Lo sfruttamento dei rifiuti è un business colossale e Napoli ha deciso di sfruttarlo a modo suo: con l’esposizione plateale nelle strade della città. Si scopre ora che gli allarmi e le proteste sono nient’altro che un bluff, perché in realtà Napoli sta traendo enormi benefici dall’accumulo di “munnezza”.Gli addetti dell’azienda turistica municipale hanno sistemato ad arte l’immondizia negli angoli più suggestivi, per dare un tocco esotico alla città e far sentire il turista un pò a Calcutta e un pò nelle favelas di Rio, pur rimanendo ben saldi nell’Occidente evoluto.
Una contaminazione culturale, pari almeno a quella causata dai veleni che si sprigionano dai rifiuti. Secondo fonti autorevoli, una delle monumentali piramidi di immondizia edificate in centro si accinge a diventare patrimonio dell’Unesco.
Al comune gonfiano il petto d’orgoglio per aver finalmente risolto il problema del barbonaggio: con tutto quel ben di Dio in strada gli accattoni non devono più umiliarsi a cercare nei cassonetti, ma dispongono di buffet “gargantueschi” da cui attingere mille prelibatezze, che non li faranno più sentire cittadini di serie B.
Inutile dire che l’invidia per il sindaco Rosa Russo Jervolino sta dilagando. Nei comuni in cui si voterà il 13 Aprile, i sindaci uscenti tenteranno in extremis di ammassare immondizia nelle strade, in modo da potersi vantare agli occhi dei cittadini. Una mossa scorrettissima perché fatta a ridosso del voto. E poi il sindaco partenopeo invita a diffidare delle imitazioni: l’unica vera “munnezza” è quella di Napoli!
Gli uffici di Rai e Mediaset saranno in subbuglio, perché qualcuno ha osato ammucchiare più spazzatura di quella concentrata nei loro palinsesti, mentre in Europa infuria la battaglia diplomatica per accaparrarsi il nuovo prestigioso prodotto del Made in Italy.
Avete presente il “niet” di quasi tutta l’Italia ad accettare i rifiuti napoletani? Vista così sembra un’umiliazione irreparabile: la città partenopea costretta a mendicare aiuto ai compatrioti e rigettata indietro. Invece è proprio il contrario: Napoli si rifiuta di “svendere la propria munnezza”, e ha deciso di offrirla al miglior offerente.
Anche le grandi catene di ipermercati stanno fiutato l’affare: con le loro buste esposte nelle vie più chic, sai che pubblicità!
Intanto il comune, visto il successo della “munnezza street exhibition”, progetta nuove entusiasmanti iniziative turistiche. Si parla già di un clamoroso ritorno di Maradona, che dovrebbe esibirsi sul lungomare calciando spettacolari punizioni davanti a una barriera di immondizia alta sei metri. Inoltre i camion sono già pronti per trasferire una parte dei rifiuti, non solo ad Ozieri, ma anche a Pompei, dove verrebbero spacciati per vera “munnezza” dell’antichità.
Per il momento nei vicoli le montagne di scarti continuano a fermentare, marciscono e si liquefanno proprio come il sangue di San Gennaro, e all’orizzonte si profila un business dirompente: un inceneritore che brucia i rifiuti e restituisce morbide sfogliatelle e mozzarella di bufala!!
L’oro di Napoli
Pubblicato il 21 febbraio, 2008 alle 3:17 pm da X-file


Domenico
3 years ago
Quel che accade a Napoli è la dimostrazione pratica di come Veltroni & C amministreranno se per disgrazia dovessero vincere. La magistratura indaga sulle vallette raccomandate (e mai assunte) mentre sui rifiuti si scoprono cose indegne ma che nessuno pubblicizza. Si nasconde lo scandalo di migliaia di netturbini napoletani (a 1.200 euro al mese) del tutto inutilizzati, ma che chiedono di poter lavorare, manifestano sotto il Comune (nel più totale oblio della TV e dei maggiori giornali) per ottenere le attrezzature e macchinari esistenti ma non messi a disposizione, perché nel frattempo si sono create società miste tra Comune e privati che assumono (suppongo per via clientelare) altri netturbini. A queste società vengono fornite le attrezzature e macchinari rifiutati agli altri.
Adesso se n’è scoperta un’altra. I tecnici, incaricati «ufficialmente» dalle autorità locali di studiare i problemi inerenti all’apertura di nuove discariche, ne avevano indicate alcune, sollevando le solite proteste popolari, ecc. Il commissario De Gennaro, diffidente e buon conoscitore dei conterranei, si è rivolto ad altri tecnici al fine di valutare le proposte avanzate da quelli «ufficiali» e questi nuovi tecnici hanno messo in luce che gli «altri» hanno falsificato i dati, e che le discariche segnalate non sono assolutamente adatte allo scopo.
Ma chi aveva attribuito l’incarico e perché, e su indicazione di chi, questi hanno falsificato i dati della situazione? Si vorrà fare qualche indagine sui rappresentanti politici di Sinistra che guidano la Regione e il Comune? Probabilmente non si farà nulla. Intanto si mandano in Germania i rifiuti con costi pazzeschi. Siccome non bastano i treni si dovranno usare le navi per portare le centinaia di migliaia di tonnellate di «munnezza». Passando da Gibilterra e risalendo nell’Atlantico e nel Mare del Nord, come ai tempi della Repubblica di Amalfi.
Uno scandalo, incredibilmente tollerato perché alla guida di quella regione c’è la sinistra. Dice qualcosa Veltroni di questo scandalo? Ha fatto fuori Visco perchè dannoso alla raccolta di voti, ma perché non ha mai nominato Bassolino e Pecoraro Scanio? E con questi comportamenti vuol farsi passare per il nuovo che avanza!
Per rendersi o apparire credibile occorre che liquidi tutti i vertici regionali di Campania e Calabria, li scaraventi in discarica con tutti quelli che sono stati complici nell’ultimo governo.
Bisognerebbe parlare anche del sacco di Roma degli ultimi anni, e di quello adesso previsto con le ultime misure approvate subito prima delle dimissioni da sindaco del «nostro». Anche qui, totale omertà bipartizan.