La sopportazione ha un limite anche a Napoli, abituata per secoli interi alle angherie degli Angiò, dei Borboni, dei Savoia e per mezzo secolo alle ingiustizie dell’Italia Repubblicana.
Quattro autobus del servizio di trasporto pubblico bruciano a Pianura, il quartiere di Napoli in rivolta per impedire l’apertura della discarica. Erano stati utilizzati già nella serata di ieri per bloccare la circolazione stradale. Agli autobus erano state bucate le ruote da un gruppo di manifestanti, che avevano tra l’altro lanciato un estintore e alcuni sassi contro una automobile dei carabinieri, danneggiandola. Questa mattina sono stati trovati a Napoli 21 manichini impiccati che recavano il nome del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, e del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. I manichini erano posizionati lungo il tratto di corso Umberto I che va da piazza Garibaldi a piazza Nicola Amore, nei pressi dell’abitazione del sindaco. Sul fatto indaga la Digos della Questura partenopea.
Inizia anche a scricchiolare la solidarietà dei piraña della Casta-Partito-Coalizione, con fuga dalle responsabilità e scaricabarile: la stridula sindachessa Rosa non vuol finire sommersa dalla “monnezza” e incolpa del disastro i Commissari all’emergenza rifiuti, prendendosela però solo con l’ultimo cireneo, il prefetto Pansa, e dimenticando il socio Bassolino, nei cui compiti istituzionali ordinari e anche per anni straordinari rientrava la gestione dei rifiuti.
Buon sangue democristiano non mente. Si vogliono far volare gli stracci, risparmiando gli straccioni.
Finirà con un nuovo balzello, come gli eterni pro-Calabria e pro-orfani della guerra di Libia.
E IO PAGO….


Pubblicato il 4 gennaio, 2008 alle 12:52 pm da La Redazione