Confesso, a Quell’Altro, e a voi fratelli, che personalmente mi son rotto le palle delle interrogazioni, fatte ovviamente di domande e di risposte, fin da quando frequentavo, con scarso profitto, la seconda elementare.
Per mia colpa, mia colpa, mia massima colpa, ah! se avessi studiato!
Ma così è ed ormai è tardi per rimediare e correggermi. Le uniche richieste che accetto serenamente sono l’elemosina nuda e cruda e l’ora, perché documentano la mancanza di pane e companatico e di un orologio e cellulare. Tutte le altre domande mi mettono in allarme e talvolta ottengono controproposte perentorie di viaggi sconvenienti anche se gratuiti.
Da qualche settimana Repubblica insiste nel porre a Berlusconi 10 domande, pretendendo risposte a voce alta (a voce bassa siamo certi che Berlusconi abbia dato le stesse risposte “all inclusive tour” alle quali ricorro io) su vicende personali che gli creano comunque imbarazzo come allo scolaro davanti alla lavagna.
Avesse agito con più furbizia o con meno spavalderia, oggi avrebbe risolto la situazione con una sana e sonora pernacchia, come migliaia prima di lui e io auspico, col permesso dell’Arci-gay, anche dopo.
Avendo intravvisto una crepa nella diga per ora insormontabile del consenso berlusconiano, il quotidiano non si dà pace della sua reticenza, riuscendo a farsi seguire nella ricerca delle tracce biologiche del premier dal forcaiolo Di Dietro, abitué della formula “a domanda risponde”, e dal sagrestano Sudario, ancora perseguitato dall’acne giovanile e col complesso del confessionale…
Pur non avendone i titoli è una bella occasione per salire in cattedra, non per far lezione e tanto meno pratica, ma per far domande e Franceschini non se la lascia sfuggire: “Quante volte, figliolo?”.
Visto “che zz’è” e che i pochi rivoluzionari a riposo ancora hanno voglia d’ascoltare, si lancia in una domanda in cabina, quella da cinque milioni in gettoni d’oro:
«Fareste educare i vostri figli a Berlusconi?».
Gelo diffuso e stratificato.
Qui non si tratta più di acquistare un’auto usata da un venditore di magagne; qui si tratta d’affidare dei teneri virgulti ad un tipo losco, un consumatore di viagra, uno che ha fatto i miliardi non si sa come e li utilizza per annientare il nemico, che attenta alla nostra libertà e a quella dei suoi dipendenti di sfotterlo in diretta televisiva, che non collabora col boia per farsi decapitare, che esporta capitali all’estero e corrompe avvocati inglesi, con tutta l’abbondanza che c’è in Italia…
Pare che il maestrino dalla penna rossa (almeno quella è rimasta) attenda la risposta, che nei suoi intendimenti va consegnata il 7 giugno, in bella copia.
Ognuno, se vuole, risponda. La risposta è difficile, specialmente per me che non ho figli e, avendone, preferirei educarli in proprio, secondo la mia disdicevole tradizione di famiglia.
Non so se li affiderei a Berlusconi, ma certo, certissimo non li affiderei a Franceschini e ai suoi amici e compagni.
Perché preferirei che non diventassero comunisti o cattocomunisti. Già questo sarebbe un ottimo risultato. Se poi non fossero dei leccaculi, tanto di guadagnato. E poi non vorrei che provassero l’ebbrezza della droga libera, neanche a livello degli spinelli “fini” e che, visto che la carne è debole, nell’eventualità, scegliessero carne appartenente chiaramente all’altro sesso, magari anche a rischio di gravidanze non volute ma accettate, da non far concludere con un aborto o con qualche pillola del giorno dopo.
Perché se proprio debbono ammazzare qualcuno, con tutti i grandi figli di puttana che ci sono a disposizione in giro per il mondo, non vorrei lo facessero con l’essere più indifeso ed innocente, deputato tra l’altro ad ereditare e trasmettere il patrimonio cromosomico di quest’asino calzato e vestito -male, per di più- che riconosco di essere. Inoltre il sottoscritto quadrupede, senza fretta, nella tomba vorrebbe andarci per conto suo, senza la loro spinta, pronto a rinunciare anche all’aiuto dei radicali.
Nessuno è perfetto.


Scespir
2 years ago
Sia il Financial Times che l’Indipendent, “autorevoli” quotidiani della mia amata Inghilterra, si occupano di Berlusconi e dell’Italia, preoccupati del benessere del nostro paese e, parlandone male, sopratutto del loro.
Liberi di farlo, anche per consolarsi delle travi nel loro occhio. Fanno del moralismo quando nella famiglia reale, per dire, le avventure a piedi e a cavallo della principessa Margareth, di Carlo e dei suoi figli garantiscono prosperità a vita al gossip. Senza dimenticare la buonanima di Lady D. morta tragicamente tra le braccia del suo ultimo amante.
aninot
2 years ago
Con che coraggio Albione fa la morale all’Italia! Ma non mi sembra questa la cosa grave, caso mai è più grave che i Soloni italiani applaudano a ciò che questi “autorevoli” giornali si permettono di scrivere sul nostro presidente del consiglio che, piaccia o no, è stato scelto dai cittadini italiani. Proprio loro che hanno una trave grande quanto il più grande dei loro grandi castelli. ameno che, sotto sotto, non ci sia loro suggerimento.
E’ anche vero che la nostra intellighenzia sinistrosa è arrivata alla frutta se non ha altri argomenti per contrastare il consenso che gli italiani stanno dando sempre più forte al Berlusca, il quale per fortuna se ne frega altamente e fa benissimo. Li deve lasciare crogiolare nella loro brodaglia di spocchiosi “sapientoni”, ed ora anche di unici “educatori” di prole, Franceschini in primis. La sua presunzione è tale che ora si erge anche a massimo pedagogo. Per carità! Alla larga, genitori, da questi esseri che non hanno nemmeno il coraggio di affrontare le difficoltà con le armi della politica e non dei “loroddi” e lascino stare le famiglie, che sanno benissimo come educare i loro figli, certo non imitando lor signori nella ipocrisia più eclatante. Si metta il cuore in pace Franzischeddu, che non saremo certo noi ad affidargli l’educazione dei nostri figli. Pensi ad educarsi i suoi, dando lui e tutti quelli che stanno con lui, se ancora ce ne sono, il buon esempio. Vedrà lo scherzetto che gli italiani gli stanno preparando per il 6 e 7 giugno
Santippe
2 years ago
Mi chiedo cosa sarà dell’Italia se Berlusconi dovesse andare al tappeto, per KO da parte degli avversari (NON solo politici, ma giudiziari, bancari, massonici, etc.) oppure per resa e getto della spugna, travolto dalle sue ca…te.
Purtroppo ha fatto di tutto per nuocere a sè e agli altri e ora siamo al punto che a luglio -nel corso del G8, a l’Aquila- i tempi saranno maturi per un avviso di garanzia per corruzione di minorenne o simili infamanti accuse.
Non solo cadrebbe il governo, ma esploderebbe la maggioranza, dove nessuno potrebbe sostituirlo, nonostante i suoi limiti e difetti.
Pur negando il consenso alla sinistra, i cittadini chi dovrebbero votare? Chi profitterebbe della situazione?
Di Pietro, con una dittatura giustizialista? Fini, nuovo presidente della Repubblica votato dalla sinistra? Casini, con un governo di tutti e di nessuno?
Preferisco fare gli scongiuri e sostenere, con tutta la nausea repressa, ancora una volta Berlusconi, sperando che lo Stellone d’Italia ci conceda qualche anno per far emergere un altro leader.
Carta Bianca
2 years ago
Il Financial Times che fa tanto il moralista al di sopra d’ogni sospetto è di proprietà di MURDOCH, noto “lo squalo”, quello di SKY, concorrente diretto e quindi avversario di Berlusconi.
Ci rompono in continuazione col conflitto d’interessi: eccone uno bello grosso e… autorevole.
Chirone
2 years ago
“Ma se tutti i giornali sostengono che il vero problema dell’Italia è Noemi e la sua presunta storia d’amore col premier, e che contano assai meno la questione degli immigrati buttati a mare o dei lavoratori licenziati e cose
così;
e invece il Vaticano dice che dell’affare Noemi non gliene frega niente, e se la prende con Berlusconi perché butta a mare gli immigrati e non fa niente per i lavoratori licenziati e cose così;
e se a me succede che sono d’accordo con il Vaticano e non con la libera stampa, che vuol dire?
Mi sono rincoglionito io o si è rincoglionita la libera stampa?
E’ possibile che dinnanzi ad un instronzimento generale, il Vaticano sembri meno stronzo degli altri?”
Dal BLOG di Piero Sansonetti, ex direttore di Liberazione e attuale direttore de l’Altro
avv. Entore
2 years ago
Pansa ha appioppato a Stupidario il nomignolo di TRINARICIUTO BIANCO, rifacendosi a Guareschi che chiamava “trinariciuti” i compagni tonti di periferia, che avevano la terza narice per far uscire il cervello.
avv. Entore
2 years ago
Ecco come, sul sito Giustizia Giusta, dovrebbe rispondere il Berlusca alla 9° domanda dell’inserto INTIMO di LETIZIA di Repubblica (delle banane):
Veronica Lario ha detto che lei “frequenta minorenni”. Ce ne sono altre che incontra o “alleva”?
«Veronica chi? L’unica minorenne che ho frequentato in vita mia è stata Rita Levi Montalcini ma a quel tempo ero minorenne anche io».
Giulio
2 years ago
Credo che veramente Franceschini abbia fatto autogol, con la storia dei figli e della loro “educazione”.
Senza risalire alla mitologia e alle tragedie greche (da Crono ad Edipo) o romane è sufficiente ricordarsi di Mitterand e della sua figlia segreta o della tragica sorte di Aldo Togliatti, sfortunato figlio abbandonato del “Migliore” e di Rita Montagnana, a sua volta abbandonata per Nilde Iotti.
Naturalmente nessun regista farà dei film d’insuccesso come “Vincere” per vicenda analoga di Mussolini…