Cosa darebbe walter per togliersi il bassolino dalla scarpa?

Pubblicato il 2 marzo, 2008 alle 1:08 am da


rifiuto-davanti-municipio-napoli.jpgLa gestione dei rifiuti in Campania è stata ed è, dal punto di vista politico, un disastro di cui non può non rispondere chi, in vari ruoli ma sempre di vertice, ne ha avuto la responsabilità. Da questo punto di vista la bocciatura non ammette appello. I termini giudiziari della vicenda invece non si ha diritto né titolo per commentarli (e ci sembra alquanto vigliacco colpire chi è a terra). Saranno i giudici ad esprimersi e auguro a Bassolino, come a chiunque altro, d’incappare in magistrati quali tutti vorremmo, liberi da condizionamenti e soggetti alla legge, alla coscienza e al buonsenso. Troppe vicende passate hanno insinuato dubbi sulla neutralità e obiettività di giudizio di una parte, piccola ma fosforescente, della magistratura, accusata di partigianeria politica da destra e, questa volta (dichiarazioni dell’assessore Velardi), da sinistra, per la tempistica e la spettacolarità degli interventi.  

Altro dato incontrovertibile è l’appartenenza partitica dell’ex-sindaco, ex-commissario straordinario e attuale governatore, trasformatosi improvvisamente da grande collettore di consenso in un imbarazzante appestato, che per di più, in un momento elettorale come questo, si ostina a non mollare:

Sento il dovere di andare avanti per dare un contributo, al fianco del commissario De Gennaro, per uscire dall’emergenza rifiuti e per combattere a testa alta perché emerga la verità, quella politica e quella giudiziaria. Perché io non ho fatto nulla di male. [... la moralità] é sempre stata la mia stella polare [...] ho la coscienza a posto e le mani pulite. Non ho fatto nulla di male, ho cercato di dare una mano alla soluzione del problema rifiuti.

Normale l’attacco tutto sommato blando degli avversari, ma sono molti della sua parte politica, quelli che hanno sempre le mani pulite e la coscienza lavata con perlana, che vorrebbero gettarlo a mare perché “fa perdere voti”. Grande imbarazzo di triplomento Veltroni che anche lui vorrebbe affrettare le esequie ma senza apparire cinico, per cui  imbastisce una difesa d’ufficio, sperando nel suicidio del reo:

E’ una notizia che a me ha dato un grande dolore, è una persona per cui ho grande stima e amicizia, e penso che abbia fatto nel corso della sua storia politica cose di grandissima importanza per la sua città e la sua regione. Di fronte alle cose dolorose di questi giorni, l’unica è affidata alla coscienza individuale: sono sicuro che Bassolino, la cui coscienza civica conosco bene, farà la scelta più giusta”.

Il problema è tutto qui, semplicissimo: la scelta più giusta (o meglio, più conveniente) per Bassolino o per il Partito Democratico?

Certo ai tempi di Togliatti, Secchia, Longo, Pajetta e Scoccimarro non ci sarebbero stati dubbi sulle opzioni, anzi non ci sarebbero state neanche opzioni. Sotto Berlinguer, Occhetto e D’Alema (s)occorreva l’abnegazione d’un Primo Greganti per sacrificarsi. Uolter ha ereditato l’ombra d’una struttura trasparente e deve mettersi in testa che non tutto se po’ fa.

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