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	<title>Il Cantaro &#187; Davide _Lajolo</title>
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		<title>Bocca di rosso</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 18:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo aver scritto un pezzo su Repubblica dalla forma e dai toni accettabili anche se discutibile nella sostanza –ma tutto lo è quando la passione politica obbliga allo strabismo- il vecchio Giorgio Bocca, a distanza di 2 giorni appena, ingrana la retromarcia e concede un’intervista ad Affari italiani infarcita d’acredine malamente repressa. Succede soprattutto quando, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver scritto un pezzo su <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/25-aprile/bocca-resistenza/bocca-resistenza.html" target="_blank"><em><strong>Repubblica</strong></em></a> dalla forma e dai toni accettabili anche se discutibile nella sostanza –ma tutto lo è quando la passione politica obbliga allo strabismo- il vecchio Giorgio <span style="color: #ff0000;"><strong>Bocca</strong></span>, a distanza di 2 giorni appena, ingrana la retromarcia e concede un’intervista ad <a href="http://www.affaritaliani.it/politica/bocca-25aprile-liberazione-berlusconi240409.html" target="_blank"><em><strong>Affari italiani</strong></em></a> infarcita d’acredine malamente repressa. <span id="more-2743"></span></p>
<p>Succede soprattutto quando, storia vecchia, si hanno interi armadi stracolmi di scheletri e la miglior difesa è d’appioppare ad altri l’arma del delitto. <strong>Bocca</strong>, con <strong>Scalfari</strong> una delle ultime icone del giornalismo rimaste alla sinistra dopo la scomparsa di Italo <strong>Pietra</strong>, Mario <strong>Melloni</strong> (alias Fortebraccio, che di Forlani, allora potente, scrisse: “<em>Se qualcuno non avesse avuto l’ardire di offrirglielo fritto al ristorante, non avrebbe mai saputo dell’esistenza del cervello</em>”), Enzo <strong>Biagi </strong>e Sandro <strong>Curzi</strong>, non è la persona più adatta per distribuire certificati di coerenza e scagliare anatemi di trasformismo.</p>
<p>Come e più di Davide <strong>Lajolo </strong>(“<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Davide_Lajolo" target="_blank">Ulisse</a>”) merita il titolo di <a href="http://www.rolliblog.net/archives/2003/10/13/liberazione_giorgio_bocca_contro_pansa_e_un_voltagabbana_bugiardo.html" target="_blank">voltagabbana</a> e non perché fu fascista in gioventù, come passivamente lo furono moltissimi o quasi tutti, ma per esserlo stato <a href="http://effedieffe.com/interventizeta.php?id=1786&amp;parametro=esteri. " target="_blank">attivamente</a>, sottoscrittore nel ‘38 del “<span style="color: #666699;"><strong>Manifesto della Razza</strong></span>” e ancora ne ’42 critico convinto dei falsi “<span style="color: #666699;"><strong>Protocolli dei savi di Sion</strong></span>”. Solo a fine ’43, folgorato da <strong>Giustizia e Libertà</strong>, scoprì la sua perdurante sinistra vocazione.</p>
<p>Ma affidiamoci, guardinghi, alle sue parole, ricordando che il torto e la ragione non stanno mai da una parte sola:</p>
<p style="padding-left: 60px;"><strong>***</strong> <strong>&#8220;Questa di <span style="color: #ff0000;">Berlusconi</span> che celebra il 25 aprile è davvero il capolavoro del trasformismo italiano. Ma il suo maestro è <span style="color: #ff00ff;">Fini</span>, è stato lui il primo a capire che contraddicendo platealmente se stessi e la propria storia oggi c’è solo da guadagnarci: quelli che ti hanno combattuto fino al giorno prima iniziano a stimarti, a lodarti, ad applaudirti con le stesse mani con cui volevano prenderti a sberle. E gli amici tuoi, quelli che tradisci e rinneghi in un amen&#8230; beh, ci stanno pure loro. Perché è la legge del trasformismo che oramai regna sovrana. […] E andrà pure in Abruzzo, bravo&#8230; Due piccioni con una fava, che campione! Questa di <span style="color: #ff0000;">Berlusconi</span> che celebra il 25 aprile è davvero il capolavoro del trasformismo italiano. […] si sta col più forte, si sta col padrone, dovunque vada, e le storie politiche le inviamo in discarica: rifiuti riciclabili. Del resto oramai i due, <span style="color: #ff0000;">Berlusconi</span> e <span style="color: #ff00ff;">Fini</span>, sono i padroni dell’Italia, perché dovrebbero procurarsi delle grane? A fare gli antifascisti a parole sono buoni tutti. C’è addirittura Ignazio <span style="color: #008000;">La Russa</span> che dà le patenti di buono o cattivo partigiano sui giornali italiani: cattivi i comunisti, buoni i democristiani e i liberali. Una distinzione cretina, gli ho risposto. […] io per il 25 aprile sto scrivendo un articolo indignato, per il resto, ripeto, ho già dato&#8230; […] E’ <span style="color: #ff00ff;">Fini</span> il vero campione della democrazia italiana a parole: ha agito con estrema scaltrezza, ed è riuscito ad apparire come il politico più democratico, il più laico, il più amico di Israele. Ha abbattuto ogni tabù ideologico, a parole. Lo prendono addirittura per anti-berlusconiano, i gonzi. E’ così che i fascisti sono diventati la maggioranza del Paese, senza saperlo. […] Se l’Italia di oggi fosse più semplice, o più sincera, ci dovrebbe essere la ribellione dei veri fascisti.”</strong> <strong>*** </strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Quelli vecchi o quelli nuovi? O quelli trasformisti?<br />
</strong></span></p>
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