L’oro di Napoli

Pubblicato il 21 febbraio, 2008 alle 3:17 pm da


rifiuto-davanti-municipio-napoli.jpgLo sfruttamento dei rifiuti è un business colossale e Napoli ha deciso di sfruttarlo a modo suo: con l’esposizione plateale nelle strade della città. Si scopre ora che gli allarmi e le proteste sono nient’altro che un bluff, perché in realtà Napoli sta traendo enormi benefici dall’accumulo di “munnezza”.Gli addetti dell’azienda turistica municipale hanno sistemato ad arte l’immondizia negli angoli più suggestivi, per dare un tocco esotico alla città e far sentire il turista un pò a Calcutta e un pò nelle favelas di Rio, pur rimanendo ben saldi nell’Occidente evoluto.
Una contaminazione culturale, pari almeno a quella causata dai veleni che si sprigionano dai rifiuti. Secondo fonti autorevoli, una delle monumentali piramidi di immondizia edificate in centro si accinge a diventare patrimonio dell’Unesco.
Al comune gonfiano il petto d’orgoglio per aver finalmente risolto il problema del barbonaggio: con tutto quel ben di Dio in strada gli accattoni non devono più umiliarsi a cercare nei cassonetti, ma dispongono di buffet “gargantueschi” da cui attingere mille prelibatezze, che non li faranno più sentire cittadini di serie B.
Inutile dire che l’invidia per il sindaco Rosa Russo Jervolino sta dilagando. Nei comuni in cui si voterà il 13 Aprile, i sindaci uscenti tenteranno in extremis di ammassare immondizia nelle strade, in modo da potersi vantare agli occhi dei cittadini. Una mossa scorrettissima perché fatta a ridosso del voto. E poi il sindaco partenopeo invita a diffidare delle imitazioni: l’unica vera “munnezza” è quella di Napoli!
Gli uffici di Rai e Mediaset saranno in subbuglio, perché qualcuno ha osato ammucchiare più spazzatura di quella concentrata nei loro palinsesti, mentre in Europa infuria la battaglia diplomatica per accaparrarsi il nuovo prestigioso prodotto del Made in Italy.
Avete presente il “niet” di quasi tutta l’Italia ad accettare i rifiuti napoletani? Vista così sembra un’umiliazione irreparabile: la città partenopea costretta a mendicare aiuto ai compatrioti e rigettata indietro. Invece è proprio il contrario: Napoli si rifiuta di “svendere la propria munnezza”, e ha deciso di offrirla al miglior offerente.
Anche le grandi catene di ipermercati stanno fiutato l’affare: con le loro buste esposte nelle vie più chic, sai che pubblicità!
Intanto il comune, visto il successo della “munnezza street exhibition”, progetta nuove entusiasmanti iniziative turistiche. Si parla già di un clamoroso ritorno di Maradona, che dovrebbe esibirsi sul lungomare calciando spettacolari punizioni davanti a una barriera di immondizia alta sei metri. Inoltre i camion sono già pronti per trasferire una parte dei rifiuti, non solo ad Ozieri, ma anche a Pompei, dove verrebbero spacciati per vera “munnezza” dell’antichità.
Per il momento nei vicoli le montagne di scarti continuano a fermentare, marciscono e si liquefanno proprio come il sangue di San Gennaro, e all’orizzonte si profila un business dirompente: un inceneritore che brucia i rifiuti e restituisce morbide sfogliatelle e mozzarella di bufala!!

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