44 gatti, in fila per 3 col resto di 2

Pubblicato il 8 febbraio, 2008 alle 9:04 pm da


profumo-di-donna.jpgL’onda lunga della disastrosa (indi)gestione della “monnezza” napoletana rischia di fare qualche piccola vittima anche nel Liceo Ginnasio “Duca degli Abruzzi” di Ozieri. Piccoli danni, intendiamoci, molto più lievi di quelli permanenti che la Scuola a volte infligge ai propri alunni quando non raggiunge lo scopo formativo –in senso lato- al quale è tenuta. Missione sempre più difficile, quella dell’insegnante, privato dell’autorità (ma oggi chi non lo è?) e dal quale si pretende più la virtù di Giobbe che la conoscenza di Platone e non sarò io, dall’ultimo banco, a prender parte alla lapidazione. Però, a difesa di qualche giovane amico direttamente coinvolto, m’intrometto e dico la mia.

La questione nasce dalla manifestazione di protesta di un consistente numero di studenti contro il nulla osta dichiarato (ventilato sarebbe il termine esatto, anche per la… materia del contendere) del sindaco di accogliere nella discarica di Coldianu di una parte dei rifiuti “arretrati” in esubero in Campania.

Siccome gli studenti (anche quelli del Classico) non hanno il dono della bilocazione, per far sentire al sindaco la propria contrarietà al suo intendimento hanno pensato di fargli visita davanti e dentro la Casa comunale, saltando per un giorno le lezioni. Conseguenza: l’applicazione del regolamento d’istituto che prevede

“un giorno di allontanamento temporaneo dalle lezioni a quegli alunni che avevano cumulato due assenze ingiustificate”.

In pratica la famigerata “sospensione” di un giorno che ad Ozieri ancora fa scalpore negli alunni (e tenerezza negli ex). Cosa meriterebbero, la fucilazione alla schiena, quegli iscritti alla Sapienza che hanno sbraitato e manifestato e occupato il Rettorato impedendo di fatto al Papa di parlare? Forse a Roma manca il regolamento d’istituto.

Ma la sostanza è che la Scuola considera burocraticamente ingiustificata (al pari di quella, forse pretestuosa, del “riscaldamento”, un classico espediente -come “la neve” o “la liberatio“- per non stare al chiuso) l’assenza che per una volta è avvenuta per un motivo civile, di presa coscienza di un problema locale sentito e coinvolgente, indipendemente dallo schierarsi per una decisione o per l’altra.

Giustificare significa iustus facere (me l’ha suggerito un compagno che sedeva nel banco davanti al mio) e cioè “fare sì che un atto, pur non essendo giusto in sé, debba essere ritenuto tale, [...] in base a speciali considerazioni” [vocabolario della lingua ital. Treccani, vol. 2° pag. 644].

Creare cittadini coscienti e partecipi, capaci di scelte e di manifestarle pubblicamente e anche rumorosamente, senza violenze, non sarebbe già un buon risultato per la Scuola?

Se la manifestazione si fosse svolta per la pace, contro il razzismo o la violenza avrebbero applicato rigidamente il regolamento d’istituto? “Summum ius summa iniuria” era una massima conosciuta e abusata anche ai tempi di Cicerone (…iam tritum sermone proverbium).
Il sospetto che rode i “sospesi” è che la sanzione sia arrivata perché la manifestazione non erapoliticamente corretta” in quanto ostile al sindaco. Sospetto avvallato dal fatto che alla successiva assemblea d’istituto sia stato invitato proprio il sindaco (coi suoi scudieri!) e non in qualità di rappresentante istituzionale super partes ma proprio perché parte in causa, rappresentante di un fazione. Altrimenti perché chiamare a controbattere un rappresentante della minoranza, se egli già rappresentava il tutto?
Un bel film di qualche anno fa (Profumo di donna) si chiudeva con un’arringa che un colonnello cieco, interpretato da Al Pacino, svolgeva in un college a tutela d’un giovane amico che, formalmente a torto, per evitare di far la spia contro dei compagni, rischiava l’espulsione e le chanches del futuro. Son cinque minuti di pellicola entrati nella storia del cinema e nel cuore di tanti.

Fatte le proporzioni siamo di fronte alla stessa scelta: preferiamo che i nostri ragazzi affrontino la vita con la schiena dritta sovrastata da un cervello pensante e capace di ragionare e prendere decisioni o vogliamo che quel cervello lo portino all’ammasso, pieghino la schiena e tirino a campare? E’ questo che vuole il Ginnasio-Liceo Classico Duca degli Abruzzi?

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