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	<title>Il Cantaro &#187; Immigrazione</title>
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		<title>You can?</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 11:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Barack_Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente degli Stati Uniti è alla guida di una macchina sulla cui scia risentiamo anche noi le turbolenze. Non conosciamo le sue reali capacità né possiamo prevedere come e dove condurrà la sua nazione ma solo lui, con le sue origini, nell’attuale fase d’esaltazione carismatica, poteva dire ciò che molti pensano. I due presidenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>presidente degli Stati Uniti</strong> è alla guida di una macchina sulla cui scia risentiamo anche noi le turbolenze. Non conosciamo le sue reali capacità né possiamo prevedere come e dove condurrà la sua nazione ma solo lui, con le sue origini, nell’attuale fase d’esaltazione carismatica, poteva dire ciò che molti pensano.</p>
<p>I due presidenti americani che l’hanno preceduto hanno girato l’<strong>Africa</strong> in lungo e in largo, senza lasciare ricordo del loro passaggio, ma lui, visto come un “campione” ha altre credenziali:</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>«Nelle mie vene scorre il sangue dell&#8217;Africa, e la storia della mia famiglia possiede sia le tragedie che i più grandi successi della storia africana».</strong></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong></strong></span>Possiamo capire i sentimenti della famiglia <strong>Obama</strong> le cui radici sono state strappate non molte generazioni orsono dal continente nero, con abbandoni allora coatti e che tuttora continuano anche se solo semi-obbligati.</p>
<p>Questo è l’aspetto che ci coinvolge con i destini dell’Africa, piagata e ripiegata su se stessa, rassegnata ad un assistenzialismo minimale, comodo placebo per i suoi mali ed alibi per la mancata ricerca di una via d’uscita.</p>
<blockquote><p><span style="color: #990000;"><strong>“Occorre mettere fine alle pratiche antidemocratiche ed alla corruzione, adottando le regole del buon governo, perchè il futuro dell&#8217;Africa dipende dagli africani. Il XXI secolo prenderà forma non solo a Roma, Mosca e Washington, ma anche ad Accra; dobbiamo prima riconoscere una verità fondamentale visibile in Ghana: lo sviluppo dipende da buone pratiche di governo. Questo è l’elemento che è mancato finora in molti posti, per troppo tempo. Questo è il cambiamento che può svelare il potenziale dell’Africa. Nessun Paese crea ricchezza se i suoi leader sfruttano l’economia per arricchirsi o se la polizia può essere comprata dai trafficanti di droga. Nessuna impresa vorrà investire in posti dove il governo si prende il 20% dei guadagni o dove il responsabile dell’autorità portuale è corrotto. Nessuno vuole vivere in una società dove lo stato di diritto è rimpiazzato da brutalità e corruzione. Questa non è democrazia, questa è tirannia, ed è arrivato il momento di mettervi fine. Voi potete servire le vostre comunità e usare la vostra energia e la vostra istruzione per creare nuova ricchezza e nuovi legami con il mondo. Voi potete battere le malattie, mettere fine ai conflitti ed essere protagonisti del cambiamento. Voi potete farlo.”</strong></span></p></blockquote>
<p>Solo un nero poteva dirlo e trovare orecchie pronte ad ascoltare e noi, oltre l’enfasi e la retorica, auguriamo che le sue parole smuovano qualcosa, perché certo l’Europa, pur con tutte le sue colpe, non può farsi carico d’ogni bisogno d’una marea umana che rischia di sommergere tutto e tutti.</p>
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		<title>RUMENO DE ROMA e ROMANO DE…..( a piacere)</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 13:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[delinquenza]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[mortadella]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo un popolo di minchioni e meritiamo si scomparire. Questa è purtroppo, nell’inconscio collettivo, la musica di sottofondo al nostro vivere quotidiano. Come possiamo pretendere di mantenere il nostro modo di vivere, creatosi nei millenni per stratificazioni successive grazie a tutte le generazioni precedenti, se non siamo in grado, per vigliaccheria morale, di difendere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Siamo un popolo di minchioni e meritiamo si scomparire.</strong> Questa è purtroppo, nell’inconscio collettivo, la musica di sottofondo al nostro vivere quotidiano.<span id="more-68"></span></p>
<p>Come possiamo pretendere di mantenere il nostro modo di vivere, creatosi nei millenni per stratificazioni successive grazie a tutte le generazioni precedenti, se non siamo in grado, per vigliaccheria morale, di <strong>difendere il nostro mondo</strong>, imperfetto e perfettibile, la nostra casa <em>–parva, sed apta mihi-</em> piccola, ma adatta a me, i nostri figli, le nostre donne?<br />
Ci stiamo sempre più <strong>rompendo i c&#8230;..ni</strong> del <strong>“politicamente corretto”</strong> e delle sue vestali, fiancheggiatori ed epigoni, e vorremmo andare oltre il malumore affiorante dei <strong>“vaffanculo day”</strong>, addomesticata e utile valvola di sfogo del sistema, scomparso dalle prime pagine dopo una sovraesposizione mediatica che pareva preannunciare una nuova presa del Palazzo d’Inverno. Si è rivelato invece la <strong>presa della Pastiglia</strong>, del sonnifero-tranquillante.<br />
E’ un continuo, subdolo e inarrestabile attacco quello che subiamo.<br />
L’episodio, <strong>NON SPORADICO</strong>, di Roma, dove una donna martedì sera è stata aggredita, percossa, violentata e poi abbandonata in un fossato nella zona di Tor di Quinto, ai margini di un quartiere residenziale della capitale. è l’ultima goccia in un vaso che non traboccherà mai da solo, finché qualcuno non si deciderà a dargli un calcio.<br />
E’ vero, non bisogna far di ogni erba un fascio, ma qualcosa dobbiamo pur fare per sopravvivere, oppure siamo masochisti al punto che ci lasceremmo mangiare vivi dai <strong>lupi</strong> perché, poverini, essendo carnivori, qualcosa debbono mettere tra i denti. E noi obbligati a fare le <strong>pecore</strong>!<br />
La voce si diffonde rapidamente: tutta la Corte dei Miracoli dell’Universo Mondo si dà convegno in Italia, il paese “dove il <strong>SI </strong>risuona”, purtoppo!<br />
Al massimo, quando il tizzone s’avvicina al pertugio dell&#8217;ano emettiamo un <strong>NI</strong>, ma in falsetto, mai un bel <strong>NO</strong> rotondo e sonoro, troppo scorretto politicamente.<br />
Certo anche i governi precedenti non sono stati draconiani, condizionati dal buonismo imperante, sempre però sulla pelle degli altri (in sardo:<em> &#8220;in pedde anzena, corrias largas&#8221;)</em>, fatto di appelli e carità pelosa, sia politica che religiosa.<br />
Il governo in carica aveva <strong>deciso di decidere</strong> un disegno di legge tutto da discutere, emendare, correggere, convertire ed eventualmente approvare in Senato, Camera e angolo cottura (non c’è fretta e non bisogna decidere sull’onda dell’emozione, che diamine!) di <strong>pannicelli caldi</strong> che prevede –voce del verbo <strong>pre-vedere</strong>, patrimonio della cartomanzia e delle sfere di cristallo- anche l’espulsione dei malandrini, se ci fossero stati motivi d’ordine pubblico, sia chiaro. Se i motivi fossero d’ordine privato, ciascuno per sé! Le scorte non solo solo statu-symbol, a qualcosa servono! Dietro pressione dell&#8217;opinione pubblica e col fiato sul collo di <strong>WaVé</strong> che, fiutando il vento, con gran paraculismo lo ha obbligato a sveltire, Sciupone l&#8217;emiliano ha poi optato per il decreto legge.<br />
La gente, disperata, si aggrappa anche a questi <strong>fantasmi di tutela</strong> e approva (il 96,2 % è favorevole, in un sondaggio di oggi fatto dal Corriere della Sera, coraggioso “organo di stampa”). Qualcosa è meglio di niente.<br />
Certo non sarà l’attuale Governo a ribaltare la consolidata tradizione (notoriamente la <strong>mortadella è senz’osso</strong>) di mandare le motovedette, nel ruolo di comitato d’accoglienza,  a 100 miglia marine (cioè oltre 180 Km. terrestri, per chi si limita a navigare in Internet) dalle coste italiane per recuperare dei disperati, <em><strong>maccos malignos</strong></em>, (privilegiamo <em>sa limba</em> per dare un motivo, almeno uno, di consolazione all’assessore regionale alla cultura Mongiu), ma forniti di telefono satellitare, per ogni evenienza. Risparmieremmo un sacco di soldi -noi e loro- e di rischi -per tutti- se organizzassimo un regolare servizio di traghetti con passaggio gratuito, sulle rotte più gettonate. I rom non hanno neanche il problema di varcare il mare, anche se poi, arrivati qui, mostrano di sapersi barcamenare, insegnando il mestiere alle povere donne al seguito e ai giovani apprendisti.<br />
Sono aumentati di 700.000 solo nell’ultimo anno e ormai siamo ai primi posti nella classifica europea dell’infiltrazione regolare e irregolare. Sono <strong>soddisfazioni</strong>! Perché negarlo?<br />
Fuggono da posti infami, lo capiamo, ma solo e sempre da noi devono venire a chiedere pane e lavoro,  ché (ormai l&#8217;abbiamo imparato a nostre spese) al companatico provvederanno con l’iniziativa privata? Fino a qualche anno fa si limitavano a leggercela la <strong>fortuna</strong>, sui bigliettini estratti dal pappagallo, ora ce la vogliono portare via con le maniere spicce. Non solo la borsa, anche la vita.</p>
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