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	<title>Il Cantaro &#187; FI</title>
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		<title>Plastic-ghost</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 17:38:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra le accuse che si rivolgevano a Forza Italia c’era quella d’essere un partito “di plastica”, artificiale, senza sangue nelle vene e senza passione nel cuore, frutto di freddi calcoli e decisioni e scelte di convenienza. Alleanza Nazionale invece era troppo sanguigno –questa l’accusa- e quindi giustamente il suo capo ha provveduto a salassarlo sino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le accuse che si rivolgevano a <strong>Forza Italia </strong>c’era quella d’essere un partito “di plastica”, artificiale, senza sangue nelle vene e senza passione nel cuore, frutto di freddi calcoli e decisioni e scelte di convenienza.<span id="more-2880"></span> <strong>Alleanza Nazionale</strong> invece era troppo sanguigno –questa l’accusa- e quindi giustamente il suo capo ha provveduto a salassarlo sino a farne un fantasma, frutto di freddi calcoli e decisioni e scelte di convenienza.<br />
I due partiti unendosi hanno dato vita al <strong>Popolo della Libertà</strong> che però, finora, della vita donatagli 45 giorni orsono non ha dato segno: non un vagito, non un pianto, neanche un rigurgito.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Ha preso qualcosa dai genitori: è un fantasma di plastica.</strong></span></p>
<p>Ci sono delle attenuanti. La campagna elettorale che incombe, <strong>Berlusconi</strong> subissato d’impegni di governo “urbi et orbi”, alle prese con le arcinote vicende delle Politiche Giovanili che nel volgere di poche ore hanno interessato i Problemi della Famiglia e potrebbero avere conseguenze sul Bilancio, i Coordinatori che si astengono da qualunque decisione se non ricevono coordini da Lui e tutti gli altri in coma farmacologico, pericolosi per sé e per gli altri.</p>
<p>L’unico che si sente è <strong>Fini </strong>che continua a sbagliare i tempi: quando faceva politica attiva, zitto, da buon subacqueo in apnea, ora che ha un ruolo istituzionale e dovrebbe tacere, parla e vuole emergere, da buon subacqueo a cui manca l’ossigeno.</p>
<p>In periferia poi si sono persino dimenticati di cosa sia la politica e, poveracci, confidano in <strong>Cappellacci</strong>, frutto maturo di quel filone della filosofia Yoga che nel Rigveda recita:</p>
<p><span style="color: #ff00ff;"><strong>”Chi sa, fa; Chi non sa, insegna; Chi non sa, non fa e non insegna, fa politica”.</strong></span></p>
<p>Purtroppo quando applica la massima fa danno, come con la <span style="text-decoration: underline;">nomina dei massimi dirigenti degli assessorati</span> per due dei quali le delibere di nomina (la 22/6 e 22/7 del 12.5.2009) son durate 24 ore, subito revocate dall’unica delibera assunta il 13.5.2009.</p>
<p>Sulla vicenda riferisce <a href="http://www.regionesardegna.it/j/v/491?s=114108&amp;v=2&amp;c=1489&amp;t=1" target="_blank"><em><strong>il Sardegna</strong></em></a>, che oltre il malumore della <strong>CISL </strong>per queste decisioni (formalmente per violazione di prassi sindacale) fa intravvedere i criteri di <strong><em>spoil-system</em> alla rovescia</strong> adottati dalla Giunta di… Centro-destra, con elevazione agli onori dirigenziali di uomini e donne con “<em>curriculum vitae</em>” e credenziali magari di prim&#8217;ordine, ma d’opposto orientamento (etichettati sul quotidiano come CGIL, DS, Soriani, PRC).</p>
<p>A meno che non si tratti d’altra e alta strategia, sul solco di <strong>Fini</strong> che, sottacqua, vuol “<span style="color: #ff6600;"><strong>buscar l’oriente per l’occidente</strong></span>”.</p>
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		<title>Caro nemico, ti scrivo&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 12:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;estinzione di Alleanza Nazionale è vista da alcuni come una forma di eutanasia e da altri come l&#8217;attuazione pratica, in versione italica, della trasmigrazione delle anime. Dubbi che già affioravano quando la destra indossava ancora la camicia nera e, come sempre, aveva a che fare con gli ufficiali superiori: &#8220;Colonnello, non voglio il pane, dammi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;estinzione di <strong>Alleanza Nazionale</strong> è vista da alcuni come una forma di eutanasia e da altri come l&#8217;attuazione pratica, in versione italica, della trasmigrazione delle anime.<span id="more-2557"></span><br />
Dubbi che già affioravano quando la destra indossava ancora la camicia nera e, come sempre, aveva a che fare con gli ufficiali superiori: <span style="color: #993300;"><strong>&#8220;Colonnello, non voglio il pane, dammi il piombo pel mio moschetto!&#8221;</strong></span> invocava il legionario a <a href=" http://www.youtube.com/watch?v=awLg6Rsof6U" target="_blank"><strong>Giarabub</strong></a>, anche allora colto da un atroce dubbio: <span style="color: #993300;"><strong>&#8220;Quei fantasmi, sentinella, sono morti o sono vivi?&#8221;</strong></span><br />
Ancora oggi se lo chiedono in tanti, in situazioni meno drammatiche di quelle vissute nel 1941 nell&#8217;oasi della Cirenaica, e tra gli altri Marcello <span style="color: #ff0000;"><strong>Veneziani</strong></span>, che ha concesso un&#8217;intervista a Susanna <strong>Turco </strong>per <span style="color: #ff0000;"><em><strong>l&#8217;Unità</strong></em></span>, quotidiano sull&#8217;altra sponda politica che ha dedicato 4 pagine alla scomparsa del tradizionale partito avversario.</p>
<p style="padding-left: 30px;">***Nostalgia zero. Scetticismo a mille. Tra quattro giorni si celebra il requiem di Alleanza Nazionale come partito a sé, ma Marcello Veneziani, intellettuale destrorso (ala nazional- conservatrice), da qualche anno gran critico di Fini, mai organico eppure già consigliere Rai in quota An, non prova il minimo dispiacere.<br />
<em><strong> Nemmeno una lacrimuccia?</strong></em><br />
«Certo che no. È giusto così. An si era già sciolta, aveva perso da tempo la sua ragion d’essere. Grazie al suo leader soprattutto. Quel che manca è che si sciolga la leadership di Fini».<br />
<em><strong> E lei parteciperà?</strong></em><br />
«Ero tentato, come si va a una fiera zoologica. Forse è inutile».<br />
<strong><em> Ma è l’ultima volta&#8230;</em></strong><br />
«I congressi di scioglimento sono patetici. Con l’Msi c’era il pathos dei militanti, stavolta non vedo nemmeno la tragedia. An è un partito nato freddo, si stava congelando da tempo. Eravamo al rigor mortis: piangere sul cadavere mi sembra inutile».<br />
<em><strong> E il popolo della destra, che fine farà?</strong></em><br />
«La stessa di prima. C’è un’opinione pubblica cosidetta di destra che sopravvive, che esiste indipendentemente da Fini o da An».<br />
<strong><em> Lei pensa che tutti i militanti storici, i ragazzi, le idee, traslocheranno così, con uno schiocco?</em></strong><br />
«Da anni il popolo di destra è entrato nell’idea che bisogna scegliere il male minore: ha bypassato An, si riconosce bene o male in Berlusconi».<br />
<strong><em> «Fini non ha capito che il 90 per cento degli elettori di An sta col Cavaliere», ha scritto un militante di Fi sul sito azzurro.</em></strong><br />
«E gli altri, o si astengono o stanno con Bossi».<br />
<em><strong> E Storace?</strong></em><br />
«Si avvantaggerà in modo marginale dalla nascita del Pdl».<br />
<strong><em> Mentre An?</em></strong><br />
«Sarà una corrente di opinione all’interno di un grande contenitore».<br />
<strong> Intende il Pdl?</strong><br />
«Un contenitore che oggi ha un leader. E un popolo, un’area di opinione davvero popolare, nazionale, moderata. Manca solo una classe dirigente, lo strato intermedio».<br />
<strong><em> Roba da poco, lei dice.</em></strong><br />
«È la realtà. Pdl vuol dire per me Partito del Leader.Un partito portatore di nessuna idea in particolare, che ha nel leader il suo collante. Non ci sono contenuti, c’è solo Berlusconi. Intorno, il deserto».<br />
<strong><em> Correnti a parte, intende.</em></strong><br />
«Certo: gruppi, notabili, personalità. Sarà un’ulteriore Dc, versione postmoderna. Invece dello scudo crociato, Berlusconi».<br />
<strong><em> E non la spaventa?</em></strong><br />
«Non mi entusiasma, ma nemmeno mi fa paura. Quando finirà il suo ciclo, entreremo in un’altra èra».<br />
<strong> Quella di Fini, magari.</strong><br />
«Nonne ha le qualità. Il vero problema del Pdl è proprio questo: notabili bravi sì, leader possibili, no».<br />
<strong><em> Eleggere il Cavaliere per acclamazione congressuale è quindi ovvio?</em></strong><br />
«Il voto segreto si può fare, l’investitura sarà comunque massiccia».<br />
<strong><em> In An c’è chi dice che il Pdl è una operazione di vertice, senza coinvolgimento della base. Altri parlano di fusione a freddo&#8230;</em></strong><br />
«La base era unita già prima che lo fossero i leader. Quelle, in realtà, sono le preoccupazioni dei finiani di vedere perduta la leadership del capo. La fusione è nei fatti».<br />
<strong><em> C’è chi parla piuttostodi annessione da parte di Forza Italia.</em></strong><br />
«Lo so, ma dica: qual è il clima politico operoso che viene soffocato da questa fusione? Nell’annessione, cosa si perdono i militanti di An?»<br />
<strong><em> Meglio salire sul predellino?</em></strong><br />
«Che vuol farci, siamo usciti dalla dimensione storica della politica, ormai siamo in quella stradale. Nella fisiologia di un sistema siffatto, i partiti nascono così. Sono escrescenze momentanee, roba epidermica. Foruncoli».***</p>
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		<title>Mezzimarinai e piccoli di camera</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 18:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inarrestabile come una valanga scivola a valle il PdL (Popolo della Libertà o Pre del Lino, a scelta), inesorabile nel travolgere qualunque ostacolo. “Il PdL ha un inizio e una fine che si chiama Silvio Berlusconi. Questa è una constata- zione oggettiva. La sua è una leadership straordinaria, lui è il PdL: il progetto non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inarrestabile come una valanga scivola a valle il <span style="color: #ff0000;"><strong>PdL </strong></span>(<span style="color: #ff0000;"><strong>P</strong></span>opolo <span style="color: #ff0000;"><strong>d</strong></span>ella <span style="color: #ff0000;"><strong>L</strong></span>ibertà o <span style="color: #ff0000;"><strong>P</strong></span>re <strong><span style="color: #ff0000;">d</span></strong>el <strong><span style="color: #ff0000;">L</span></strong>ino, <em>a scelta</em>), inesorabile nel travolgere qualunque ostacolo.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #f50971;"><strong>“Il PdL ha un inizio e una fine che si chiama Silvio Berlusconi. Questa è una constata- zione oggettiva.</strong></span><span id="more-2537"></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #f50971;"><strong>La sua è una leadership straordinaria, lui è il PdL: il progetto non esiste, è imperniato solo su Berlusconi. E&#8217; un allargamento di FI, anche se questo irrita AN.”</strong></span></p>
<p><span style="color: #f50971;"><strong></strong></span>è la diagnosi impietosa del leader dell&#8217;<strong>Udc</strong>, che pronostica anche:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #f50971;"><strong>“Un monocolore berlusconiano sempre, fin quando Berlusconi è in campo.”</strong></span></p>
<p>Una prospettiva triste per l’opposizione, ma non allegra per chi, a destra, intravede per sé il solo ruolo di fornire materiale amorfo per ingrossare la frana.</p>
<p>Anche se i sondaggi confermano la bontà, in termini di consenso, dell’operazione e assegnano al <strong>Pdl</strong> quasi il doppio dei voti del <strong>Pd</strong>: il  42% contro il 22%, con un indice di gradimento del 64% per il premier.</p>
<p><strong>Franceschini</strong>, telegenico, giovane e grintoso, non ha bloccato l’esodo, anzi. Nel giro di una settimana (il sondaggio è stato condotto venerdì 27 febbraio, cioè ad una settimana dalla sua elezione) il neo-segretario PD ha perso un punto, con qualunque tipo di alleanza si voglia ipotizzare.</p>
<p>Ciò nonostante larga parte della <strong>militanza di AN </strong>intraprende questa nuova tappa della sua lunga traversata del deserto senza entusiasmo, diffidente verso i compagni di viaggio e molto di più verso i capocarovana. Sente d’essere stata lasciata allo sbando da quelli che riteneva i suoi capi, senza spiegazioni e condivisione di scelta, come peraltro sempre in passato. Ma le altre volte s’era trattato solo di cambiare la rotta, per cui occorreva affidarsi a chi si riteneva sapesse tracciarla e conoscesse le carte o così lasciava intendere.</p>
<p>Questa volta si tratta invece d’abbandonare la nave, la vecchia carretta reduce da tante battaglie, con la ruggine e gli ammacchi, ma ancora in grado di navigare e d’offrire rifugio. S’è deciso per l’autoaffondamento e il trasbordo sul nuovo vascello, luccicante d’ottoni, con nuove usanze e nuovi ufficiali, non tutti provenienti  dall’Accademia Navale.</p>
<p>Occorrerà adattarsi, come spesso succede ai naufraghi accolti a bordo, rifocillati con un piatto di minestra (leggera, di dadi, più digeribile&#8230;) e messi a strofinare e lucidare la tolda. Unica consolazione è che anche i vecchi nostromi e contrammiragli, favorevoli al trasloco, non sono accolti in quadrato ma trattati da mozzi. I galloni bisognerà conquistarseli, con i nuovi sistemi che ricordan gli antichi.<br />
<strong>Dicevamo luccicante d’ottoni, ma se, invece che fregi e pennoni, fossero soltanto trombette e tromboni?</strong></p>
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		<title>Uno&#8230; Due&#8230; Centro</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 20:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà il futuro, come direbbe monsieur de La Palisse, a dirci se Pierferdinando Casini ha ragione ad aspettare, come la volpe sotto l’albero, che dal becco del corvo cada il formaggio. Finora gli è andata bene, prima in Trentino vincitore col centrosinistra ed ora in Sardegna in allenaza col centrodestra. Quanto potrà durare il giochino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà il futuro, come direbbe monsieur de La Palisse, a dirci se Pierferdinando <strong>Casini </strong>ha ragione ad aspettare, come la volpe sotto l’albero, che dal becco del corvo cada il formaggio.  <span id="more-2471"></span>Finora gli è andata bene, prima in Trentino vincitore col centrosinistra ed ora in Sardegna in allenaza col centrodestra. Quanto potrà durare il giochino o sarà lui a tenere il banco?</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993366;"><strong>“Allacciate le cinture di sicurezza, perchè molto prima di quanto pensiamo la crisi economica imporrà alla politica cose nuove. Questa maggioranza sta chiedendo sempre più potere, che già possiede, ma è un diversivo, un gioco degli specchi usato perché incapace di affrontare le vere questioni del Paese. Basta dispute stucchevoli, basta con la demonizzazione di Berlusconi, un errore compiuto anche dal PD che non fa che consolidarlo </strong><span style="color: #000000;">[…]</span><strong> legittimarlo”</strong></span></p>
<p>dice davanti a <strong>Rutelli</strong> e <strong>Letta</strong> –il nipote- ascoltatori interessati. Perché la lusinga, quella di sempre anche se tirata a lucido, è l’araba fenice del grande partito di centro, rinascente dalle ceneri disperse della vecchia <strong>DC</strong>.</p>
<p>Il sogno ricorrente d&#8217;un grande contenitore, con l’aggregazione dei cattolici rifugiatisi in <strong>FI-PdL</strong> e maltollerati nel <strong>PD</strong>, dove, nonostante le origini democristiane del “nuovo”<strong> Franceschini</strong>, s’è accentuata ed irrigidita la linea politica antiberlusconiana, virando a sinistra e radicalizzando ineluttabilmente lo scontro, favorendo  <strong>Di Pietro</strong>,  e spiazzando la componente margherita, costretta, seppur con gran cautela, a guardarsi attorno cercando d’individuare un’uscita di sicurezza. Ovviamente senza dar corda al critico <strong>Parisi </strong>(<span style="color: #ff6600;"><strong><em>“Non possiamo ancora affidare i nostri destini politici collettivi a coloro che ci hanno condotto in questo pantano”</em></strong></span>),  ancora appollaiato sull’Ulivo e quindi lontanissimo dalle crociate di ritorno.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993366;"><strong>“Il bipartitismo senza partiti, e lo testimonia in queste ore il Pd, è finito con l&#8217;errore di credere che la sommatoria di forze possa costituirne l&#8217;identità. E invece l&#8217;identità ci vuole e non bisogna rinnegarla, insieme alle proprie radici che non sono un impiccio. Il nostro progetto non affidato alle suggestioni della pubblicità è rivolto a coloro che nel Pd vivono un senso di disagio, ma anche a chi nel Pdl ora vede tutte le distorsioni e richiamato alla disciplina ha paura”</strong></span></p>
<p>predica Pierfurby, che non nasconde la nostalgia per la <a href="http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_23/roberto_zuccolini_casini_7af41fa4-018c-11de-91dc-00144f02aabc.shtml" target="_blank">politica dei due forni</a> e la possibilità di allearsi con l’uno o con l’altro a seconda delle circostanze e… dell’offerta.<br />
Con alcune piccole varianti di cui dovrà tenere conto:<br />
•    gli italiani si sono abituati al bipolarismo e vedono il vantaggio di schierarsi da una parte o dall’altra, con scelte chiare;<br />
•    anche a condizione di riuscire a ricondurre in un unico recinto buona parte dell’elettorato cattolico, i numeri non saranno mai quelli della DC;<br />
•    per praticare la politica dei due forni occorre che i forni ci siano: se collassasse uno degli attuali poli, si ricadrebbe di fatto in un nuovo bipolarismo.</p>
<p>Il <strong>“Partito della Nazione”</strong> ha evocato <strong>Casini</strong>, facendo gli scongiuri per le nostalgiche assonanze risvegliate e contando sulla sua indubitabile allergia per gli stivali. Molto scomodi tra l’altro per fare la spola tra gli attuali due forni, sempre più distanti.</p>
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		<title>Ultimo viene il corvo</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 21:07:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Clemente Mastella, ex ministro della Giustizia e leader dell’Udeur o di ciò che ne resta, sarà candidato alle prossime elezioni europee di giugno nelle liste del Pdl. E ciò in base all&#8217;accordo reso noto oggi dal Popolo della Libertà ma firmato giovedì scorso a Roma dai coordinatori campani di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Clemente <strong>Mastella</strong>, ex ministro della Giustizia e leader dell’<strong>Udeur</strong> o di ciò che ne resta, sarà candidato alle prossime elezioni europee di giugno nelle liste del Pdl. <span id="more-2420"></span>E ciò in base all&#8217;<a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=46577&amp;sez=HOME_INITALIA&amp;ssez=POLITICAttp://" target="_blank"><strong>accordo</strong></a> reso noto oggi dal <strong>Popolo della Libert</strong>à ma firmato giovedì scorso a Roma dai coordinatori campani di <strong>Forza Italia</strong>, di <strong>Alleanza Nazionale</strong> e dell&#8217;<strong>Udeur</strong>, che prevede un&#8217;intesa anche per le prossime elezioni comunali e provinciali e un ribaltamento di alleanze nelle amministrazioni locali dove l&#8217;Udeur è in coalizione con il centrosinistra.<br />
Ovvie e conseguenti le accuse di compra-vendita, debiti saldati e insulti vari.</p>
<p>Non siamo mammole e anche chi finge scandalo strappandosi le vesti sul pulpito ha gli stessi “vizi” di cui accusa gli avversari, però <span style="text-decoration: underline;">una certa nausea ci assale quando la presa per il c…o nei confronti del popolo bue arriva a tali livelli di sfacciataggine. </span><br />
Ce la siamo presa tanto calda nei confronti dei suoi luogotenenti che avevano voltato gabbana appena fiutato il vento avverso ed ora si scopre che erano invece degli arditi e lungimiranti apripista, meritevoli anzi di plauso per aver anticipato i tempi. Come sotto il bieco ventennio, quando il titolo di maggior prestigio era di essere un <strong>“antemarcia”</strong>, fedele indossatore della camicia nera ben prima del fatidico 28 ottobre.<br />
<strong>Totò</strong> divideva il genere umano in <strong>uomini e caporali</strong>, i primi eternamente sottomessi ai sempre risorgenti graduati, furbi e prepotenti, onnipresenti in tutte le caserme e i distaccamenti.</p>
<p>Per liberarsene non c’è che disertare. O sparare.</p>
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		<title>Parto cesareo</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 18:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ospitiamo volentieri un intervento di Franco Murru. Tra due mesi si terrà il congresso di fondazione del PDL, il nuovo contenitore dove dovrebbero miscelarsi fino a fondersi Forza Italia ed Alleanza Nazionale (oltre ad altre minori formazioni), espressione del polo destrorso del bipolarismo, così alla moda perché così comodo per le forze maggiori, sia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #ff0000;">Ospitiamo volentieri un intervento di Franco Murru.</span></strong></p>
<p>Tra due mesi si terrà il congresso di fondazione del <strong>PDL</strong>, il nuovo contenitore dove dovrebbero miscelarsi fino a fondersi <strong>Forza Italia</strong> ed <strong>Alleanza Nazionale</strong> (oltre ad altre minori formazioni), espressione del polo destrorso del bipolarismo, così alla moda perché così comodo per le forze maggiori, sia di centro-destra che di centro-sinistra.<span id="more-2334"></span></p>
<p>In passato le fusioni e le unioni di partiti diversi, seppur vicini come elettorato, non hanno prodotto grandi risultati e anche il recente accoppiamento tra <strong>DS</strong> e <strong>DL</strong> che ha fatto nascere il <strong>Partito Democratico</strong> ha confermato la regola, con il frutto del concepimento rachitico e piagnucoloso.<br />
In vista di tale congresso fondatore si prepara una bozza di statuto e, da quello che trapela, i dubbi su quanto si prefigura giustificano la molta titubanza che tormenta quelli che un tempo si chiamavano “militanti”, abituati al servizio permanente, con tanto di struttura gerarchica e luoghi di raduno. Questi veterani della politica spicciola territoriale, con appuntati sul petto i nastrini delle campagne combattute in passato, tuttora costituiscono l’ossatura di <strong>AN</strong> e vedono con diffidenza il “partito leggero” che si va prefigurando, temendo che possa essere troppo leggero ed evaporare al primo soffio di vento.</p>
<p>Gianni <strong>Baget Bozzo</strong>, teologo-politologo, così su <a href="http://latavolarotonda.blog.kataweb.it/2009/01/28/nasce-il-pdl/" target="_blank"><em><strong>Panorama</strong></em></a> tratteggia la situazione:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff6600;"><strong>“Forza Italia esprime una forza politica nata dal rapporto diretto tra il leader e gli elettori… […] E&#8217; un partito della società postmoderna, in cui non esistono affiliazioni permanenti né fedeltà strutturate. […] La storia di Forza Italia […] mostra che il rapporto personale tra leader e popolo può essere un fatto durevole… […] Berlusconi ha prodotto sia Forza Italia che il Popolo della Libertà con un&#8217;iniziativa individuale, e appunto per questo popolare. Ciò indica l&#8217;essenza del partito postmoderno […] presente … nel carattere personale della leadership…[…]  Alleanza Nazionale […] anch&#8217;essa si è adeguata al modello personale, divenendo il partito di Gianfranco Fini, con una fiducia nel leader andata ben oltre i rapporti statutari. Divenendo anch&#8217;essa un partito personale…[…] Il Pdl rimane un partito del leader e del popolo […] Il partito ideologico è finito e il partito postmoderno è il partito del leader, esprime nella sua figura le diversità che compongono un popolo. Per questo il nome del Pdl non è un nome di partito, ma il nome del suo riferimento massimo: il corpo elettorale, il popolo che vota. Combinare due storie così diverse in una sola forma politica non è facile, ma è una sfida diversa e ben più attuale della sintesi ideologica di vecchi partiti fatta nel Pd e che ora si avvia verso la sua crisi.”</strong></span></p>
<p>In tale logica è ovvio che, al presente, l’unico leader assoluto sarà <strong>Berlusconi</strong>, eletto senza possibilità di alternative (non è previsto il voto segreto) che governerà il nuovo partito come ha sempre fatto in <strong>FI</strong> (e come <strong>Fini </strong>ha fatto in <strong>AN</strong>), con il potere di nomina e revoca di coordinatori e segretari regionali e locali (varie centinaia di persone investite per cooptazione).  Un contentino formale sarà il comitato di presidenza in forma di triumvirato che affiancherà, sottomesso, il capo.<br />
Pur considerando ipoteticamente buona questa visione “teologica” dell’operazione, restano dei punti d’incoerenza che minano la stabilità della costruzione.</p>
<p>Per prima cosa è intanto da dimostrare l’oggettiva superiorità di un partito destrutturato rispetto ad uno stabilmente ed organicamente presente sul territorio, camera di compensazione e cinghia di trasmissione delle esigenze della periferia. Lo smantellamento dei presìdi mira ad un risparmio di risorse o al controllo del dissenso e ad impedire il crescere di individualità fuori dal coro?<br />
Il personale politico di necessità verrà reclutato sulla base di un vassallaggio personale, sempre più privo di qualità politiche testate e collaudate e quindi progressivamente ancor più “dilettantesco” rispetto a quanto già non lo sia oggi. Per l’elaborazione programmatica e propositiva, ci si affiderà ai centri-studi o ai sondaggisti o all’intuizione non sempre felice del solo ed unico capo?</p>
<p>In secondo luogo se il destino, nel bene e nel male, del nuovo partito dovesse identificarsi con le sorti del leader e col suo personale carisma, cosa avverrà quando il leader, per una qualsiasi ragione, non potesse assolvere al compito? In un progetto di “partito del leader”, strettamente legato alla sua persona, niente leader, niente partito? O a quel punto dovremo procurarci una lanterna e, come Diogene, andare alla ricerca &#8220;dell&#8217;uomo&#8221; dotato di carisma? Tanto per chiarire e mettere le mani avanti, questo mio ragionamento è volto ad evidenziare la debolezza intrinseca del progetto tagliato su misura e così concepito e non certo per perorare una sistemazione &#8220;a futura memoria&#8221; per il capo attualmente ibernato di <strong>AN</strong>.</p>
<p><strong>Baget Bozzo</strong> certamente sarà a conoscenza che persino il Cristo, che, senza nulla togliere a Berlusconi, aveva qualche potenzialità in più, ha progettato una struttura organizzativa stabile e individuato un successore per guidarla. Il marchingegno ha funzionato con discreti risultati per 2000 anni.<br />
Io mi  accontenterei di molto meno.</p>
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		<title>Di fonderci insieme già l&#8217;ora suonò.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 18:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’avvicinarsi del rinnovo del Consiglio Regionale, imminente, se Soru vuole, ma comunque vicinissimo, ha fatto portentosamente uscire dal letargo il pachiderma del centro-destra ozierese. La malattia del sonno, per dir la verità, sembrerebbe molto diffusa tra i rappresentanti della coalizione di governo, assopiti nella pennichella postprandiale seguita alla vittoria-abbuffata di Berlusconi, che in cambio d’un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/12/tri-lussa-r.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2209" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="tri-lussa-r" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/12/tri-lussa-r.jpg" alt="" width="270" height="309" /></a>L’avvicinarsi del rinnovo del <strong>Consiglio Regionale</strong>, imminente, se <strong>Soru</strong> vuole, ma comunque vicinissimo, ha fatto portentosamente uscire dal letargo il pachiderma del centro-destra ozierese. <span id="more-2208"></span></p>
<p>La malattia del sonno, per dir la verità, sembrerebbe molto diffusa tra i rappresentanti della coalizione di governo, assopiti nella pennichella postprandiale seguita alla vittoria-abbuffata di<strong> Berlusconi</strong>, che in cambio d’un posticino di seconda fila in Parlamento chiede solo che non si disturbi il manovratore: <strong>dormano pure tranquilli sino alla prossima fermata!</strong></p>
<p>Ma ad <strong>Ozieri</strong>, dove s’è perso dopo nove anni di amministrazione, non sarebbe stato bene, anzi indispensabile, restare ben vigili, a sorvegliare il dolce dormire della sinistra, lieta di poter russare tranquillamente senza timore d’essere bruscamente riportata alla realtà dal pungolo della minoranza?</p>
<p>Ci fosse stato, come prospettato e atteso, lo strepito del rinnovamento formale e sostanziale dell’intera città da parte di Leonardo <strong>Ladu </strong>e dei suoi “<strong><em>ladones”</em></strong> avremmo capito la prudente e circospetta attesa di una responsabile opposizione, disponibile a collaborare per il bene della città. Invece niente, tutti sonnecchiano, gli uni appisolati in poltrona, gli altri addirittura in piedi e solo ora il passaggio del treno elettorale (col fascino dei suoi vagoni-letto…) fa aprire loro gli occhi.</p>
<p>Col brusco risveglio hanno dovuto prendere atto che alla prossima corsa il centrodestra parteciperà con un <strong><em>tandem</em></strong>, strano veicolo che prevede due pedalatori ma un solo guidatore. Già questa è una situazione spinosa, col rischio, più che di fusione, di annessione e diluizione di <strong>Alleanza Nazionale</strong> in <strong>Forza Italia</strong> (ne sanno qualcosa a sinistra, dove l’amalgama <strong>DS-Margherita</strong> l’hanno già sperimentata ma sulla bontà dei risultati hanno dubbi crescenti).</p>
<p>Per quanto insonnoliti, i finiani non vogliono esser vittime del silenzio-assenso adottato da FI che, in assenza di sollecitazioni, ha tutto l’interesse a far scivolare la situazione come meglio le conviene.  E’ un tattica che sta dando risultati a Roma, dove pare che la massima preoccupazione dei “colonnelli” sia di prefigurare nella nuova struttura un ruolo di visibilità al subacqueo <strong>Fini</strong>, per quando emergerà dall’ombra istituzionale di Montecitorio. Qualunque altro problema è stato rimosso, conservato in formalina e affidato alla custodia di <strong>Berlusconi</strong>, che Dio lo conservi a lungo, molto a lungo…</p>
<p>Per <strong>AN ozierese</strong>, nel suo piccolo, il ruolo di comparsa, e per di più muta, è stato rifiutato prima da <strong>Doneddu </strong>che ha chiesto l’investitura di un rappresentante del territorio quale candidato unitario del nascente <strong>PdL</strong>, cosa già urticante per qualche ipotetico basista locale che forse aveva già messo nel conto di far saccheggiare ad altri la dispensa elettorale ozierese. Posizione ribadita da <strong>Saiu</strong>, presidente del Circolo di AN, e quindi ormai destinata a ricevere una risposta ufficiale dalla “promessa sposa”.<br />
C’è sufficiente carne al fuoco per alimentare il “gossip” della dietrologia alla ricerca del “<em>cui prodest</em>”, un modo come un altro per occupare il tempo, considerato il numero limitato di poltrone e l’abbondanza di fondi-schiena.<br />
Fossero così numerosi i cervelli&#8230;</p>
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		<title>Torna a Surriento, famme campà!</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 06:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Circolo di Alleanza Nazionale di Ozieri rincara la dose di contrarietà all’asilo politico ottenuto dai fuggitivi dell’Udeur, rinfacciando ai vertici regionali di Forza Italia l’arbitraria decisione assunta anche a nome del costituendo PdL (convinti, facendone teoricamente parte, d&#8217;aver voce in capitolo), nonchè ai vertici provinciali e regionali di AN la mancata pronuncia sulla vicenda. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/11/surriento-rid.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2068" style="margin: 8px;" title="surriento-rid" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/11/surriento-rid.jpg" alt="" width="180" height="135" /></a>Il Circolo di <strong>Alleanza Nazionale</strong> di Ozieri rincara la dose di contrarietà all’asilo politico ottenuto dai <strong>fuggitivi dell’Udeur</strong>, rinfacciando ai vertici regionali di <strong>Forza Italia</strong> l’arbitraria decisione assunta anche a nome del costituendo <strong>PdL</strong> (convinti, facendone teoricamente parte,  d&#8217;aver voce in capitolo), nonchè ai vertici provinciali e regionali di <strong>AN</strong> la mancata pronuncia sulla vicenda. <span id="more-753"></span>Se questi ultimi, usi a obbedir tacendo, non aprono bocca (anche perché, avendo nascosto la testa sotto la sabbia, avrebbero delle comprensibili difficoltà oggettive), ben più garrulo si mostra il funambolo oggetto delle ripulse.<br />
Dimostrando quanto degnamente assolve al suo alto incarico ministeriale, e quanto sia buono l’acquisto fatto da <strong>FI</strong>, in un’intervista apparsa oggi sul <a href="http://www.regionesardegna.it/j/v/491?s=77521&amp;v=2&amp;c=1489&amp;t=1" target="_blank"><strong><em>Sardegna</em></strong></a>, l’amico di Clemente, ancora impregnato di frequentazioni sannite, col linguaggio forbito e curiale appreso a Ceppaloni, spiega la sua vicenda umana, politica e&#8230; (?)&#8230; professionale.</p>
<p>Fu <strong>Berlusconi</strong>, lui recalcitrante, a pregarlo, a supplicarlo di tornare, non ne dormiva la notte, pover’uomo. Intenerito anche <strong>Bondi </strong>interpose i suoi buoni uffici, ma lui, niente, irremovibile. A mali estremi, estremi rimedi: <strong>Massidda, Cicu e Marras</strong>, in formazione a testuggine, alla fine, esausti, strapparono il risultato. La resistenza del resto  era giustificata: in <strong>FI</strong> non si facevano congressi, che sono come le vitamine, indispensabili alla sopravvivenza di democristiani “fatti grandi” alla scuola di <strong>Soddu</strong> e <strong>Giagu De Martini.</strong><br />
Ma la quintessenza della sua raffinata, sensibile e quasi immacolata concezione delle istituzioni è riservata alla parte finale dell’intervista, quando l’<em>habitus mentalis </em>affiora in tutto il suo splendore e ci confida d’aver <span style="color: #ff0000;"><strong>“fregato”</strong></span> <strong>Di Pietro</strong>, pappandosi l’incarico dove il  fondatore dell’Italia dei Valori Bollati, diavolo d’un uomo,  <strong><em>“ci avrebbe messo uno dei suoi, per avvantaggiare i suoi ex colleghi pm.” </em></strong></p>
<p>Di fronte a tale maestro di fregature, un autentico luminare, come può <strong>Alleanza Nazionale</strong>, seppur <strong>riveduta e sorretta</strong>, rinnegare lo sprezzo del pericolo, l’antico motto degli Arditi, l’atavico richiamo delle Squadre:</p>
<p align="center"><span style="color: #ff0000;"><strong>ME NE FREGO !</strong></span></p>
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		<title>Il politico italiano medio</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 11:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tontonello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni di grande trambusto (presumibilmente giovedì morirà il governo Prodi), l&#8217;attenzione dei media è tutta sulle possibili elezioni anticipate mentre quella dei cittadini è più orientata verso la figura dell&#8217;uomo alla berlina, l&#8217;uomo di Ceppaloni Clemente Mastella. Ciò che si sente in giro, a parlare col cittadino medio (l&#8217;Uomo Qualunque dei bei tempi), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/01/pillory-stocks.jpg" border="2" alt="pillory-stocks.jpg" hspace="15" vspace="15" width="150" height="200" align="right" /></p>
<p>In questi giorni di grande trambusto (<span style="text-decoration: underline;">presumibilmente giovedì morirà il governo Prodi</span>), l&#8217;attenzione dei media è tutta sulle possibili elezioni anticipate mentre quella dei cittadini è più orientata verso la figura dell&#8217;uomo alla berlina, l&#8217;uomo di Ceppaloni Clemente <strong>Mastella</strong>.</p>
<p>Ciò che si sente in giro, a parlare col cittadino medio (<strong><em>l&#8217;Uomo Qualunque</em></strong> dei bei tempi), è che Mastella sarebbe un criminale che merita tutto quello che gli sta accadendo.<br />
Il discorso, lasciato su questi livelli, non porta molto lontano. Difatti, è mai possibile che sparito l&#8217;<strong>UDEUR</strong> la politica italiana possa tornare vergine e illibata? Per non offendere il lettore, meglio non dare una più che ovvia risposta e spingersi ancora oltre. Non è curioso che ora si miri maggiormente alle elezioni immediate che non al governo di larghe intese che fino all&#8217;altro giorno auspicavano PD e FI per le &#8220;indispensabili riforme istituzionali&#8221;? Senza i 3 senatori del Campanile le larghe intese sono impossibili?</p>
<p>Quella frase di Mastella alla Camera, <em>&#8220;Mi dimetto per riaprire una grande questione democratica&#8221;</em>, anche perchè, come ha detto Fedro, &#8220;gli umili soffrono quando i potenti si combattono&#8221; dovrebbe far riflettere.</p>
<p>Nel 1993<strong> Craxi,</strong> travolto dallo scandalo della maxi-tangente ENIMONT disse alla camera ciò che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, <em>&#8221; che buona parte del finanziamento politico e&#8217; irregolare od illegale&#8221;</em>; parole che vennero accolte dall&#8217;assordante silenzio dell&#8217;aula. Assordante come l&#8217;applauso alle parole di <strong>Mastella</strong>, che nella sua totalità è equivalente alla nullità del gesto di allora. La classe politica oggi come allora si è ritrovata compatta nello scaricare uno dei suoi membri &#8221; volenti o nolenti &#8221; più illustri; allora come oggi c&#8217;è stata una prova di imbarazzo totale; allora come oggi la politica ha trovato il suo capo espiatorio, quello che con più evidenza di altri ha fatto il &#8220;politico italiano medio&#8221;.</p>
<p>Allora  c&#8217;era ancora l&#8217;<strong>MSI</strong> e riproporre quei principi è proprio da escludere?</p>
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		<title>BLADE RUNNER: è tempo di morire&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 20:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>ribollita</strong> è un classico piatto di recupero e il suo nome nasce appunto dal fatto che gli ingredienti principali sono le <strong>verdure</strong> <strong>cotte</strong> <strong>avanzate</strong> dai giorni precedenti che vengono fatte ribollire tutte insieme, con l&#8217;aggiunta di pane raffermo.</p>
<p>L’impressione è che nella <strong>politica italiana</strong> si sia voluta adottare la stessa ricetta, in presenza di posizioni politiche che sono solo avanzi dei tempi passati.</p>
<blockquote><p><strong><em>&#8230;ho viste cose che voi umani non potete immaginarvi, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e ho visto i raggi Beta balenare nel buio vicino alle porte di Tanhauser e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia&#8230;. è tempo di morire&#8230;</em></strong></p></blockquote>
<p><strong>A sinistra, al centro e a destra.</strong> Tutti i grandi chef, o meglio quelli che tali si auto-proclamano, pensano di poter imporre comunque i loro piatti, con sapori sconosciuti e accostamenti inusuali, agli elettori-clienti  ritenuti  privi d’alternative. <strong>Sbagliano</strong>. La stragrande maggioranza vuole solo mangiare cose sane possibilmente spendendo poco. <strong>A sinistra, al centro e  a destra. </strong></p>
<p>Le grida e gli insulti che  arrivano dalla cucina irritano sempre più i già frastornati avventori, facendo vistosamente diminuire il consenso, già intaccato dalla disistima generale verso la Casta. Lo spettacolo è pubblico e all&#8217;aperto. Non vi sono più certezze e chi era pronto a far scorrere il sangue per il maggioritario ora si batte per il proporzionale, chi difendeva le coalizioni ora privilegia il singolo partito, con sbarramenti e preferenze che vanno e che vengono da una parte all’altra, sembrerebbe solo ed esclusivamente per il tornaconto della propria parte politica o addirittura del proprio personale futuro elettorale. Tutto con una estemporaneità di posizioni che durano al massimo una mattinata. Guardando da fuori la sensazione è che non si tratti di un eccesso di <strong>furbizia</strong> ma di semplice <strong>coglioneria</strong>, chè la maggior parte (il 99 % ad essere ottimisti) di questi nostri politici apprendisti stregoni non sanno niente di quello che propongono né tantomeno sono in grado di valutarne le conseguenze facendo delle proiezioni ragionate.</p>
<p>Da ciò ch’è successo in passato potremmo averne conferma. Il maggioritario con coalizione avrebbe dovuto far diminuire il numero dei partiti e l’ha aumentato; doveva dare solidità e stabilità ai governi e li ha resi prigionieri delle alzate di testa dell’ultimo dei peones; per evitare le “combines” con le preferenze le si è abolite e ci è toccato votare delle emerite teste di &#8230; uovo scelte (complimenti vivissimi!) dai vertici; s’è voluto allo spasimo il voto per gli italiani all’estero perché nelle previsioni avrebbero votato con la nostalgia della patria lontana e, al contrario, si sono rivelati apolidi internazionalisti. Inventarsi o anche solo scopiazzare un sistema elettorale implica tempo, pazienza, studi e meditazione: i nostri politici (i nomi ipotizzateli voi, l’uno vale l’altro) hanno voglia, capacità e tensione morale per mettere in funzione i neuroni, posare le chiappe sulla sedia, spremere le meningi (o viceversa, il risultato non cambierebbe) consumarsi la vista per, “al fin della licenza”, riuscire a miagolare qualche idea minimamente originale? Ma quando mai! A loro basta la parola, come per il lassativo, la musicalità dell’eloquio, il gentile aspetto. Chiamano a raccolta la truppa e la conducono a battaglia con squilli di tromba o di trombone, ma avendo di fronte dei pifferi di montagna la tenzone si svolge ad armi pari.</p>
<p><strong>Grande è la confusione sotto il cielo&#8230;</strong> diceva Mao.</p>
<p>S’ode a <strong>destra</strong> <strong>(???)</strong> uno squillo di tromba:</p>
<blockquote><p>La riforma elettorale Vassallo, un&#8217;autentica legge truffa <em>- dice il numero uno di <strong>Alleanza Nazionale</strong>-.</em> Se Berlusconi pensa di fare l&#8217;asso pigliatutto degli elettori di centrodestra con una legge come la Vassallo, è meglio che se lo tolga dalla testa  Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali.</p></blockquote>
<p>L&#8217;ex ministro degli Esteri avanza tre proposte &#8220;tutte bipolari&#8221;:</p>
<blockquote><p>Il sistema francese con il doppio turno, il ritorno al Mattarellum oppure il modello delle elezioni Regionali.</p></blockquote>
<p>Un intervento distruttivo a 360 gradi, un segno di debolezza e una grave caduta di stile. Forse varrebbe la pena di fermarsi a riflettere sul fatto che offendendo Berlusconi e la sua nuova formazione politica si offende un terzo degli italiani e addirittura i due terzi dei cittadini che votano per il centrodestra&gt; <em>hanno timidamente osservato dalle parti di <strong>Forza Italia</strong></em>, sconcertati dal decisionismo di Fini, diventato assiduo frequentatore di Casini.</p>
<p>A <strong>sinistra</strong> <strong>(???)</strong> risponde uno squillo:</p>
<blockquote><p>Oggi non ho partecipato al Consiglio dei ministri, non credo che parteciperò neanche ai prossimi. Non mi sento alleato di questo governo nel momento in cui mostra l’intenzione di non volere fare politica Il confronto di Veltroni con il centrodestra e non con noi della maggioranza <em>- ha detto <strong>Mastella</strong> -</em> lo trovo un fatto inconcepibile. Mai mi era capitato in 30 anni che faccio politica un caso del genere.</p></blockquote>
<p>Per quanto possa apparire strano confermiamo che nella casistica di Mastella c’era questa carenza, ora colmata. Il capo dell&#8217;<strong>UDEUR</strong> ha così commentato:</p>
<blockquote><p>Preferisco il referendum <em></em> a questa campagna oscura che cerca arbitrariamente di cancellarmi   Il Vassallum è una truffa e Veltroni e Berlusconi vogliono il tedesco per fare i c&#8230;zi loro. Così io rompo, mi costringono, non c’è niente da fare.</p></blockquote>
<p>Crediamo a malincuore, ma si faccia coraggio signor Ministro di Grazia.</p>
<blockquote><p>L’ho spiegato a Veltroni, a D’Alema, a Rifondazione <em>- ha aggiunto dal microfono alzando ancora di più il tono della voce -</em> tutti mi hanno dato ragione, ma poi fanno i c&#8230;zi loro.</p></blockquote>
<p>A <strong>Fini</strong>, prendendolo seriamente, ha risposto <em><strong>Salvatore</strong> <strong>Vassallo</strong></em>:</p>
<blockquote><p>L&#8217;espressione usata da Fini riguardo all&#8217;ipotesi di riforma del sistema elettorale associata al mio nome è del tutto fuori luogo. Credo metta in imbarazzo anche quei suoi collaboratori che hanno esaminato il progetto con attenzione considerandolo magari non del tutto congruente con le convenienze contingenti del loro partito. A prima vista, non si capisce cosa Fini voglia davvero: è contro il proporzionale con elementi maggioritari che piace, almeno per ora, sia a Veltroni che a Berlusconi, perché darebbe troppo ai partiti più grandi, e chiede di fatto una legge che consenta agli elettori di scegliere in anticipo le coalizioni e i governi. Ora, però, questo obiettivo si può ottenere con certezza solo con un premio di maggioranza dato alla coalizione che prende più voti. E cioè proprio con quel tipo di sistema elettorale che il referendum sostenuto dallo stesso Fini ammazza definitivamente. In realtà la logica che guida Gianfranco Fini a me pare fin troppo chiara, [...] in un momento in cui, in virtù dei sondaggi a lui personalmente favorevoli, riteneva di poter incassare in tempi brevi un definitivo sdoganamento e la leadership del nuovo partito. Ma l&#8217;inattesa vitalità di Berlusconi lo ha preso in contropiede. Per questo prima ha cominciato a balbettare cose contraddittorie e poi a dirle a voce alta sperando che nessuno si accorga di quanto siano contraddittorie: sì al referendum e sì al premio di coalizione.</p></blockquote>
<p>Per rispondere a Mastella il politologo ha chiesto tempo, s’è chiuso in biblioteca e sta compulsando alcuni trattati di sessuologia applicata. Tempo perso.</p>
<p>Faccende del genere si liquidano più velocemente con un <strong>pernacchio</strong>. Maschio.</p>
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