<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il Cantaro &#187; Riforme</title>
	<atom:link href="http://www.ilcantaro.com/tag/riforme/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilcantaro.com</link>
	<description>Periodico d'informazione libera online</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 18:04:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Ne ferisce più la tastiera&#8230;</title>
		<link>http://www.ilcantaro.com/cronaca/ne-ferisce-piu-la-tastiera/</link>
		<comments>http://www.ilcantaro.com/cronaca/ne-ferisce-piu-la-tastiera/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 11:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano_Dragotto]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcantaro.com/?p=3625</guid>
		<description><![CDATA[Scrivere su un blog, diario personale accessibile a tutti, comporta un certo rischio, che va crescendo con l&#8217;originalità delle le cose che si scrivono e conseguentemente col numero degli utenti che trovano interessante leggere ed eventualmente commentare quanto scritto. l web, la rete mondiale informatica, ha messo a disposizione di (quasi) chiunque questa possibilità ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere su un <em><strong>blog</strong></em>, diario personale accessibile a tutti, comporta un certo rischio, che va crescendo con l&#8217;originalità delle le cose che si scrivono e conseguentemente col numero degli utenti che trovano interessante leggere ed eventualmente commentare quanto scritto.</p>
<p>l web, la rete mondiale informatica, ha messo a disposizione di (<em>quasi</em>) chiunque questa possibilità  ma capita di dover pagare pegno, come è capitato al dr. Gaetano <strong>Dragotto</strong>, procuratore generale della Corte d’Appello di Ancona, blogger che dedica(va) i suoi post al mondo giudiziario, il suo mondo, di cui conosceva molto –secondo alcuni troppo- e, cosa più grave, lo descriveva crudamente ed ironicamente, divulgando disfunzioni e castronerie incastonate come gemme in alcune sentenze.</p>
<p>In una di esse, in una causa di separazione coniugale, viene imposta al marito separato la corresponsione dell’assegno di mantenimento alla moglie e alla figlia…morta.</p>
<p>Consigliamo ai nostri quattro lettori di <a href="http://teminera.blogspot.com/  " target="_blank">attingere alla fonte</a> le critiche del dr. Dragotto: c’è da divertirsi, a patto di non essere le persone direttamente coinvolte nelle sentenze&#8230;.</p>
<p>La <strong>corporazione dei suoi colleghi magistrati</strong>, alla prima occasione, <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_03/procuratore_blogger_ancona_piccolillo_ba12a380-679a-11de-8836-00144f02aabc.shtml" target="_blank">gliel&#8217;ha fatta pagare</a>.  <strong>Così impara… </strong>direbbero ad<strong> Ozieri, a toccare il c*** a mamma&#8230; </strong></p>
<p>Gli auguriamo e ci auguriamo, ora ch’è passato nel mondo dei più, i pensionati, di dedicare più tempo alla sua missione, contribuendo a migliorare lo stato del sistema giudiziario, quanto mai bisognoso di riforme e messa a punto.<br />
Delle quali s’occupa anche un libro-pamphlet di Stefano <strong>Livadiotti</strong>, che dopo aver pubblicato «<strong>L&#8217;altra Casta. L&#8217;inchiesta sul sindacato</strong>» ha messo sotto osservazione la magistratura con  «<span style="color: #ff0000;"><strong>Magistrati. L&#8217;ultracasta</strong></span>» (Bompiani).</p>
<blockquote><p><span style="color: #517057;"><strong>“Secondo l&#8217;autore, quella dei giudici e dei pubblici ministeri è la madre di tutte le caste. Uno stato nello stato, governato da fazioni che si spartiscono le poltrone in base a una ferrea logica lottizzatoria e riescono a dettare l&#8217;agenda alla politica. Un formidabile apparato di potere che, sventolando spesso a sproposito il sacrosanto vessillo dell&#8217;indipendenza, e facendo leva sull&#8217;immagine dei tanti magistrati-eroi, è riuscito a blindare la cittadella della giustizia, bandendo ogni forma di meritocrazia e conquistando per i propri associati un carnevale di privilegi. Per la prima volta, cifra per cifra, tutta la scomoda verità sui 9.116 uomini che controllano l&#8217;Italia: gli scandalosi meccanismi di carriera, gli stipendi fino all&#8217;ultimo centesimo, i ricchi incarichi extragiudiziari, le pensioni d&#8217;oro, la scala mobile su misura, gli orari di lavoro, l&#8217;incredibile monte-ferie, i benefit dei consiglieri del Csm. “</strong></span></p></blockquote>
<p>recita una presentazione (interessata) d’un venditore ma confortata da tante<a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=62098&amp;sez=HOME_SPETTACOLO" target="_blank"> recensioni</a> che stimolano la curiosità:</p>
<blockquote><p><span style="color: #b70bf3;"><strong> “Secondo le rilevazioni per il 2008 di Eurobarometro, il 31% degli italiani ha fiducia nel sistema giudiziario nazionale (contro l’83% dei danesi, il 55% degli spagnoli e il 49% degli inglesi). […]  Un potere autoreferenziale (…) nel periodo 1999-2006,  di 1.004 procedimenti disciplinari. 812, pari all’80,9%, sono finiti a tarallucci e vino: con l’assoluzione o il proscioglimento. 126 con l’ammonizione, ossia un buffetto sulla guancia del magistrato. 38 con la censura, che equivale a una lavata di testa. Solo 22 con la perdita di anzianità (che si traduce in un rallentamento della carriera). Appena 2 con la rimozione e 4 con la destituzione.(…) a rimetterci la poltrona è stato solo lo 0,065% dei magistrati.&#8221;</strong></span></p></blockquote>
<p>Per <em><strong>il Giornale</strong></em>:</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>“Uno stato nello Stato «governato da fazioni che si spartiscono le poltrone in base a una ferrea logica lottizzatoria e riescono a dettare l’agenda alla politica.Un formidabile apparato di potere che, sventolando il sacrosanto vessillo dell’indipendenza, e facendo leva sull’immagine dei tanti magistrati-eroi, è riuscito a blindare la cittadella della giustizia, bandendo ogni forma di meritocrazia e conquistando per i propri associati un carnevale di privilegi». (…)  I magistrati italiani percepiscono gli stipendi più alti d’Europa (oltre alle entrate degli incarichi extragiudiziari), hanno un assegno medio di pensione di 6mila euro (dati del 2002&#8230; ) e detengono il record di 51 giorni all’anno di ferie (erano 60 fino al 1979). Non solo. I 9.116 «uomini d’oro» d’Italia  possono contare, caso pressoché unico al mondo, su un oliato meccanismo secondo il quale, cassata la parola «merito», attraverso esami fasulli (99,6% di promossi) tutti salgono gradino dopo gradino la scala gerarchica in base alla sola anzianità di servizio, arrivando al vertice (cioè magistrato di corte di Cassazione con funzioni direttive superiori) immancabilmente dopo 28 anni di servizio. […]<br />
due giudici del Tribunale di Brindisi che, complessivamente, per sbadataggine si sono dimenticati dietro le sbarre, uno dopo l’altro, 63 detenuti in attesa di giudizio. Si sono giustificati dicendo che avevano troppo lavoro, e che comunque fino ad allora nessuno si era lamentato. Assolti. […]<br />
Fa giurisprudenza, invece, il caso del rispettabile magistrato romano sorpreso, anno di scarsa grazia 1973, a molestare un ragazzino di 14 anni in un cinema di periferia. La denuncia è per atti osceni e corruzione di minore. La sentenza &#8211; otto anni, tre gradi di giudizio e un’amnistia dopo &#8211; è assoluzione con l’estinzione del reato. Per i giudici del Consiglio superiore della magistratura il collega pedofilo agì «in istato di transeunte incapacità di volere al momento del fatto». Fu reintegrato in servizio, promosso, e liquidato degli scatti di anzianità congelati. Costo dell’intera operazione, dalla fellatio al pensionamento, 70 miliardi dell’epoca. Ingiustizia è fatta.&#8221;</strong></span></p></blockquote>
<p><a href="http://www.fainotizia.it/2009/06/15/magistrati-lultracasta-le-inaudite-verita-sulla-madre-di-tutte-le-caste" target="_blank">Qualche <em><strong>blog</strong></em></a> si dilunga ancora di più con citazioni che invogliano a leggere il libro, appassionando sia gli amanti del tragico che quelli del comico:</p>
<blockquote><p><em><strong>“E’ un libro tosto, duro, coraggioso, questo di Liviadiotti. Antonin Scalia, giudice della Corte Suprema negli Stati Uniti, una volta, tornando a vedere i luoghi di origine della sua famiglia in Sicilia, si lasciò scappar di bocca che lui avrebbe avuto una paura indiavolata, a farsi giudicare in Italia per qualsivoglia reato. Chi legge “Magistrati l’ultracasta” capisce perché.”</strong></em></p></blockquote>
<p>Qualche accenno di difesa ovviamente s&#8217;è avuto, ma la giuria popolare pare orientata a dar credito all&#8217;accusa&#8230;</p>
<h3  class="related_post_title">Ulteriori articoli che ti potrebbero interessare</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.ilcantaro.com/politica/ipse-dixit/" title="Ipse dixit">Ipse dixit</a> (3)</li><li><a href="http://www.ilcantaro.com/politica/ma-quanto-mi-costi-niente%e2%80%a6/" title="Ma quanto mi costi? Niente…">Ma quanto mi costi? Niente…</a> (1)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilcantaro.com/cronaca/ne-ferisce-piu-la-tastiera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ipse dixit</title>
		<link>http://www.ilcantaro.com/politica/ipse-dixit/</link>
		<comments>http://www.ilcantaro.com/politica/ipse-dixit/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 11:35:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Di_Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[Gasparri]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcantaro.com/?p=2273</guid>
		<description><![CDATA[“Per quanto mi riguarda sarà un anno terribile quello che ho davanti per il governo del Paese: dovremo fare le riforme a cominciare da quelle delle intercettazioni e della giustizia che ci occuperanno molto”. Così parlò Berlusconi, che probabilmente solo per volontà di sintesi ha omesso d’indicare qualche altro problemuccio che assilla gli italiani in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/12/trib-mod.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2275" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="trib-mod" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/12/trib-mod.jpg" alt="" width="250" height="424" /></a><span style="color: #ff00ff;"><strong>“Per quanto mi riguarda sarà un anno terribile quello che ho davanti per il governo del Paese: dovremo fare le riforme a cominciare da quelle delle intercettazioni e della giustizia che ci occuperanno molto”</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #ff00ff;"></span>Così parlò <strong>Berlusconi</strong>, che probabilmente solo per volontà di sintesi ha omesso d’indicare qualche altro problemuccio che assilla gli italiani in attesa di miracoli. <span id="more-2273"></span></p>
<p>Ma già le due priorità indicate sono sufficienti per far venire l’insonnia, con la sensazione diffusa a livello popolare che la <strong>Giustizia</strong> e la <strong>Fortuna</strong> si siano scambiate i ruoli, diventando l’una più cieca dell’altra, con tutte le conseguenze. E considerato il potere che le leggi concedono a chi la giustizia deve amministrare, è un’anomalia che non può né deve durare.</p>
<p>Passi che la stampa fiancheggiatrice presenti le “vicende giudiziarie” personalizzandole a seconda dei coinvolti, con esempi da manuale offerti da <strong>Repubblica</strong> che fa intendere ai suoi lettori che il <strong>Di Pietrino Cristiano </strong>sia stato vittima di un tentativo di ricatto “<em>sine materia</em> ” (1) non citando minimamente gli ipotizzati motivi di ricatto, scongiurati fortunosamente o per ispirazione soprannaturale da filiali cadute di comunicazione e paterni trasferimenti tempestivi. Elementari le congetture e le conclusioni tratte dai cronisti più attenti (2) e dai lettori ormai smaliziati:</p>
<p style="padding-left: 30px;">“[…] <strong>scattano i primi campanelli di allarme: a fine luglio del 2007 quando nessuno sapeva niente dell’inchiesta su Romeo avvengono due episodi che la Dia definisce inquietanti: Di Pietro junior si rifiuta di rispondere al telefono alle chiamate di Mautone e lo stesso viene trasferito a Roma per ordine di Di Pietro padre. Perché? Chi soffia a chi? E cosa? Osserva la divisione investigativa antimafia che “l’improvviso silenzio di Cristiano di Pietro è un episodio inquietante”. Addirittura lui tronca a metà una conversazione in data 27 luglio 2007 e da allora si rifiuta di rispondere al telefonino quando chiama Mautone. Di Pietro padre, citato nel medesimo rapporto della Dia, “chiede di parlare di persona con il senatore Idv Nello Formisano”, e poi “fa una riunione politica dove chiede ai suoi collaboratori di tenere fuori il figlio perché troppo esposto</strong>”.</p>
<p>Fuori tempo e debole la difesa paterna, demolita di brutto dalla stampa (3) e dagli avversari, in carica, come <a href="http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_26/gasparri_di_pietro_querele_b10fd646-d38d-11dd-90d3-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><strong>Gasparri</strong></a>, o a forzato riposo, come <a href="http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_27/mastella_cazzullo_77542fe4-d3f4-11dd-8f30-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><strong>Mastella</strong></a>. Immancabili, considerati i trascorsi e la forma mentis del personaggio sotto osservazione, le minacce di querela, tornando in Tribunale, il luogo di scontro preferito dal molisano, col pubblico amico.</p>
<p>E qui torniamo alle <span style="text-decoration: underline;">riforme promesse dal Berlusca</span>, per ricondurre alla fiducia ed al rispetto -da conquistare sul campo- l’operato di una magistratura che riesca ad “azzeccarci” come tutti speriamo.</p>
<p><strong>Altrimenti tanto vale affidarsi al Totip, dove almeno qualche volta si vince.</strong></p>
<p>(1) Fiorenza Sarzanini su <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_dicembre_23/appalti_di_pietro_junior_romeo_napoli_46421964-d0bd-11dd-8f47-00144f02aabc.shtml" target="_blank">&#8220;il Corriere della Sera&#8221;</a></p>
<p>(2) Dimitri Buffa su <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/anche+un+di+pietro+finisce+nel+calderone+delle+intercettazioni+ma+qualcosa+non+torna.0063557" target="_blank">&#8220;l&#8217;Occidentale&#8221;</a></p>
<p>(3) Filippo Facci su <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=316697&amp;PRINT=S" target="_blank">&#8220;il Giornale&#8221;</a></p>
<h3  class="related_post_title">Ulteriori articoli che ti potrebbero interessare</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.ilcantaro.com/politica/tra-moglie-e-marito-si-mette-il-partito/" title="Tra moglie e marito si mette il partito">Tra moglie e marito si mette il partito</a> (5)</li><li><a href="http://www.ilcantaro.com/politica/politica-interna/il-teatrino-dei-mario-netti/" title="Il teatrino dei Mario-netti">Il teatrino dei Mario-netti</a> (1)</li><li><a href="http://www.ilcantaro.com/politica/politica-interna/coniglietto-mannaro/" title="Coniglietto mannaro">Coniglietto mannaro</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilcantaro.com/politica/ipse-dixit/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

