”
Come si può ben capire l’accusa è grave e anche concedendo le attenuanti del dubbio a causa dell’irruenza provocatoria connaturata in Travaglio (omen nomen…) e dello strisciante interesse a pubblicizzare il libro con la polemica (effetto trascinamento ben noto al Grillo Mandante) merita una difesa all’altezza della situazione in grado di dissolvere ogni dubbio. Così finora non è stato.
Maurizio Gasparri, fresco di nomina come capogruppo al Senato del PdL sollecita un ricambio immediato nella dirigenza della Rai» e dice: “Travaglio trae conclusioni arbitrarie. Schifani ha avuto a che fare con persone che 18 anni dopo sono state indagate. [...]Ancora una volta il cosiddetto servizio pubblico della Rai viene messo a disposizione della condotta diffamatoria di Travaglio. In questo sereno avvio di una nuova fase politica per il Paese, getta benzina sul fuoco delle polemiche. Verrebbe voglia di sapere se per spinta di qualcuno. Le offese a Schifani troveranno la giusta risposta nelle sedi giudiziarie Non se la possono cavare solo con una patetica letterina di scuse”.
Molto giusto e molto ben detto, e quindi aspettiamo con interesse le querele del diretto interessato che invece finora, assiso sull’alto scranno, mostra d’essere superiore alle miserie umane, adottando la vecchia tattica di buttarla in politica: “La verità è che qualcuno probabilmente vuol minare il clima di dialogo e di confronto costruttivo che ha caratterizzato questo inizio di legislatura. Nessuno fermerà la mia azione per fare in modo che sui temi della legalità, delle riforme e delle proposte condivise si possano abbattere gli steccati e lavorare insieme. Ce lo chiede il paese, ce lo chiede anche il capo dello Stato. [...] ripartire da un fatto storico, la reciproca legittimazione delle coalizioni che è avvenuta con l’ incontro tra Berlusconi e Veltroni sulla legge elettorale. E poi lavorare, così come lavorerò io sulla maggioranza e sul governo, per fare in modo che in aula le proposte dell’opposizione, quelle compatibili con l’impianto dei loro testi, possano essere condivise ed eventualmente approvate. [...] fatti inconsistenti o manipolati che non hanno nemmeno la dignità di generare sospetti.”
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Con tutta la stima per le richieste autorevoli del Capo dello Stato e per le reciproche legittimazioni delle due coalizioni ciò che ha insinuato Travaglio i sospetti li genera, eccome, e l’unico modo per dimostrare che si tratta di volgari calunnie è contestarglielo nell’aula di un Tribunale.
L’alternativa sarebbe il duello rusticano tra compare Alfio e compare Turiddu, ma non s’usa più. Anche la Sicilia è cambiata. Purtroppo è l’Italia che non vuol cambiare.


Zero
3 years ago
Concordo con rinoceronte: il sospetto è un venticello che può diventare un uragano. meglio soffocarlo quando è ancora solo uno spiffero
Pupo
3 years ago
Travaglio è un pa..lo dei migliori. Prima era di destra, con Montanelli al Giornale, poi si è buttato a sinistra perchè ha capito che, parlando male di Berlusconi poteva fare soldi.
Da anni lancia accuse a destra e a sinistra, spessissmo infondate e tutte basate sulla solita dietrologia della sinistra, vendendo libri nei quali sembra che gli unici onesti, in Italia, siano solo lui, Di Pietro e Grillo.
In realtà quando Berlusconi lo querelò, alcuni anni fa, chiedendogli roba di 50 miliardi di danni, si affrettò subito a chiedere pubblicamente scusa, non si sa mai che potesse perdere la causa!
Comunque di gente come Travaglio ne hanno le balle piene anche a sinistra.
Giulio
3 years ago
L’Ufficio Stampa di Palazzo Madama ha fatto sapere che il Presidente del Senato, Schifani, ha incaricato i suoi avvocati di agire giudizialmente nei confronti delle calunnie nei suoi confronti da parte di Travaglio.
In sede giudiziaria quindi si chiarirà la responsabilità di tutti, calunniati e calunniatori.
Nel giro di 20 anni (come minimo) finalmente sapremo!
Domenico M.
3 years ago
Sono convinto, che chiunque prima di dire ,o pubblicare, qualcosa contro personaggi pubblici potenti come oggi Schifani,e ieri Andreotti, sia più che sicuro delle sue fonti e dei fatti.
Se adesso ci sarà la querela sarà il giudice a stabilire chi avrà torto o ragione.
Ma per cortesia se non vogliamo condannare a priori Schifani (omen nomen…anche lui non scherza!) non accendiamo il falò di Travaglio anzi tempo. Io non ho le prove che la seconda carica dello stato sia un mafioso, ma sapendo dove è stato eletto (Corleone_Sicilia) e ininterrottamente negli ultimi 20 anni, mi sorge il dubbio che in tale collegio si possa essere eletti senza essere amico_degli_amici.
Per ironia della sorte Schifani è stato eletto a presidente del Senato mentre questo era presieduto (per anzianità, sul campo?) da un’anima candida e immaccolata come Andreotti, che di mafia non sà proprio nulla, anzi non sà manco che esista.
A me è sembrato quasi un passaggio di testimone fra Belzebù e Riportino.
malcom.une
3 years ago
La cosa più corretta, come auspicato anche da Rinoceronte, è la querela ed il conseguente giudizio di merito, a parte i tempi della Giustizia. Travglio ha lanciato accuse gravissime, ma ALTRI LO AVEVANO FATTO PRIMA (vedi l’articolo dell’Espresso richiamato) E NON SONO STATI QUERELATI!!!
PERCHE’?
Forse perchè ora Schifani, data la risonanza e la carica ricoperta, NON POTEVA FARNE A MENO?
Il ritardo in sè non significa nulla, ma resta l’alone….
Romeo
3 years ago
Qualcuno diceva: “Sparlate sparlate, qualche cosa resterà”
Giulio
3 years ago
Dopo l’annuncio della futura querela Travaglio ha detto: “Mi sta bene: finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero. Se il presidente del Senato verrà interrogato, mi auguro però che dia spiegazione su quei fatti sui quali ho chiesto spiegazioni.”
Speriamo che la stampa dia conto degli sviluppi.
Rinoceronte
3 years ago
La polemica innescata da Travaglio nei confronti del sen.Schifani continua con argomentazioni varie e più o meno valide. Si legga a questo proposito “la Repubblica”