DICE IL SAGGIO: SOLO I GRANDI IGNORANTI E LA SCUOLA ITALIANA NON CAMBIANO MAI

Pubblicato il 6 settembre, 2008 alle 11:17 pm da X-file


Fra pochi giorni la scuola italiana riaprirà i battenti e, come per incanto, si riapriranno anche le solite polemiche di inizio anno scolastico, i soliti problemi e le trite analisi statistiche sulla condizione dell’insegnamento in Italia.

Lo stesso ministro della P.I. Maria Stella Gelmini, che con i nuovi occhialetti assomiglia non poco all’assessore regionale soriano Maria Antonietta Mongiu è anche lei, come tutti i suoi predecessori dai tempi di Giovanni Gentile, impegnata nell’ennesima riforma della scuola.

Intanto, mentre politici e sindacalisti si accapigliano, alcune notizie lasciano i cittadini sempre più esterrefatti.

  • Gli studenti italiani sono quelli che stanno il maggior numero di ore in classe rispetto ai compagni degli altri paesi europei, e sono anche quelli con i peggiori risultati.
  • Inoltre gli insegnanti sono quelli che passano meno ore in classe e i loro studenti costano al contribuente il 25% in più rispetto alla media del resto d’Europa, e non solo. In pratica gli insegnanti sono troppi e i loro modesti stipendi di fatto assorbono, come va dicendo in questi giorni il ministro, il 95% degli investimenti statali sull’istruzione.

In questi pochi dati c’è il penoso ritratto di una nazione che lascia il proprio futuro alla buona volontà dei singoli, con una scuola che da almeno mezzo secolo viene trattata come un problema esclusivamente occupazionale. Si arriva all’assunto che la scuola deve dare soprattutto lavoro e quindi, se prima c’era un solo maestro, si è poi passati agli attuali tre, ma senza che ci fosse una reale esigenza educativa alla base, ma esclusivamente l’esigenza di trovare un lavoro a giovani laureati e disoccupati, ma senza fornire loro anche uno scopo, quello dell’educazione e della preparazione degli studenti.
Se dunque le risorse statali per l’istruzione vengono così malamente sprecate, è ovvio che la ragione sta in una totale mancanza di chiarezza sugli obiettivi e sulla funzione scolastica sulle quali anche i sindacati, che comunque sono spesso i soli che si fanno carico dei problemi degli insegnanti,  dimostrano non poca ottusità.

C’è poi il fronte universitario dove da sempre le rendite di posizione sembrano essere la sola istituzione incrollabile, di fronte al proliferare di cattedre e di insegnamenti, il più delle volte creati esclusivamente per fare qualche “professore” in più.
Non bastasse tutto ciò, ci sono anche i testi scolastici a peggiorare non poco la situazione. E’ sufficiente sfogliare i libri che sono adottati nelle scuole italiane, testi di storia, filosofia, letteratura, geografia, per rendersi conto che chiamarli libri è veramente esagerato. Si tratta infatti di spazi che vengono occupati da case editrici che hanno bisogno di vendere, cioè una semplice questione che molto sa di commerciale e poco di culturale ed educativo.
Purtroppo questo è un Paese dove l’unica ricerca praticata su larga scala è quella isterica di apparire sempre e comunque, come l’Alba Parietti nazionale che, per i suoi 50 anni (auguri!) si fa fotografare nuda e chirurgicamente rimpolpata (ed implora il Cavaliere di assumerla in TV), per non parlare delle tante ragazze che, con codazzo di genitori orgogliosi e fidanzati sospettosi, affollano le piazze italiane nella speranza di diventare ….velineeee!!

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