Aglio, conguaglio, prezzemolo e Travaglio

Pubblicato il 13 maggio, 2008 alle 4:09 pm da


televisione.jpgLa Rai è di nuovo nell’occhio del ciclone sia per le sue trasmissioni, condite di turpiloquio ed insinuazioni, che per  l’attenzione occhiuta dei politici che vorrebbero metterle… le mani addosso. Per risolverne i problemi e sistemare le cose, si capisce.
Perché di problemi la Rai ne ha una montagna, contingenti a causa di Travaglio, lungo di lingua e di capello, e strutturali, dovuti all’organizzazione aziendale sovraccarica e costosa.
Pur avendo 11.436 dipendenti fissi e 1.872 contratti a tempo determinato, la Rai  si avvale anche di 43 mila collaboratori esterni. Inoltre, non potendo fare tutto da sola, utilizza gli appalti di terzi che forniscono quanto necessita sia come strumentazione e attrezzature che come personale e collaborazioni professionali.  Scrive “Corriere Economia” :

“Nel bilancio 2006 su un totale di ricavi pari a 3.111 milioni di euro, 1.516 sono stati stanziati per «l’acquisto di beni e servizi esterni», cui vanno aggiunti 580 milioni di euro di investimenti per comprare diritti televisivi. Totale: 2.096 milioni di euro spesi fuori casa, a fronte di 979 milioni di euro versati al personale interno. Per ogni 100 euro che entrano nelle casse aziendali, 64,4 vanno ad alimentare fornitori  lontani dagli studi di Saxa Rubra o di via Teulada.“

Le società di produzione che confezionano i programmi e li rivendono pronti alla trasmissione sono per esempio Endemol (partecipata al 33% da Mediaset), Magnolia (De Agostini) e la Ballandi Entertainment.
Dal 2002 al 2006 l’azienda di viale Mazzini ha incassato 7.261 milioni di canone, pagato dagli utenti, più 5.900 milioni dalla raccolta pubblicitaria, ma 3.131 milioni sono stati spesi per acquisto di programmi e 6.751 milioni (il 45,7% delle entrate) per acquisizione di beni e servizi esterni. Per ogni euro speso per i dipendenti, se ne spendono 1,46 per gli esterni.
In pratica le produzioni interne di Rai sono quelle di basso valore aggiunto e meno pregiate, che non generano utili consistenti.
Endemol, che fattura circa 138 milioni di euro, ha fornito alla Rai programmi di successo come la «Prova del cuoco» e «Affari tuoi» per oltre 800 ore di trasmissione (quasi il 40% di tutte le ore che la Rai ha comprato da terzi) e più della metà sono state trasmesse su RaiUno. Altre case di produzione fornitrici della Rai sono la Lux Vide e Magnolia (che ha prodotto «L’isola dei famosi») con 450 ore trasmesse. Programmi acquistati da produttori indipendenti sono anche «Un posto al Sole», «La squadra», «Sotto casa», «Un posto al sole», «Medicina generale» «Don Matteo», «Un medico in famiglia». Insomma la Rai in proprio fa quasi solo i Telegiornali con un esercito di giornalisti e tecnici.

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Nonostante questa montagna di guai tutti i politici sono in movimento, perché salire sul carrozzone e soprattutto mettersi a cassetta con le briglie in mano vuol dire indirizzare almeno in parte l’informazione televisiva e soprattutto distribuire risorse quasi incontrollabili. Siano rese grazie a Santoro, Travaglio, Grillo e Sgarbi che hanno costruito l’alibi indispensabile per l’incursione.

Ecco perché su quella montagna di problemi tutti vorrebbero essere scalatori e piantare la bandierina in cima.  Tanto paga Pantalone e se Pantalone non va alla montagna, la montagna va da Pantalone.

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