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	<title>Il Cantaro &#187; Bersani</title>
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	<description>Periodico d'informazione libera online</description>
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		<title>Il Gran Consiglio</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 12:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti, troppi, danno Berlusconi per finito, politicamente e poi, di conseguenza, personalmente. Anche  se vendere la pelle dell’orso prima d’averlo ucciso non è il massimo dell’avvedutezza, non c’è dubbio che Berlusconi, il suo governo ed il suo (?) partito non siano di questi tempi al top del successo.
Difficoltà oggettive di gestione della crisi economica, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Molti, troppi, danno <strong>Berlusconi</strong> per finito, politicamente e poi, di conseguenza, personalmente. Anche  se vendere la pelle dell’orso prima d’averlo ucciso non è il massimo dell’avvedutezza, non c’è dubbio che <strong>Berlusconi</strong>, il suo governo ed il suo (?) partito non siano di questi tempi al top del successo.</p>
<p style="text-align: left;">Difficoltà oggettive di gestione della crisi economica, e delle manovre tentate per disincagliare l’economia scontentando tutti, intrecciate a decisioni e scelte fatte con leggerezza e di cui oggi si pagano le conseguenze giudiziarie e d’immagine, unite all’oggettiva azione di logoramento di potenti, prevenute ed intoccabili figure istituzionali, con l’aggiunta del male oscuro (ma non tanto&#8230;) della rivalità interna del <em><strong>co-af-fondatore</strong></em> del partito stanno facendo vacillare il consenso e il morale delle truppe, dallo stato maggiore all’ultimo militante.</p>
<p style="text-align: left;">Troppe le variabili perché gli osservatori più equilibrati riescano a fare previsioni, al di là di quanto sognato dalle molte volpi con l’acquolina in bocca in attesa che il formaggio ancora in bocca al corvo precipiti.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Un tempo, ai giovani che ambivano a diventare giornalisti il concetto di notizia si spiegava così: un cane che morde un uomo è la normalità, l&#8217;uomo che morde il cane è una notizia.</p>
<p style="text-align: left;">Ecco, oggi un simile esempio si può fare col presidente della Camera Gianfranco<strong> Fini</strong>. Se rilascia una dichiarazione critica nei confronti del cofondatore del suo partito o di qualche berluscones, siamo nella norma; se invece dovesse elogiare un atto del Cavaliere, allora ecco che sarebbe una notizia.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ff00ff;"><strong>Il centrosinistra ha finalmente trovato che il leader che cercava.</strong></span> Capace non solo di rispondere punto su punto, senza mai arretrare, all&#8217;odiato presidente del Consiglio, ma &#8211; soprattutto &#8211; di guidare una seria e capace opposizione parlamentare.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">scrive Massimiliano <strong>Gallo</strong> sul <strong><em>Riformista.</em></strong></p>
<p style="text-align: left;">Tutti gli oppositori, privi di programmi, leader e consenso, incapaci di andare in porta, sperano ardentemente in un autogol della squadra di governo e <strong>Fini</strong>, considerata l’ormai consolidata esperienza nella navigazione a zig-zag e controvento, è l’uomo giusto, soprattutto se c’è coincidenza con i suoi interessi. Ora parrebbe ritornare portabandiera della destra, dopo aver ridicolizzato e distrutto una tradizione cinquantennale, costata (non certo a lui) lacrime  esangue.</p>
<p style="text-align: left;">In un&#8217;<a href="http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/247349/" target="_blank">intervista</a> anche <strong>Di Pietro</strong>, autoinvestitosi del ruolo di vergine vestale custode del fuoco giustizialista, blandisce e getta l’amo, sperando che il subacqueo abbocchi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Sostiene Antonio <strong>Di Pietro</strong>:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>«È giunta l&#8217;ora di dividere il campo in due: da un lato il partito dell&#8217;illegalità a struttura e vertice piduista, dall&#8217;altro il partito della legalità. <span style="color: #ff00ff;">Il mio è un invito a Bersani e Fini: facciamo una coalizione nuova.</span> Sia chiaro, però, che il mio campo resta quello del centrosinistra». </strong><br />
Il presidente della Camera riprende in mano la vecchia bandiera della “sua” destra, quella della legalità, e rischia di fare la fine dell&#8217;interista Mario Balotelli, il pezzo più pregiato di questo calciomercato estivo. Chi lo vuole cacciare. E chi se lo prenderebbe subito.<br />
Del resto, da quando Gianfranco Fini ha introdotto la questione morale nella maggioranza, il suo consenso potenziale sul mercato della politica si è triplicato. Dal 4 al 12 per cento, come riportato giovedì scorso dal Corriere della Sera.<br />
Preoccupato, onorevole Di Pietro?<br />
<strong>E perché? Semmai orgoglioso. Sono anni che insisto sul tema della legalità. Fino all&#8217;ultima manifestazione che ho fatto a Piazza Navona sono stato considerato quasi un extraparlamentare sulla questione morale. Ma lei lo sa che cosa ha detto Bersani ultimamente? […] Il segretario del Pd si è sfogato coi suoi e ha detto che non bisogna lasciare a me la bandiera dell&#8217;etica in politica. E io anche di questo sono orgoglioso. Significa che sarò pure un contadino con le scarpe grosse ma ho dimostrato di avere il cervello fino. Ci avevo visto giusto. Ora fanno tutti i giustizialisti.</strong><br />
Quindi?<br />
<strong>In una situazione grave come questa per battere il modello piduista al governo del paese c&#8217;è bisogno di dividere il campo in due in nome della questione morale. Anche perché le persone oneste esistono a destra come a sinistra. Mi rivolgo a Bersani e anche a Fini.</strong><br />
Nel 2007 lei e Fini avete presentato insieme un ddl contro la casta. Senza contare il sostegno missino alle inchieste di Tangentopoli.<br />
<strong>La legalità non ha colore politico. Quando le nostre inchieste scoperchiarono il malaffare della Prima Repubblica, i partiti che non non avevano le mani sporche ci sostennero. È il caso del Msi di Fini ma anche alla Lega di Bossi.</strong><br />
Fini, dunque, ritorna all&#8217;antico?<br />
<strong>Sta vivendo una fase di resipiscenza che spero porti a compimento. […]</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">A parte l&#8217;anacronistico e controproducente richiamo al <strong>MSI</strong> e al collegamento con Fini, il tempismo è fondamentale in politica (e non solo).</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Domani è domenica, 25 luglio.</strong></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Quale giorno più adatto, evocativo e scaramantico per approvare l’ordine del giorno di 63 anni fa, far dimettere il Capo e arrestare il Cavaliere?<br />
Dopo? La guerra continua… e s’arriva all’8 settembre.</strong></p>
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		<title>Coniglietto mannaro</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 13:09:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un’intervista a Pierferdinando Casini apparsa su La Stampa si toccano molti dei punti critici della politica italiana, almeno per quello che riguarda i partiti maggiori, dal PD, in queste settimane alle prese con la scelta del futuro segretario e di conseguenza della nuova rotta che questi imporrà, sino al Pdl e al suo (non)futuro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un’intervista a Pierferdinando <strong>Casini </strong>apparsa su <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200907articoli/45645girata.asp" target="_blank"><em><strong>La Stampa</strong></em></a> si toccano molti dei punti critici della politica italiana, almeno per quello che riguarda i partiti maggiori, dal<strong> PD</strong>, in queste settimane alle prese con la scelta del futuro segretario e di conseguenza della nuova rotta che questi imporrà, sino al <strong>Pdl</strong> e al suo (non)futuro in assenza di <strong>Berlusconi</strong>.</p>
<p>Ovviamente le cose sono viste dall’angolo visivo dell’<strong>UDC</strong> con il limite fisiologico che s’interpone tra il sogno e la realtà, ma se ne possono trarre alcuni spunti di riflessione:</p>
<blockquote><p><strong><em>Onorevole Casini, fra cento giorni il Pd avrà un nuovo segretario. Come segue la sfida fra Bersani, Franceschini e Marino?</em></strong></p>
<p><strong><em></em><span style="color: #0000ff;">«Con interesse, perché il Pd è il secondo partito italiano e dobbiamo capire bene quali sono le indicazioni, i progetti dei candidati[…] Seguo con interesse e distacco l’evolversi dei lavori, e basta. Qualcun altro, e penso a Di Pietro, anche attraverso Grillo, sta iniettando alte dosi di veleno, lavora alla distruzione del Pd. […] oggi il Pd è ondeggiante fra il rispetto delle istituzioni, di cui Napolitano è il garante e il custode, e la deriva dipietrista alla quale il partito corre dietro per non perdere elettori. Portarsi Di Pietro in Parlamento è stato un errore enorme di Veltroni».</span></strong></p>
<p><strong><em>Lei ha in animo un progetto, il grande partito di centro&#8230;</em></strong></p>
<p><strong><em></em><span style="color: #0000ff;">«Ed è un progetto che rimane in campo […] va avanti indipendentemente da quello che dicono, fanno e decidono gli altri. </span></strong></p>
<p><strong>[…] <em>qualcuno ipotizza che lei potrebbe essere il leader di una nuova coalizione di centrosinistra?</em></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">«Ma non è possibile. Non potrei mai essere un nuovo Prodi perché che mi mancano due requisiti fondamentali.Primo, non sono Prodi. Ho un’altra storia. Non esprimo il cattolicesimo dossettiano che è di Romano e che ha nella sua ragione costitutiva di trovare un punto d’incontro tra la sinistra e parte del mondo cattolico. E in secondo luogo non c’è la mia volontà. Non credo a un simile progetto politico. Se si pensa all’Udc come alla Margherita del 2010 si compie una sciocchezza. Si ripeterebbero gli stessi errori commessi dall’Unione. Prodi non ha fallito perché è uno stupido, anzi. Ha fallito perché il progetto non stava in piedi allora, e non starebbe in piedi adesso un governo che somma l’estrema sinistra e l’Udc magari passando per Di Pietro». </span></strong></p>
<p><strong>[…]  <em>Roberto Formigoni la invita. Dice che lei è candidato alla successione di Berlusconi insieme con Tremonti e Fini.</em></strong></p>
<p><strong><em></em><span style="color: #0000ff;">« […] temo per loro che il Pdl sia una costruzione che non sopravviverà a Berlusconi. Il premier ha un carisma che copre tante magagne e il Partito del Sud, composto da gente che cerca poltrone perché non ne ha, è l’ultimo esempio. Non si pone il problema della futura leadership del Pdl perché il Pdl non ha futuro senza Berlusconi».</span></strong></p>
<p><strong><em>Quanto influisce in tutto questo il caso delle escort? L’Udc è rimasto ai margini della polemica.</em></strong></p>
<p><strong><em></em><span style="color: #0000ff;">«Non voglio esprimere pareri anche perché noi, e gli altri partiti, siamo spettatori troppo interessati per farlo. Ritengo che gli italiani leggano e si rendano conto da soli di quello che sta succedendo. Quanto al nostro giudizio, credo lo si immagini. Ma non è certo con mozioni tipo quella di Zanda che si affronta il problema».</span></strong></p>
<p><strong><em>Perché?</em></strong></p>
<p><strong><em></em><span style="color: #0000ff;">«Perché è una mozione ridicola, nella quale si dice che chi governa “deve assumere comportamenti coerenti tra la vita pubblica e quella privata”. Cioè si dice che chi governa deve comportarsi bene. E’ una cosa che sta fra l’infantilismo politico e l’ipocrisia moralistica. Le chiacchiere stanno a zero: se il Pd ritiene di censurare Berlusconi per i suoi comportamenti privati e su quelli magari chiede di insediare una commissione d’inchiesta, allora tutti saremo obbligati a dare risposte limpide e chiare. Ma o si ha questo coraggio o si lascia perdere. Altrimenti siamo davanti a un “vorrei ma non posso” che fa cadere in ridicolo la politica italiana.»</span></strong></p></blockquote>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 16:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non tutti saltano di gioia dentro il<strong> PD</strong>, con la metà dei 22 europarlamentari eletti che non hanno radici diessine, con i 4 milioni di voti persi rispetto alle politiche (9.000 al giorno) e specialmente dopo i risultati delle amministrative che hanno visto scomparire tante province e le ex regioni rosse Umbria e Marche tingersi d’azzurro.<br />
Non accettando di far finta d’aver vinto le elezioni, qualcuno ha iniziato le manovre d’avvicinamento verso il congresso d’ottobre, come Pier Luigi <strong>Bersani</strong>, da tempo autocandidatosi per la segreteria, che ha così sintetizzato il risultato del partito:</p>
<blockquote><p><strong>&#8220;Ci si dava per morti, siamo al mondo. Ma se dicessimo che va bene così accorceremmo le nostre ambizioni. Certamente non va bene così&#8221;.</strong></p></blockquote>
<p>Altri capoccia, appollaiati in attesa, seguono le orme di Diogene e “cercano l’uomo” o la donna, che qualcuno identifica nella graziosa <strong>Serracchiani</strong>, vista come Giovanna d’Arco per aver ottenuto più voti di <strong>Berlusconi</strong> in Friuli (in verità  come tanti altri altrove,<span style="text-decoration: underline;"> Sardegna compresa</span>,  e senza tanti archi di trionfo). Ma chi non ha di meglio…</p>
<p>Un’altra soluzione ci sarebbe, nel caso si decidesse di rinunciare alla guida di<strong> Franceschini</strong>: seguire gli intendimenti di <strong>Di Pietro</strong>, euforico per il risultato e pronto per nuove avventure:</p>
<blockquote><p><strong>&#8220;Il 22 giugno ci sarà l&#8217;esecutivo dell&#8217;Idv: toglieremo il nome del fondatore dal simbolo, costruendo una classe dirigente su base universale, e daremo vita ad una rifondazione congressuale e programmatica. E ora che non c&#8217;è neanche la sinistra ci assumeremo l&#8217;onere e l&#8217;onore di rappresentare il mondo del lavoro e chi il lavoro non ce la più. Quello di ieri è il risultato di una lotta intestina della sinistra che è sempre più lontana dalla gente e con questa loro frammentazione <span style="color: #ff0000;">si sono suicidati da soli</span> </strong><strong>(sic!). Io spero che da questo risultato possa nascere una nuova classe dirigente più umile e che &#8211; come fa l&#8217;Idv &#8211; sia più nelle fabbriche e meno nei salotti televisivi. Ci hanno chiesto un cambiamento e noi vogliamo essere cofondatori di una nuova alleanza. Ma se il nostro è un atto di responsabilità, a questo occorre che si affianchi da parte del Pd un altro atto di responsabilità e di umiltà perchè il consenso che abbiamo ottenuto merita rispetto che è la base per una alleanza&#8221;.</strong></p></blockquote>
<p>Il progetto è geniale, perché semplice e diabolico allo stesso tempo, il <a rel="lightbox" href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2009/06/pd-dp.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3318" style="border: 1px solid black; margin: 8px;" title="pd-dp" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2009/06/pd-dp.jpg" alt="pd-dp" width="220" height="101" /></a><span style="color: #ff0000;"><strong>suicidio in compagnia</strong></span>:</p>
<p><span style="color: #0000ff;">l’<strong>IDV</strong> si fonde in un nuovo partito e mette a disposizione il capo;</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"> il <strong>Partito Democratico </strong>fornisce le residue truppe rimaste. </span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">In cambio <strong>Di Pietro </strong>rinuncia al proprio nome nel simbolo e accetta il logo attuale del <strong>PD </strong>lievemente modificato.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;">In fondo si tratta solo d’invertire l’ordine delle consonanti:</span> </span><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">da PD a DP.</span> </strong></span></p>
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		<title>Paese d’ombre</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 17:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Internet ha consentito la comunicazione universale in tempo reale e a basso costo, ma oggi sta dando origine ad un nuovo contesto sociale, con le comunità online che trasferiscono in un fantastico mondo virtuale i rapporti tra gli aderenti, con  esposizione di foto, fatti, opinioni anche strettamente personali, accessibili agli “amici” reclutati senza remora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Internet</strong></span> ha consentito la comunicazione universale in tempo reale e a basso costo, ma oggi sta dando origine ad un nuovo contesto sociale, con le <strong>comunità <em>online</em></strong> che trasferiscono in un fantastico mondo virtuale i rapporti tra gli aderenti, con  esposizione di foto, fatti, opinioni anche strettamente personali, accessibili agli “amici” reclutati senza remora e fidando sul buonismo, il terreno incolto ideale per le trappole.<span id="more-2543"></span></p>
<p>Qualche sociologo già definisce <span style="color: #993366;"><em><strong>“generazione Facebook”</strong></em></span> quell’età adolescenziale che fino a qualche anno fa era etichettata <em><span style="color: #993366;"><strong>“nutella-boys”</strong></span></em> perché considerava primari altri bisogni, meno evanescenti e più spalmabili degli odierni.</p>
<p>In tutto il mondo aumentano velocemente gli “amici” e anche gli inconvenienti delle “facili amicizie”.</p>
<p>Pierluigi <strong>Bersani</strong>, l&#8217;esponente emiliano del <strong>PD</strong> con la <span style="text-decoration: underline;">parlata </span>e la <span style="text-decoration: underline;">pelata</span> che lo fanno somigliare al <a href="http://www.livecity.it/wp-content/uploads/2008/10/arbore9.JPG" target="_blank"><strong>Ferrini</strong></a> della <em>signora <strong>Coriandoli</strong></em>, ha scoperto di averne una moltitudine, pronti a dargli affetto e consigli –e forse, chissà, anche voti- ma richiamati solo da un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_10/davide_casati_bersani_facebook_2191705e-0d7d-11de-82af-00144f02aabc.shtml" target="_blank">ladro d’identità</a> che a lui s’era sostituito.</span> Il derubato non ha gradito e ha fatto chiudere il profilo, rompendo tante… amicizie.</p>
<p><strong>Evidentemente mentre lui era occupato a fare il ministro-ombra, qualcuno s’è impadronito della sua ombra vera e l’ha trasferita sul web. Oggi <em>“we can”</em>, si può fare.</strong></p>
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		<title>MOULIN ROUGE: permette questo walter?</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 09:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rinoceronte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[da Collodi:
LO CHIAMERO’ PINOCCHIO. HO CONOSCIUTO UN’INTERA FAMIGLIA DI PINOCCHI, IL PIU’ RICCO CHIEDEVA L’ELEMOSINA&#8230;.
Secondo le previsioni della Commissione Europea, il Pil dell’Italia nel 2008 salirà dello 0,7% in media, la metà delle  stime precedenti che lo davano invece all’1,4%. La nostra economia sarà paralizzata nel primo trimestre dell’anno (+0,1%) e darà qualche debole segnale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/02/cane_manager.jpg" alt="cane_manager.jpg" align="right" height="268" hspace="15" width="191" />da <em><strong>Collodi</strong></em>:</p>
<blockquote><p><strong>LO CHIAMERO’ PINOCCHIO. HO CONOSCIUTO UN’INTERA FAMIGLIA DI PINOCCHI, IL PIU’ RICCO CHIEDEVA L’ELEMOSINA&#8230;.</strong><span id="more-559"></span></p></blockquote>
<p>Secondo le previsioni della Commissione Europea, il <strong>Pil dell’Italia</strong> nel 2008 salirà dello 0,7% in media, la metà delle  stime precedenti che lo davano invece all’1,4%. La nostra economia sarà paralizzata nel primo trimestre dell’anno (+0,1%) e darà qualche debole segnale di vita nei trimestri successivi (+0,2-0,3%). In pratica <u>siamo gli ultimi in Europa</u>, come brutalmente rinfacciatoci dal Commissario agli Affari Economici e Monetari Joaquin <strong>Almunia</strong>, dopo che ci ha rotto i&#8230; timpani col <em>pressing</em> per il riequilibrio del debito pubblico, tentato e non riuscito a <strong>Prodi &amp; Schioppa</strong> con l’aumento della pressione fiscale sino allo scoppio delle condotte economiche. Il dimezzamento delle previsioni, spiegano gli esperti di Bruxelles, è dovuto alla forte contrazione della produzione industriale nell’ultimo trimestre del 2007 e al deterioramento dell’indicatore sulla fiducia nel settore dei servizi.</p>
<p>Il Ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi <strong>Bersani</strong>, uno dei pochissimi ministri affidabili del moribondo governo, a margine di un convegno, ha spiegato:</p>
<blockquote><p><em>Da un lato c’e il contraccolpo di vicende internazionali come le materie prime, il petrolio e le turbolenze finanziarie. Dall’altro, per quanto ci riguarda più direttamente, vi è una <strong>difficoltà a far partire i consumi interni</strong> mentre dal lato della competitività internazionale le nostre merci continuano ad avere una buona performance.</em></p></blockquote>
<p><strong>DIFFICOLTA’ A FAR PARTIRE I CONSUMI INTERNI</strong> minimizza il Bersani. Perché non ne parla con <strong>Prodi &amp; Schioppa &amp; Visco</strong> per un’ulteriore <strong>stretta fiscale</strong> al tubo dell’ossigeno dell’economia produttiva? Più soldi verranno sottratti al circuito economico per alimentare sia la fornace pubblica assistenzialista che la struttura socio-economica parassitaria e improduttiva vicina alle loro posizioni ideologiche e politiche e meno possibilità ci saranno di ripresa. Propongono la <strong>ridistribuzione delle risorse</strong>, come sempre dimenticando che le risorse, prime d’essere distribuite, <strong>vanno create</strong> e più i “creatori” saranno intimiditi, ostacolati, spremuti e tartassati e meno avranno voglia di creare e meno saranno numerosi, per resa senza condizioni dei sopravvissuti e sterilità riproduttiva.</p>
<p>Caro moribondo ministro Bersani,  <strong>SI PUO’ FARE&#8230;</strong> <strong><em>un giro di Walter!</em></strong></p>
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